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IMPARARE FACENDO: Sperimentazione e analisi del corso linguistico-professionale per migranti - Aiuto cuoco e addetti ai servizi di ristorazione

Il fenomeno dell’immigrazione sta assumendo un’importanza sempre più evidente nella vita politica, sociale e culturale del nostro Paese. Il costante incremento dei flussi migratori e la massiccia presenza di adulti stranieri in Italia rendono urgenti interventi legislativi e di politica linguistico-educativa, al fine sia di soddisfare le necessità legate alla prima accoglienza, sia di favorire progressivamente l’integrazione dei nuovi arrivati nella comunità ospitante.
In presenza di un particolare pubblico di apprendenti come quello dei migranti, è necessario favorire percorsi di formazione linguistica specifica, con lo scopo primario di acquisire gli strumenti fondamentali per essere in grado di agire nei contesti comunicativi concreti dell’ambiente lavorativo nel più breve tempo possibile. In questa prospettiva, il ruolo rivestito dalla dimensione comunicativa risulta centrale, in quanto il lavoratore straniero si trova immerso in uno spazio che è sia linguistico, sia comunicativo in senso più ampio.
Il concetto di abilità parziale costituisce oggi un pilastro dell’educazione linguistica ed è anche alla base della progettazione e realizzazione dei materiali didattici settoriali nell’ambito del progetto DEPORT “Oltre i confini del carcere: portfolio linguistico professionale per detenuti” , che prevede un percorso di insegnamento di lingua settoriale affiancato da un tirocinio formativo e il successivo conferimento di una certificazione, il Portfolio linguistico-professionale, la cui ricerca continua oggi nell’ambito del progetto RIUSCIRE .
L’obiettivo del presente lavoro è quello di proporre i risultati dell’analisi e della sperimentazione in prima persona di uno di questi percorsi formativi, quello per il profilo professionale di “Aiuto cuoco e addetti ai servizi di ristorazione”, al fine di cogliere aspetti positivi e criticità dei materiali utilizzati, oltre che fornire riflessioni e spunti di analisi in base alle reazioni degli apprendenti immigrati coinvolti e agli obiettivi raggiunti.
A questo proposito, nel primo capitolo si sono descritte le caratteristiche e le problematiche relative al fenomeno migratorio in Italia e in Toscana, soffermandosi in particolare sui bisogni comunicativi degli apprendenti migranti; successivamente si sono presentati i materiali didattici, elaborati in seno ai progetti DEPORT e RIUSCIRE, che mirano a favorire l’autopromozione dell’apprendente straniero, in quanto rendono il destinatario partecipe e attore del proprio futuro, a partire dall'acquisizione delle competenze necessarie e funzionali ad inserirsi in un contesto lavorativo e, di conseguenza, nella società ospitante.
Nel secondo capitolo, si è proceduto a delineare gli aspetti principali della sperimentazione in prima persona del corso linguistico-professionale per aiuto cuoco, che si è svolto in collaborazione tra Università per Stranieri di Siena, Migranti San Francesco Onlus e Cescot Confesercenti. Dopo aver dato indicazioni sull'approccio utilizzato e considerato più idoneo per gli scopi del corso, ci si è occupati dell’analisi del materiale didattico proposto durante le lezioni, al fine di coglierne aspetti negativi e punti di forza. Alla fine del capitolo, si è proceduto a fornire gli esiti più significativi dell’osservazione svolta in classe, con lo scopo di cogliere aspetti della competenza linguistico-comunicativa, delle abilità socio-relazionali, atte a rilevare la partecipazione alle varie attività didattiche e l’atteggiamento generale dell’apprendente in contesto formativo, della motivazione e delle tecniche e metodologie didattiche preferite dai corsisti.
Nel terzo capitolo, si sono proposti i risultati della prova di valutazione finale, fornendo informazioni sulla struttura del test, per poi procedere alla riflessione riguardante i punteggi ottenuti dagli apprendenti nelle varie abilità, confrontando gli esiti rispetto al livello di scolarizzazione di ciascuno studente.
Nel terzo capitolo, ci si è dedicati all’analisi degli errori più frequenti e significativi presenti nelle prove di produzione scritta e produzione orale, al fine di cogliere meccanismi e strategie simili nell’acquisizione linguistica.
Nell’ultima parte del presente lavoro, si sono proposti i risultati delle valutazioni delle competenze professionali ottenute dagli apprendenti durante la parte operativa del percorso, per poi delineare quali sono state le principali difficoltà riscontrate durante l’esperienza didattica svolta. Infine, attraverso le interviste al docente del corso di pizzeria e al Segretario dell’Associazione Migranti San Francesco Onlus, è stato possibile ottenere informazioni interessanti riguardo alle problematiche principali dei migranti all'interno di un percorso formativo e in generale nella vita quotidiana che si svolge nelle strutture di accoglienza.

