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Metodi induttivi e sintetici nella determinazione del reddito d'impresa

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Romeo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Gaspare Falsitta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

In questo lavoro vengono esaminati i metodi di valutazione del reddito imponibile delle imprese, ai fini dell’imposizione diretta, denominati induttivi o sintetici in quanto contrapposti al metodo analitico-contabile, a quello cioè nel quale l’accertamento operato dagli uffici finanziari scaturisce dal raffronto tra elementi positivi e negativi di reddito desunti da regolari scritture contabili.
Dopo un’analisi dell’evoluzione dei metodi induttivi fino alla grande riforma degli anni settanta, vengono esaminate le linee guida di quest’ultima, con il confinamento delle possibilità di utilizzo di accertamenti sintetici ad ipotesi marginali o sanzionatorie.
A seguito della crisi di questa nuova impostazione, sono poi vagliate tutte quelle disposizioni che, fino alla vigilia di quella che dovrebbe essere la svolta decisiva con gli studi di settore, hanno inserito nella normativa tributaria la possibilità di rettifica del reddito d’impresa sulla base di presunzioni di ricavi o di redditi, minimi imponibili, forfetizzazioni e quant’altro.
Lo studio di questa evoluzione mette in luce come la ripartizione classica dei metodi di accertamento (analitico, induttivo, misto) abbia oggi un’importanza molto minore che in passato e come sia da considerare ora prevalente una distinzione tra analiticità ed utilizzo di presunzioni, sorrette o meno dai requisiti richiesti dal codice civile. Altro aspetto importante che emerge è quello che, nonostante l’apparenza ingenerata dalle svariate forme induttive introdotte e dalla rinascita del ''concordato'', non sia stata sostanzialmente abbandonata la ricerca del reddito effettivo voluta dalla riforma e che non vi sia quindi una tendenza al ritorno al reddito medio-ordinario che ha fortemente caratterizzato le legislazioni precedenti.

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2 Introduzione “Il reddito ricercato dall’imposta non si rivela da sé: è d’uopo stabilirne l’esistenza e la quantità. Ora, per giungere alla cognizione dei fatti che da se stessi non si palesano, la natura delle cose appresta le prove dirette e le presunzioni: i quali mezzi adoperati separatamente o cumulativamente nella ricerca dei redditi generano il sistema della ricerca diretta, il sistema indiziario e il processo misto. E risultando dalle leggi della logica naturale che nelle materie di più difficile accertamento tutti i mezzi di prova si debbono accumulare, già ne possiamo dedurre, a priori che tutti e tre i sistemi e processi anzidetti debbano concorrere nell’investigazione fiscale”. 1 Già alla fine del secolo scorso, come si deduce dalle precedenti considerazioni, la più acuta dottrina poneva il problema dei metodi da adottare nelle procedure di accertamento, ritenendo che il successo di un’imposta dipenda anche dalla bontà dei sistemi seguiti per la determinazione della materia imponibile e come fra questi trovi un posto non di secondo piano il sistema “indiziario”. Oggetto del presente lavoro sono, per l’appunto, i metodi di valutazione del reddito imponibile delle imprese ai fini dell’imposizione diretta diversi da quello analitico-contabile, da quello cioè nel quale la determinazione del contenuto degli avvisi di accertamento è data dal raffronto dei singoli elementi positivi e negativi di reddito, effettuata sulla base di regolari scritture contabili. 1 M. Pescatore, La logica delle imposte, Torino, 1868, pag. 49.

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Parole chiave

accertamento sintetico
diritto tributario
accertamento analitico
accertamento induttivo
minimum tax
reddito d'impresa
concordato fiscale
legge visentini

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