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I Mesi del Buonconsiglio

Informazioni tesi

  Autore: Anna Schergna
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Dams - Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Fabrizio Lollini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

La presente tesi di Laurea analizza il ciclo di affreschi raffigurante i Mesi, situato nella Torre dell’Aquila del Castello del Buonconsiglio a Trento, con lo scopo di fare luce sui dibattiti storico-artistici che lo interessano da più di un secolo. Saranno introdotte l’architettura e la storia del Castello, le figure dei più celebri principi vescovi di Trento e delineata la biografia del committente dell’opera, Giorgio di Liechtenstein. Sarà successivamente trattato il Gotico Internazionale, per giungere ad un’analisi delle opere più prossime al ciclo pittorico in esame. La questione attributiva occuperà la seconda parte dell’elaborato, con l’approfondimento dei confronti con i Tacuina Sanitatis. L’analisi stilistica ed iconografica dell’opera chiuderà la trattazione.

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PRESENTAZIONE: La presente tesi di Laurea prende in esame il ciclo di affreschi di Torre Aquila del Castello del Buonconsiglio a Trento, originale opera dei primi anni del 1400, raffigurante i Mesi, al centro di accesi dibattiti storico-artistici da più di un secolo. Con lo scopo ultimo di fare chiarezza tra questi, analizzando il pensiero critico dei più influenti studiosi che su di esso hanno scritto, mi concentrerò inizialmente sul Castello del Buonconsiglio, la sua architettura e la sua storia, per poi delineare la singolare figura del committente del ciclo pittorico, il principe vescovo Giorgio di Liechtenstein. Facendo luce sulla sua biografia, che lo colloca in un panorama internazionale, in contatto con grandi personalità politiche e religiose, nonché sulle sue azzardate strategie nella sfera pubblica, si capirà come la monumentale opera che farà dipingere sulle pareti di Torre Aquila, diventata sua personale residenza, faccia del prelato un autentico signore del 1400, comunicando un chiaro messaggio politico, oltre che una precisa Weltanschaung, inaudita per la piccola città di Trento. Sarà brevemente trattato anche il resto della sua frammentata committenza. Cercherò dunque di chiarire le ragioni per cui il mondo fiabesco evocato dai Mesi, in cui una natura naturans fa da sfondo ad un’umanità variegata ma armonica, sia un’affascinante visione del suo committente, che nella realtà quotidiana della sua vita politica deve invece far fronte a miseria, carestie e rivolte contadine. Successivamente, delineando le caratteristiche del Gotico Internazionale, l’opera andrà calata in una rete di confronti. Saranno quindi prese in esame opere geograficamente e cronologicamente prossime alla nostra, partendo dal presupposto dell’esistenza di influenze e relazioni. Dedicherò il terzo capitolo alla questione dell’attribuzione, ragionando sul perché gran parte degli studiosi sia giunta a suggerire il nome del boemo Maestro Venceslao. Cercherò di elencare i contributi critici più esaustivi, partendo dalle altre opere attribuitegli e dagli studi specifici sul Castello del Buonconsiglio. La seconda metà del capitolo sarà dedicata ad una tradizione iconografica di eccezionale rilevanza per moltissime opere del periodo, i Tacuina Sanitatis. Concluderò infine con l’analisi stilistica e iconografica del ciclo, analizzando singolarmente gli undici mesi. 1

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medioevo
storia dell'arte
trento
storia dell'agricoltura
principato vescovile
mesi
buonconsiglio
giorgio di liechtenstein
tacuina sanitatis
gotico internazionale

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