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L'allenamento della forza nei lanci dell'atletica leggera

Questa tesi nasce da una curiosità e ammirazione verso il mondo dei lanci dell’atletica, un mondo intricato e complesso, fatto di atleti completi dal punto di vista delle capacità coordinative, condizionali e psicologiche, atleti capaci di gestire carici immensi nelle esercitazioni della pesistica olimpica e capaci di accelerare all’inverosimile un attrezzo di pochi kili lanciandolo a distanze pari a decine di metri. Il primo contatto con il mondo dei lanci dell’atletica l’ho avuto conoscendo l’atleta Marco Lingua, martellista a livello internazionale, in passato appartenente al G.S. Fiamme Gialle, con un primato stagionale di 77,23 metri, ambendo ad una partecipazione ai campionati del mondo di Londra che si terranno dal 4 al 13 Agosto. Marco è un martellista che, in passato, ha vinto anche un titolo italiano assoluto di sollevamento pesi nella categoria +105. Ci siamo incontrati per la prima volta a Cervignano Del Friuli (UD) nel 2010 ad un campionato italiano assoluto di sollevamento pesi, dove ho un vivido ricordo di Marco che, chiamato sul podio per il terzo posto dello strappo rimane sconcertato, in quanto non si è reso conto che avevo effettuato uno strappo con 130 kg, stabilendo il record italiano di strappo U17, ora detenuto da Vinci Alessandro, misura che Marco aveva sbagliato per due volte, così superandolo. Da qui nacque un rapporto di profonda stima reciproca, in quanto atleti di alto livello e persone umili e semplici. Queste tesi vuole essere una panoramica sui lanci dell’atletica, ponendo maggiormente l’attenzione sugli esercizi per lo sviluppo di forza massima ed esplosiva, a cui sono particolarmente affezionato, senza tralasciare gli aspetti di tecnica esecutiva, di forza speciale, di programmazione e quelli legati alla miologia e neurofisiologia che sono, tutti quanti, indispensabili per una completa analisi del modello prestativo del lanciatore.

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4 La forza muscolare Cenni sul sistema neuromuscolare Alla base di ogni movimento dei segmenti corporei c’è l’azione dei muscoli striati o scheletrici. La contrazione dei muscoli produce forza e velocità, due parametri che apparentemente dissociati tra di loro, tuttavia sono prodotti dallo stesso sistema: il sistema neuromuscolare. La forza e la velocità di spostamento di un dato carico dipende dall’ entità del carico esterno. Il sistema neuromuscolare, come lascia intuire la denominazione dello stesso, è composto da sistema nervoso e sistema muscolare. Il muscolo può contrarsi solo successivamente ad una stimolazione proveniente dalla corteccia motoria primaria, filtrato da altre strutture corticali quali cervelletto e tronco encefalico, e attraverso il primo motoneurone o alfa motoneurone nel midollo spinale e il secondo motoneurone o gamma motoneurone raggiungerà le fibre muscolari innervate. La fibra muscolare è composta da sarcomeri, che al suo interno contengono le miofibrille a loro volta composte da due tipologie di miofilamenti: quelli spessi sono formati da miosina, mentre quelli fini sono formati da actina, tropomiosina e troponina (Fig. 2.1). I due tipi di miofilamenti, alla ricezione del segnale dal secondo motoneurone, si uniscono formando il “ponte actomiossinico” e le fibre di actina scorreranno su quelle di miosina, avvicinandosi al centro del sarcomero, quindi provocando un accorciamento dei sarcomeri delle fibre muscolari innervate dallo stesso gamma motoneurone. L’insieme delle fibre muscolari innervate dallo stesso motoneurone e il motoneurone stesso sono chiamate unità motoria (Fig. 2.2). Unità motorie con poche fibre eseguiranno dei movimenti molto precisi, per esempio quelli dell’occhio, mentre le unità motorie con molte fibre eseguiranno dei movimenti grossolani, per esempio flesso estensione della gamba, o per interventi posturali.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Nautiche

Autore: Riccardo Magris Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 120 click dal 12/10/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.