Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Miglioramento e Validazione della Metodologia RST-FIRES per i grandi incendi

La Tesi è incentrata sulla metodologia RST-FIRES, una tecnica di individuazione degli incendi boschivi tramite dati provenienti da satellite, sviluppata dal LADSAT (Laboratorio per l’Analisi dei Dati SATellitari) della Scuola di Ingegneria dell'Università degli Studi della Basilicata in collaborazione con IMAA-CNR. In particolare vengono anilizzati miglioramenti della tecnica in relazione ad una sua applicazione in riferimento ad incendi boschivi di dimensioni estese.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 INTRODUZIONE Il fenomeno degli incendi, in particolare di quelli boschivi, con il passare del tempo ha assunto una rilevanza mano a mano maggiore, a causa dei crescenti impatti a livello ambientale, paesaggistico e, non ultimo, economico; ciò ha portato le Autorità competenti a porre sempre più attenzione, non solo nei riguardi degli interventi di mitigazione e contenimento dei danni, ma anche rispetto alle metodologie di prevenzione. Dai report redatti dal Corpo Forestale dello Stato emerge infatti come, nella sola penisola Italiana, all’incirca 11.000 incendi all’anno brucino più di 500 km 2 di foreste, causando, come già accennato, una serie di problematiche impattanti, in maniera diretta o indiretta, su vari ambiti, che possono essere quello ambientale-naturalistico, quello economico e dei danni alle infrastrutture in genere, per non parlare dell’incolumità delle persone. Dal punto di vista ambientale, infatti, gli incendi boschivi possono influire su una vasta gamma di processi terrestri, sia nel breve che nel lungo periodo: gli effetti più immediati riguardano il degrado ecologico e la distruzione di flora e fauna, con conseguente scomparsa della biodiversità e deterioramento del suolo, i quali a loro volta possono contribuire a fenomeni di desertificazione, erosione dei suoli e variazione dei processi geologici in genere. Inoltre, sempre in riferimento a danni ambientali, bisogna tener conto anche di conseguenze più a lungo termine quali fenomeni di inquinamento atmosferico, alcuni dei quali rientranti nell’orbita dei cambiamenti climatici: in particolare il rilascio di gas e materiale particolato durante la combustione, che costituisce un contributo notevole alle reazioni chimiche e ai processi fisici che avvengono in atmosfera, e l’aumento della concentrazione di gas serra, soprattutto quella del CO 2 , (diossido di carbonio o anidride carbonica) che viene incrementata a causa del rilascio di carbonio nel processo di combustione. A questa vasta gamma di impatti negativi a livello ambientale e naturalistico si vanno ad aggiungere quelli forse meno evidenti ma non per questo meno rilevanti sull’economia: oltre a possibili danni sulle attività produttive di vario genere (come strutture turistiche o connesse all’industria del legname), gli incendi comportano una spesa per lo Stato, quantificabile in termini di costi diretti per ogni intervento atto a spegnere le fiamme: è stato, infatti, calcolato dal Corpo Forestale come l’intervento di un elicottero per spegnere un incendio costi in media 2.220 €/ora, ogni chiamata per un intervento 90 € circa, e ogni ettaro di bosco bruciato circa 20.000 €.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Ingegneria

Autore: Vincenzo Carcia Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 54 click dal 23/05/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.