Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'Ombra nella donna e nella madre: un'analisi psicologica di ''Antichrist''

Il contenuto di questa tesi analizza lo sviluppo psicologico femminile, con l’obiettivo di sottolineare tanto gli aspetti positivi quanto quelli negativi della personalità della donna. In aggiunta l’elaborato si focalizza sulle dinamiche più profonde relative al cambiamento di identità che ogni donna è costretta a sperimentare durante la maternità, con lo scopo di illuminare le ombre che, molto spesso, nascondono l’ambivalenza di questa importante fase di vita.
Attraverso l’analisi mitologica e tramite una lettura junghiana, si mette in risalto l’aggressività femminile, e ciò che negli anni ha fornito prove astratte e concrete dell’ambivalenza della donna e della madre, tenendo sempre in considerazione la rispettiva importanza del bene e del male. In ultima analisi è stato scelto il film “Antichrist” del regista Lars Von Trier come caso esemplificativo degli argomenti precedentemente affrontati, tenendo in considerazione soltanto il personaggio femminile.
Dal materiale bibliografico utilizzato è emerso che la donna, solitamente vista come colei che genera una nuova vita, che si prende cura dei suoi figli e che da sempre dona amore e sostegno, può essere anche la stessa donna aggressiva e incapace di accompagnare i propri bambini ad una sana crescita.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 Introduzione “Ognuno è seguito da un’Ombra, tanto più nera e densa quanto meno è incorporata nella vita cosciente dell’individuo” Carl Gustav Jung Al centro del mio elaborato ho deciso di porre un’idea del femminile differente dall’immaginario comune. Partendo dal presupposto che si è soliti associare alla donna aggettivi e caratteristiche positivi, legati all’amore, alla bontà, al senso materno e molto altro, il mio intento è stato quello di “sfatare” questo mito comune e alquanto attuale proprio tramite un approccio mitologico e simbolico che andasse a smentire le credenze più ricorrenti. L’ho fatto trattando argomenti inerenti alla psicologia del femminile per giungere, passo dopo passo, a chiarire queste dinamiche e a contestualizzarle e ritrovarle all’interno di un’opera cinematografica. Sono partita da un concetto di base: quello dell’archetipo, in termini junghiani; secondo quest’ottica, la Grande Madre non si riferisce ad una entità chiaramente visibile (anche se è possibile ritrovarlo raffigurato dalle forme della grande dea femminile, dalle creazioni artistiche, nelle fantasie e nei miti), ma a qualcosa di latente e interiore che agisce nella mente dell’uomo. L’effetto che questo ha sulla psiche è molto forte, poiché si estrinseca nei processi energetici dell’inconscio e nelle relazioni esistenti tra quest’ultimo e la coscienza, comportando stati d’animo alternati tra positività e negatività che investono l’intera persona. Pertanto, il contenuto inconscio viene, in un secondo momento, percepito consciamente e questo si concretizza tramite la forma simbolica di un’immagine, perché “un’entità psichica può essere, naturalmente, un contenuto di coscienza solo quando può essere rappresentata sotto forma d’immagine” (Jung, 1926, pp.343). Dunque, il simbolo rappresenta il livello immaginativo attraverso cui la persona prende coscienza di ciò che alberga dentro di sé, rendendo visibile ciò che solitamente corrisponde ad una latente invisibilità. Questo processo genera una scissione degli aspetti originariamente primordiali, definendo così, attraverso il principio degli opposti, la netta separazione tra bene e male, positivo e negativo, maschile e

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Psicologia

Autore: Sara Giubilei Contatta »

Composta da 109 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 285 click dal 07/07/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.