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3 Introduzione Il fenomeno dell’immigrazione sta assumendo un’importanza sempre più evidente nella vita politica, sociale e culturale del nostro Paese. Il costante incremento dei flussi migratori e la massiccia presenza di adulti stranieri in Italia rendono urgenti interventi legislativi e di politica linguistico-educativa, al fine sia di soddisfare le necessità legate alla prima accoglienza, sia di favorire progressivamente l’integrazione dei nuovi arrivati nella comunità ospitante. In presenza di un particolare pubblico di apprendenti come quello dei migranti, è necessario favorire percorsi di formazione linguistica specifica, con lo scopo primario di acquisire gli strumenti fondamentali per essere in grado di agire nei contesti comunicativi concreti dell’ambiente lavorativo nel più breve tempo possibile. In questa prospettiva, il ruolo rivestito dalla dimensione comunicativa risulta centrale, in quanto il lavoratore straniero si trova immerso in uno spazio che è sia linguistico, sia comunicativo in senso più ampio. Il concetto di abilità parziale costituisce oggi un pilastro dell’educazione linguistica ed è anche alla base della progettazione e realizzazione dei materiali didattici settoriali nell’ambito del progetto DEPORT “Oltre i confini del carcere: portfolio linguistico professionale per detenuti” 1 , che prevede un percorso di insegnamento di lingua settoriale affiancato da un tirocinio formativo e il successivo conferimento di una certificazione, il Portfolio linguistico-professionale, la cui ricerca continua oggi nell’ambito del progetto RIUSCIRE 2 . L’obiettivo del presente lavoro è quello di proporre i risultati dell’analisi e della sperimentazione in prima persona di uno di questi percorsi formativi, quello per il profilo professionale di “Aiuto cuoco e addetti ai servizi di ristorazione”, al fine di cogliere aspetti positivi e criticità dei materiali utilizzati, oltre che fornire riflessioni e spunti di analisi in base alle reazioni degli apprendenti immigrati coinvolti e agli obiettivi raggiunti. A questo proposito, nel primo capitolo si sono descritte le caratteristiche e le problematiche relative al fenomeno migratorio in Italia e in Toscana, soffermandosi in particolare sui bisogni comunicativi degli apprendenti migranti; successivamente si sono presentati i materiali didattici, elaborati in seno ai progetti DEPORT e RIUSCIRE, che mirano a favorire l’autopromozione dell’apprendente straniero, in quanto rendono il destinatario partecipe e attore del proprio futuro, a 1 DEPORT “Oltre i confini del carcere: portfolio linguistico professionale per detenuti”, finanziato dalla regione Toscana sui Fondi POR FAS 2007-2013 Linea di Azione 1.1.a.3, D.D. n. 4508/2010. La prof.ssa Benucci è il responsabile scientifico del Progetto. 2 Key A2-Cooperation for innovation and the exchange of good practices, Progetto RIUSCIRE, Rete Universitaria Socio-culturale per l'Istruzione e il Recupero in Carcere, Codice attività: 2014-1-IT02-KA204-003517

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Linguistiche e comunicazione interculturale

Autore: Sabrina Carluccio Contatta »

Composta da 141 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.