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Tagliare ombre: estetica e racconto nel montaggio cinematografico tra ieri e oggi

La prova consta di una parte multimediale e di una parte cartacea.

La parte multimediale è costituita da un video – della durata di circa 10 minuti – di interviste a esperti di montaggio e di storia del cinema, sull’argomento del montaggio cinematografico contemporaneo.
Queste conversazioni si propongono di attuare una breve riflessione su come si è evoluto con la rivoluzione digitale e su come nuove forme estetiche e narratologiche abbiano preso a definire un nuovo modo di fare cinema, che potremmo definire “post-moderno”, a partire da uno sconvolgimento dell’intreccio tradizionale, da una maggiore libertà nell’attraversamento dei generi, ma anche da un rinnovato rapporto con l’interpretazione del pubblico, che non svolge più un ruolo passivo, ma che interagisce con l’opera, rintracciandone le numerose citazioni e riferimenti meta-narrativi.
Tutto questo viene analizzato, seppur in maniera succinta e assolutamente non esaustiva, attraverso la prospettiva del montaggio, ovvero la peculiarità tecnica del cinema, lo “specifico filmico”, come lo definì Pudovkin, e in particolare attraverso l’ottica, avanguardistica nei risultati e negli sviluppi, di alcuni autori contemporanei, quali Quentin Tarantino, Wes Anderson, David Lynch, solo per citarne alcuni tra i più conosciuti.

La parte cartacea costituisce un’introduzione all’argomento del video, fornendo una serie di definizioni mirate di “montaggio cinematografico”, un excursus tecnico-storico sulla sua evoluzione e sulle sue fasi strutturali, attraverso gli illuminanti scritti del regista e studioso sovietico Sergej Ejzenštejn, e infine giungendo alla contemporaneità e alle questioni generate dal progresso tecnologico in ambito cinematografico, nonché alle nuove soluzioni narrative ed estetiche divenute possibili grazie a tali sviluppi.
In quest’ultima sezione lo scritto si riallaccia a quanto discusso nell’intervista, costituendo così due parti di un medesimo lavoro, con la finalità di ricercare i presupposti teorici di un canone cinematografico contemporaneo, se è ancora possibile parlare di canone.

La trattazione indaga dunque da un lato le teorie della narrazione e i fondamenti delle regole di racconto; dall’altro lato approfondisce aspetti indubbiamente più tecnici, che includono le necessità estetiche e di linguaggio, le scelte della composizione dell’inquadratura, di gestione del ritmo e della percezione del tempo scenico, il tutto filtrato attraverso le possibilità del mezzo, continuamente rinnovate e spinte verso nuovi orizzonti dall’improvement tecnologico nel campo dell’editing e della post-produzione di film.
In questa seconda accezione vengono dunque passati in rassegna i vari mezzi tecnici di cui il montaggio si è avvalso nel corso della sua storia, passando da tecnologie pre-meccaniche e meccaniche (le moviole) a più moderne soluzioni analogiche e, negli ultimi vent’anni circa, digitali, con tutte le conseguenze che questi cambiamenti hanno prodotto sul modo di raccontare le storie al cinema, spesso giocando anche con la sensibilità dello spettatore, rompendo la quarta parete e concedendosi richiami inter ed extratestuali più o meno evidenti.

Per compiere quest’analisi diacronica ci si è serviti, come supporto fondamentale e autorevole, di una bibliografia alquanto composita, che comprende sia, come già accennato, testi classici della critica sovietica quale appunto Ejzenštejn, sia autori più recenti, quali Diego Cassani, Alessandro Amaducci e Walter Murch, che con opere di diverso tenore e diverse finalità, manuali teorici o vere e proprie testimonianze dalla sala di montaggio, sono stati utili a ricostruire il ruolo a dir poco sostanziale che il montaggio ha da sempre rivestito nella creazione di opere cinematografiche.

L’argomento di questa prova è stato prescelto a causa del notevole peso che il montaggio riveste nell’economia generale della pratica cinematografica, in quanto elemento che può ancora oggi ricordare o comunque ricondurre alle sue origini “artigianali”, ma soprattutto in quanto elemento di congiunzione tra l’aspetto creativo, di “scrittura filmica”, e l’aspetto tecnico, di “scrittura cinematografica”.
Questa capacità di conciliare istanze artistiche così diverse fa sì che si il montaggio possa essere considerato come elemento primariamente identitario per il medium cinematografico, e ritengo pertanto possa essere una delle caratteristiche più affascinanti da perseguire in una professione legata al cinema.

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3 INTRODUZIONE . Intraprendere una trattazione su un argomento così vasto e complesso come il montaggio cinematografico potrebbe apparire come un atto velleitario e pretenzioso, specialmente se non si ha la possibilità di sviluppare e approfondire l’oggetto in esame con ulteriori ricerche, continuamente stimolate e giustificate dalla costante innovazione tecnologica e linguistica che lo caratterizza. Tuttavia, proprio alla luce del forte fascino seduttivo che tale branca degli studi sul cinema esercita, portando con sé implicazioni non indifferenti sulle modalità espressive fondamentali della cinematografia, nonché sul significato stesso di questa forma comunicativa, il presente elaborato si prefigge di fornire appena un assaggio dell’argomento del montaggio, ed è stato realizzato senza alcuna pretesa di esaustività, trattandosi di un materia talmente vasta da fare riferimento ad una bibliografia che, seppur estesa e variegata, non rappresenta che una minuscola parte di tutta la costellazione di studi che la riguardano. All’elaborato scritto si accompagna un prodotto multimediale, che punta a integrare e approfondire alcune delle tematiche introdotte in questa sede, realizzato attraverso un ciclo di interviste a storici del cinema e docenti di montaggio, i quali hanno gentilmente offerto il loro contributo alla presente ricerca. Come storico è stato interpellato il prof. Antonino Genovese, il quale ha gentilmente fornito un’introduzione storica all’argomento del montaggio cinematografico. In qualità di docenti di montaggio hanno offerto la loro partecipazione il prof. Giovanni Oppedisano e il prof. Lorenzo Garzella. Per realizzare queste interviste si è proceduto a un attento lavoro di selezione degli argomenti, inerenti non soltanto al montaggio considerato in quanto mera pratica del settore cinematografico, ma cercando di rintracciarne gli aspetti più rilevanti sul piano estetico, narratologico e, per così dire, “umanistico”.

Laurea liv.I

Facoltà: Civiltà e Forme del Sapere

Autore: Giorgio Todesco Contatta »

Composta da 39 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 179 click dal 07/07/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.