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Stato, totalitarismo e alienazione in George Orwell

Attraverso lo studio delle opere di Orwell (libri, saggi e articoli di giornale), il mio scritto si propone di delineare un'analisi del pensiero politico dello scrittore inglese. Tuttavia, la sua vena critica verso ogni ideologia, persino la propria, non rende semplice lo scopo dell'elaborato.
Si arriverà comunque a tracciare una doppia idea di Stato. Una, da combattere, lo stato totalitario. Una, a cui tendere, lo stato socialista e democratico, anche se piena di contraddizioni. Le idee politiche di Orwell, pur essendo a tratti incoerenti, hanno dato vita a capolavori come "La fattoria degli animali" e "1984". Opere, queste ultime, che hanno segnato un secolo e che hanno messo l'accento su alcuni aspetti degenerativi dello stato totalitario che Orwell aveva intuito. L'onestà intellettuale ed il rigore morale rimangono le caratteristiche più apprezzabili del romanziere inglese, il quale ha sempre cercato di dire la verità e di lottare contro le ingiustizie sociali.

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4 1. Introduzione George Orwell (pseudonimo di Eric Arthur Blair) è uno scrittore di romanzi, ma anche un autore politico. Con le sue opere, infatti, egli ha analizzato vari aspetti della vita sociale. In questo è stato favorito dalle tante esperienze difficili affrontate nel corso dell’esistenza: come funzionario dell’Impero inglese in Birmania, intellettuale senza soldi a Parigi e Londra, attivo combattente nella guerra spagnola all’interno delle file schiere del Puom (Partido Obrero de Unificatiòn Marxista). Orwell è noto al grande pubblico per La fat t oria degli animali, una parodia del regime sovietico, e per 1984, in cui immagina un mondo distopico. Nei suoi scritti appare evidente la natura polemica, testimoniata chiaramente pure dalle varie fasi di una vita segnata da scontri, controversie e provocazioni. Non c’è partito politico, ideologia o gruppo sociale che si salvi dalla sua critica. E anch’egli tende a rappresentarsi come un contrasto vivente. Il suo intento è quello di dire la verità e denunciare le ingiustizie sociali, ma lo fa sempre a modo suo. Anche il socialismo orwelliano ha caratteristiche molto personali, tanto più che la sua conversione a questa ideologia non avviene in base alla lettura dei testi classici del marxismo, bensì nasce da un insieme di esperienze di vita coniugate a un individualismo tipicamente anglosassone. Per tutte queste ragioni non è facile delineare un profilo politico dello scrittore: né per quanto riguarda la causa anti-totalitaria, né su cosa egli intende per socialismo. Leggendo saggi, rubriche e recensioni si può arrivare a conclusioni differenti. Quello che pensa e scrive è molto legato ai fatti che si susseguono in quegli anni (principalmente dall’1936 al 1948). All’evolvere degli eventi cambiano i suoi giudizi e le sue prospettive. Tenendo presenti tutti questi elementi nel corso di questo lavoro si cerca di delineare il pensiero politico sotteso ai suoi scritti. In particolare, sarà fatto lo sforzo di approfondire la sua idea di socialismo in Inghilterra e tracciare le linee essenziali del suo giudizio sul totalitarismo di matrice nazista e sovietica. Saranno

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessandro Piazzai Contatta »

Composta da 121 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 433 click dal 29/09/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.