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Analisi dei flussi pendolari a Roma: alcune considerazioni geografiche

L’obiettivo del presente lavoro consiste nell’analizzare i flussi pendolari a Roma e, specificamente, sia quelli diretti dai comuni della provincia verso Roma, sia quelli che dal capoluogo si dirigono verso i comuni limitrofi.
Si cercherà, di rilevare, se Roma è l’unico polo attrattivo di tale flusso o, se vi sono altri comuni della provincia che rivestono un ruolo importante relativamente a questo fenomeno.
Prima di parlare in modo dettagliato del pendolarismo, questo lavoro tratta, nella prima parte della mobilità geografica in generale con riferimenti specifici al movimento migratorio, al turismo ed al pendolarismo che sono tipi di spostamento della popolazione ognuno con caratteristiche proprie.
Il movimento migratorio, infatti, comporta un trasferimento permanente di gruppi consistenti di persone, che abbandonano il luogo d’origine per spostarsi ad altre località.
Il turismo ed il pendolarismo, invece, comportano un trasferimento temporaneo delle persone dal luogo di residenza. Bisogna sottolineare che mentre il pendolarismo consiste in uno spostamento quotidiano per motivi di lavoro o di studio, il turismo è caratterizzato da uno spostamento che copre un periodo di tempo più lungo ed è spinto da motivazioni diverse (ad esempio, per arricchire le proprie conoscenze, per migliorare la propria salute, per divertirsi, per evadere dai normali comportamenti della vita quotidiana).
Nella seconda parte di questo studio si analizza l’Area Metropolitana romana evidenziando la nascita e l’evoluzione del termine “Area Metropolitana”; gli studi effettuati; i metodi per l’individuazione e, inoltre, si fa esplicito riferimento alla Legge 142/90 sulle autonomie locali, poiché tale legge fornisce con chiarezza i criteri e le modalità di delimitazione delle aree metropolitane individuate (fra cui Roma).
A questo punto inizia l’analisi specifica del pendolarismo, un fenomeno molto complesso che coinvolge un elevato numero di persone che, giornalmente, si spostano dal luogo d’abituale residenza per motivi di lavoro, di studio, d’affari, ecc.
Si cercherà di analizzare sulla base dei dati tratti dal Censimento generale della popolazione e delle abitazioni del 1991, gli spostamenti dai comuni limitrofi a Roma e viceversa.
Bisogna evidenziare, però, che questi dati sono parziali e non danno, quindi, una conoscenza precisa in assoluto della natura e delle caratteristiche del pendolarismo.
Si fa riferimento, in particolare, nel corso di questo lavoro, alla matrice origine – destinazione la quale prende in considerazione determinati aspetti del pendolarismo ed in particolare: il motivo dello spostamento, il mezzo utilizzato ed il tempo impiegato.
Operando, inoltre, una differenziazione tra il flusso degli studenti e quello degli occupati, in entrata ed in uscita da Roma, si può rilevare il ruolo ricoperto dal comune di Roma quale polo attrattivo e allo stesso tempo polo generatore del flusso pendolare ed inoltre si possono evidenziare quali sono i comuni della provincia maggiormente interessati da questo fenomeno.
Dopo, quest’analisi specifica, dei dati statistici del Censimento del 1991, si danno alcuni cenni relativi alla pianificazione dei sistemi di trasporto ed in particolare agli interventi adottati o che si dovrebbero adottare per migliorare la mobilità a Roma.
Nella terza parte si analizzano le Porte di Roma, quelle poste nel settore orientale e, precisamente, la Stazione Termini, la Stazione Tiburtina, l’Anagnina, l’Autostrada A1 Roma – Napoli e l’Autostrada A24 Roma – L’Aquila.
Attraverso l’analisi dei dati messi a disposizione dal Cotral, dalle Ferrovie dello Stato e dalle Società Autostradali, si rileverà quante persone giornalmente e mensilmente giungono alle Porte di Roma.
La quarta parte, infine, analizza il flusso dei pellegrini giunti a Roma in occasione del Giubileo 2000.
Dall’analisi dei dati forniti dall’Agenzia Romana per la Preparazione del Giubileo si può cogliere il numero dei pellegrini previsti per quest’occasione.
I dati suddetti sono presi in considerazione per evidenziare il ruolo centrale che Roma ricopre nell’ambito della mobilità geografica, poiché non è interessata soltanto dal pendolarismo e, quindi, da relazioni con i comuni limitrofi, ma è anche luogo d’arrivo di persone provenienti da tutta Italia e dall’estero.

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4 INTRODUZIONE L’obiettivo del presente lavoro consiste nell’analizzare i flussi pendolari a Roma e, specificamente, sia quelli diretti dai comuni della provincia verso Roma, sia quelli che dal capoluogo si dirigono verso i comuni limitrofi. Si cercherà, di rilevare, se Roma è l’unico polo attrattivo di tale flusso o, se vi sono altri comuni della provincia che rivestono un ruolo importante relativamente a questo fenomeno. Prima di parlare in modo dettagliato del pendolarismo, questo lavoro tratta, nella prima parte della mobilità geografica in generale con riferimenti specifici al movimento migratorio, al turismo ed al pendolarismo che sono tipi di spostamento della popolazione ognuno con caratteristiche proprie. Il movimento migratorio, infatti, comporta un trasferimento permanente di gruppi consistenti di persone, che abbandonano il luogo d’origine per spostarsi ad altre località. Il turismo ed il pendolarismo, invece, comportano un trasferimento temporaneo delle persone dal luogo di residenza. Bisogna sottolineare che mentre il pendolarismo consiste in uno spostamento quotidiano per motivi di lavoro o di studio, il turismo è caratterizzato da uno spostamento che copre un periodo di tempo più lungo ed è spinto da motivazioni diverse (ad esempio, per arricchire le proprie conoscenze, per migliorare la propria salute, per divertirsi, per evadere dai normali comportamenti della vita quotidiana). Nella seconda parte di questo studio si analizza l’Area Metropolitana romana evidenziando la nascita e l’evoluzione del termine “Area Metropolitana”; gli studi effettuati; i metodi per l’individuazione e, inoltre, si fa esplicito riferimento alla

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giuseppina Sottile Contatta »

Composta da 166 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.