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Come la Germania considera i rifugiati. Politiche di asilo e di accoglienza.

La tesi tratta le migrazioni internazionali in Europa, un fenomeno attuale e problematico con connotati di emergenza per i vari risvolti che sta assumendo al giorno d’oggi. Ho cominciato con l’esaminare il perché si emigra e le diverse teorie delle migrazioni, che si dividono in tre approcci di analisi: le teorie macrosociologiche, microsociologiche e mesosociologiche. Le teorie macrosociologiche analizzano il differenziale fra le condizioni dei paesi di origine e quelli di destinazione. Un secondo approccio macrosociologico spiega come i fenomeni migratori siano determinati dalla struttura del mercato del lavoro delle società industriali. Le teorie microsociologiche si concentrano sulle motivazione dell’individuo all’emigrazione e sul processo di “decision making” che compie il migrante. Le teorie di tipo mesosociologico affermano che l’origine e il perpetuarsi delle migrazioni sono l’effetto delle reti di relazioni interpersonali, che si instaurano fra emigrati e potenziali migranti. Le teorie hanno portato ad una evoluzione dei sistemi di controllo migratorio in Europa. I paesi europei, nei confronti di questi fenomeni, agiscono in maniera fortemente differenziata e questo costituisce un ostacolo allo sviluppo di politiche unitarie da parte dell’Unione Europea. Ho analizzato il problema della “apertura” e “chiusura” delle frontiere, focalizzando l’attenzione sulle implicazioni di queste scelte in termini di giustizia e rispetto dei diritti umani. Alcuni argomenti giustificano la chiusura dei confini in nome di specifici interessi del paese di destinazione: si impedisce l’ingresso dei migranti in nome dell’ordine pubblico, qualora i migranti siano visti come un pericolo per la sicurezza interna e l’ordine sociale o si motiva la chiusura dei confini in ragione della volontà di un paese di garantire e mantenere gli attuali livelli di benessere. Altri argomenti sono connessi al desiderio di tutelare quel che un paese considera come un fattore esistenziale della propria identità: la propria cultura. Le teorie a favore dell’apertura delle frontiere fondano la libertà di immigrazione in una prospettiva di giustizia globale: gli Stati hanno il dovere di ammettere al proprio interno tutti coloro che cercano sicurezza e sussistenza per ragioni morali. L’apertura delle frontiere ha come conseguenza un progresso nella lotta contro le disuguaglianze sociali, politiche ed economiche. Fra la totale chiusura e apertura dei confini, la maggior parte dei paesi occidentali ha proposto la porosità delle frontiere, ossia la legittimità di limiti parziali all’immigrazione e il dovere di accoglienza verso un numero limitato di immigrati. Tutti possono aspirare all’inclusione in una nuova comunità, purché riconoscano e accettino le regole per il funzionamento della stessa. L’apertura delle frontiere può essere anche ipotizzata come una forma di risarcimento per danni ingiustamente subiti in passato; in questo modo si giustifica la pretesa di accogliere nel paese risarcente i migranti in cerca di migliori condizioni di vita e lavoro. Come ultimo punto ho analizzato il caso della Germania e le nuove politiche di aiuto offerte da questa nazione, politiche purtroppo non omogenee in tutto lo stato. Il diritto di asilo politico in Germania è basato sull’articolo 16 della Legge Fondamentale Tedesca, mentre la procedura di ammissione è regolamentata dalla legge “Asylverfahrensgesetz”. I richiedenti asilo sono distribuiti nei Länder secondo il “Königsteiner Schlüssel”, il quale attribuisce un numero specifico di individui ad ogni Stato Federale, a seconda del numero della popolazione e del reddito dello stato stesso. Le domande di asilo sono poi valutate dal BAMF (Ufficio Federale per la Migrazione e i Rifugiati). Gli Stati Federali sono anche responsabili per gli alloggi e obbligati a fondare centri di accoglienza sufficienti in relazione al numero degli accolti. Il governo tedesco si è inoltre interessato per l’integrazione dei richiedenti asilo. Nel 2013 l’assemblea dei Ministri Federali interessati all’integrazione ha richiesto l’introduzione di corsi di lingua tedesca, connessi alla formazione lavorativa per facilitare l’accesso dei richiedenti asilo al mercato del lavoro. Tale accesso era limitato a coloro che risiedevano in Germania da ormai cinque anni, ma successivamente questa disposizione è stata cambiata e ai richiedenti è stato dato accesso al mercato del lavoro dopo soli tre mesi. Il finanziamento delle politiche di asilo è un ulteriore motivo di tensione fra i Länder e il governo nazionale. Questi ultimi, a causa del gran numero di richiedenti asilo, hanno richiesto ed ottenuto un aumento dei contributi pari ad un miliardo di euro. La Germania ha la più alta quantità di richieste di asilo: nel primo semestre dell’anno 2016 ha ricevuto un totale di 396.947 domande di asilo, con un aumento del 121,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, risultando quindi la nazione più ambita dai migranti.

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17 CAPITOLO 2 POLITICHE DI EMIGRAZIONE NELL’UNIONE EUROPEA Oggigiorno, l’Europa sta vivendo la paura di una vera e propria invasione di immigrati: da un lato, si riconosce l’utilità di queste persone dichiarando la volontà di tutelarli secondo il dettato della Convenzione di Ginevra, ma dall’altro, gli Stati Europei progettano dei meccanismi di esclusione per impedire loro di entrare nello spazio dell’Unione Europea. A fronte di una sempre maggiore consistenza di flussi migratori, si sono registrati tentativi di gestire gli ingressi di stranieri sul territorio, di regolamentarli o di ostacolarli. 2.1 L’EVOLUZIONE DEI SISTEMI DI CONTROLLO MIGRATORIO IN EUROPA L’esperienza storica mostra una grande diversità di approcci e di risposte normative ai fenomeni migratori. I paesi europei infatti, nei confronti di questi fenomeni, agiscono in maniera fortemente differenziata e questo costituisce ancora oggi un ostacolo allo sviluppo di politiche unitarie da parte dell’U.E. C’è stato un tempo in cui, ad esempio, la Germania, oggi una delle destinazioni prevalenti dei flussi, dava calorosamente il benvenuto agli immigrati, i cosiddetti Gastarbeiter, mentre in Francia e nel Regno Unito veniva conferito loro il diritto di cittadinanza. Poi qualcosa è cambiato e questo cambiamento è andato di pari passo con la costituzione dell’Unione Europea.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Giulia Marra Contatta »

Composta da 54 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.