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Democrazia e sorteggio. Le tesi di Yves Sintomer

La tesi studia la possibilità di introdurre nelle istituzioni moderne la pratica delle elezioni a sorte.Mentre i nostri sistemi democratici sono tutti basati sul principio della rappresentazione, quindi democrazia rappresentativa, nell'antichità (Atene e Roma), nel Rinascimento (Firenze , Venezia ) vigeva la democrazia diretta. Il popolo governava direttamente.
La domanda è: questo principio può avere qualche validità oggi? Ci sono le condizioni perché ciò possa realizzarsi?
Il mondo globalizzato dei nostri giorni, è ben diverso da quello del novecento. Internet ha fatto sì che tutti sono in contatto con tutti, immediatamente.
Il mondo è diventato un villaggio globale.
Possiamo applicare a questo villaggio le istituzioni della Polis?

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Introduzione La parola “democrazia” nel corso dei secoli ha avuto significati diversi, talvolta contrastanti tra loro. Individuiamo subito un’importante ripartizione: la democrazia degli antichi e quella dei moderni. Per democrazia gli antichi intendevano la democrazia diretta, i moderni la rappresentativa. Perciò il voto con cui si fa coincidere l'atto rilevante della democrazia di oggi non è il voto per decidere, ma per eleggere chi dovrà decidere. La democrazia degli antichi era fondata sul demos, su un'assemblea in cui i cittadini erano chiamati a prendere essi stessi le decisioni che li riguardavano. Esisteva quindi un potere del demos, mentre oggi esiste il potere dei rappresentanti del demos. Inoltre nelle democrazie antiche l'elezione era uno strumento atto a correggere e limitare il potere del popolo e come tale era un'eccezione. Nelle democrazie moderne i ruoli sono invertiti e l'elezione costituisce la regola. Potremmo dire che la democrazia moderna è una democrazia rappresentativa, talora integrata da forme di partecipazione popolare diretta. Quella degli antichi era una democrazia diretta talvolta corretta dall'introduzione di alcune magistrature. Stabilire quale tipo di democrazia sia preferibile non è utile, né possibile. I contesti sociali sono completamente diversi. Il mondo antico, mi riferisco in particolare alla polis ateniese, era caratterizzato da un'economia completamente chiusa, basata, in massima parte sul lavoro di schiavi, le co- munità erano molto piccole sia per estensione che per popolazione. Oggi viviamo in stati grandissimi, popolati da milioni di persone; il nostro è il mondo della globalizzazione, in cui un avvenimento di qualche importanza in Cina, ha effetti immediati in Europa. Quello che possiamo osservare è che le istituzioni del mondo antico funzionavano. Lo status di cittadino, sia ad Atene che a Roma conferiva al suo detentore, oltre che dei diritti, anche 3

Diploma di Laurea

Facoltà: Filosofia

Autore: Giovanni Maciocco Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

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