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La legge 5 gennaio 1994 n. 36 e le acque private del codice civile (artt. 909 - 921)

I corsi d'acqua naturali divengono interamente pubblici. La legge 36/94 rappresenta il traghettamento dalla sfera del dominio privato alla categoria del demanio necessario. Problemi di integrazione della nuova disciplina con le norme del codice civile (artt. 909 - 921) non espressamente abrogate dalla novella del 1994. Acqua risorsa e sua gestione sul territorio. Scala di priorità per i suoi utilizzi.

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4 Capitolo 1 Acque private ed acque pubbliche 1. il passaggio dal Testo Unico n. 1775 del 1933 alla legge n. 36 del 1994; 2. dalle acque in proprietà al mero utilizzo della risorsa idrica; 3. la pubblicità delle acque nel Testo Unico del 1933 e nella legge Galli; 3.1 i fini della pubblicità generalizzata delle acque; 4. cenni sulla supposta distinzione tra acque pubbliche ed acque demaniali; il contenuto della proprietà pubblica delle acque; 5. l’acqua come bene pubblico; 1. il passaggio dal Testo Unico n. 1775 del 1933 alla legge n. 36 del 1994. Il Regio Decreto dell’11 dicembre 1933 n. 1775, dedicato alle acque pubbliche ed agli impianti elettrici, risulta essere il primo testo normativo capace di fornire una definizione completa di acque pubbliche, destinata a durare per sessanta anni, fino alla emanazione della cosiddetta legge “Galli”, datata 5 gennaio 1994, la numero 36. Il Testo Unico in questione individuava il concetto giuridico di acqua pubblica, enunciandolo al primo comma

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Vincenzo Mastrangelo Contatta »

Composta da 202 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.