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Hikikomori: la silenziosa adolescenza

Il tema affrontato in questa tesi è il fenomeno degli Hikikomori (Tamaki Saitō -1998), persone silenziose che prediligono vivere in totale reclusione mettendo fine ai contatti sociali, abbandonando la scuola e rinchiudendosi nella loro stanza per mesi o anni rifiutando qualsiasi contatto umano, alcuni di loro rinunciano alla vita reale per privilegiarne una virtuale, ponendosi così con un atteggiamento di anomia sociale e di rifiuto verso le severe regole morali e sociali.
Nel primo capitolo si introducono l’arte e le tradizioni della cultura giapponese (Casari M. - 2011) .
Nel secondo capitolo si tratta del fenomeno degli Hikikomori, analizzandolo da un punto di vista antropologico e mettendo in risalto i possibili fattori culturali che predispongono all'insorgenza del fenomeno (Ricci C. - 2008). In particolare si illustrano i valori e le tradizioni basati sul rigore, la disciplina, il perfezionismo documentando come siano considerati fattori scatenanti della decisione del giovane di allontanarsi dalla società.
Nel terzo e ultimo capitolo si mostra, attraverso i dati di alcune ricerche, come detto fenomeno si è sviluppato anche nel contesto italiano, seppure non con la stessa impronta nipponica. Si delineano infine le somiglianze e differenze tra Hikikomori italiani e giapponesi (Piotti A. - 2012) .
L'obiettivo del lavoro è quello di fare luce su un fenomeno prettamente giapponese, e di recente anche italiano, che allontana dalla vita reale un numero crescente di ragazzi del quale, ad oggi, non si ha ancora una piena conoscenza.

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1 Introduzione L’interesse per il fenomeno degli Hikikomori si è sviluppato nella mia vita molti anni fa. Era il periodo delle scuole superiori, un pomeriggio invernale, ero in compagnia di mio fratello e dei nostri comuni amici. Giocavamo a Dungeons & Dragons mentre parlavamo di una delle passioni che ci accomunava, ovvero gli anime e i manga. Avevo già iniziato a fare ricerche sulla cultura giapponese e proprio in quel pomeriggio mio fratello mi suggerì di fare un qualcosa che a quell’epoca per me, era davvero lontanissima: scrivere la tesi di laurea sugli Hikikomori. In questi anni ho letto e mi sono interessata a gli usi e costumi del Giappone e al fenomeno Hikikomori, ho avuto l’occasione di conoscere e frequentare diventando amica di Kaoru, una ragazza giapponese che attualmente vive in Italia con cui ho potuto relazionarmi su questi temi, ed è per questo che ho deciso di trattare l’argomento nel mio lavoro di tesi, avendo la fortuna di incontrare un relatore disponibile e curioso dell’argomento. Nel primo capitolo del presente lavoro, ho introdotto le arti e le tradizioni della cultura giapponese, facendo attenzione a sottolineare il pensiero armonioso che si adotta per l’arte e la sua continua ricerca della bellezza o perfezione, si basa su un concetto di profondità che spazia su nuove consapevolezze interiori, tanto da trarne delle Vie. Approfondisco dunque il concetto della Via, che diviene un vero e proprio stile di vita da conseguire e consolidare, sottolineando gli alti valori spirituali che si associano a questo percorso. Introduco due termini fondamentali che si allacciano alla Via, i quali vanno ad identificare due visioni dell’estetica, come Wabi e Sabi. Se il primo identifica una visione di semplicità imperfetta dell’animo umano, il secondo sottolinea lo scorrere del tempo e dunque il declino. Sempre nell’ambito della Via, affronto il tema della dimenticanza del Sé, ovvero, tutti quei gesti e atti che conducono ad una concentrazione così profonda da farli confluire verso due dimensioni estetiche: la

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Patrizia Leoni Contatta »

Composta da 87 pagine.

 

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