Una moltitudine sola. Il fenomeno Hikikmori

Lo scopo che si è prefissi in questo lavoro di tesi è stato quello di soffermarsi sui fattori sociali, culturali, e non per ultimi, familiari, propri del Giappone, nel tentativo di spiegare un fenomeno che, ad oggi, per alcuni particolari peculiarità rimane proprio del Sol Levante, ma al contempo, non lascia immuni nel suo dilagare società, come quelle occidentali, apparentemente così diverse. Tre sono le fondamentali dimensioni su cui si è creduto necessario soffermarsi: la dimensione della società in generale, così come questa appare oggi costituita in termini di nuovi valori emergenti e tradizionali da sempre presenti e come questi collidono o convivono nell’era della post-modernità; la dimensione familiare anche questa nella considerazione dello scarto che si è venuto a creare tra vecchi modelli e nuove esigenze e che ne hanno determinato lo spostamento da un modello familiare più prettamente “comunitario”, identificato dal sistema dello ie, ad un modello sempre più nucleare e tipicamente “occidentale” che ha comportato di certo un crollo di sicurezze e di conseguenza un certo modo di vivere isolato e separato. Un discorso ulteriore merita il particolare sistema scolastico giapponese giacché esso offre una chiara lente a partire dalla quale comprendere non solo le dinamiche del conformismo e delle forti pressioni sociali a cui si è costretti a partire sin dai primissimi anni di scuola, ma da anche modo di evidenziare come in considerazione di tali fattori e delle delicate fasi di vita che il periodo scolastico abbraccia, il fenomeno dell’Hikikomori trova un terreno fertile dove crescere e diffondersi trasversalmente: i dati relativi al futoko, l’abbandono scolastico, e allo ijime, il bullismo, sono in crescente ed allarmante aumento e sebbene non esauriscano l’eziologia del fenomeno dell’Hikikomori, evidenziano un malessere sempre più diffuso e sempre meno gestibile da parte dell’individuo. Un malessere che, così come discusso, non riguarda solo l’hikikomori, ma anche fenomeni altri che per il fatto stesso di istituirsi come una sorta di ribellione nei confronti di un sistema sociale che opprime, vengono spesso confusi con l’hikikomori, è questo il caso degli otaku, dei NEET e dei freeter.una dissertazione più prettamente fenomenologica su ciò che implica o può implicare l’esserci e il costituirsi dell’hikikomori. Si è ritenuto inoltre pertinente condurre il discorso dall’hikikomori in quanto fenomeno sociale, all’hikikomori in quanto modalità di essere propria della persona in relazione a quello che è lo strutturarsi di questa nello sguardo dell’altro: uno sguardo che può in un certo senso “distruggere” – come accade nel discorso sartriano - o uno sguardo che invece può salvare – come accade invece nel discorso di Binswanger -

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Introduzione Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco lo dichiari e risplenda come un croco perduto in mezzo a un polveroso prato. Ah l'uomo che se ne va sicuro, agli altri ed a se stesso amico, e l'ombra sua non cura che la canicola stampa sopra uno scalcinato muro! Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. (E. Montale) L’interesse rivolto al fenomeno dell’Hikikomori nasce dalla constatazione che, a fronte delle migliaia di casi registratisi nel solo Giappone- stime non ufficiali, ma ugualmente attendibili parlano di più di un milione di individui-, tale fenomeno rimanga in qualche maniera nascosto da un muro di omertà. La peculiarità della società giapponese è tale da poter in certo senso motivare la realtà stessa del fenomeno e delle specificità con cui questo si manifesta in nome della forte pressione al conformismo e insieme ad un certo senso di annichilimento di sé che essa incoraggia, non troppo implicitamente. Il ministero della salute giapponese, non senza remore o senza ritrosia e non senza ritardi, ha definito Hikikomori quegli individui che rifiutano di uscire dalla propria casa (più spesso quella dei genitori), isolandosi nella propria stanza per periodi 1

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Psicologia

Autore: Chiara Marasa Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.