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Logicità, permanenza e peculiarità del consumismo: aspetti antropologici e meccanismi psicologici

Informazioni tesi

  Autore: Giovanni De Lorenzo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Cristiana Cardinali
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

Gli argomenti trattati in questo lavoro, assieme alle nozioni acquisite nel percorso degli studi intrapresi in questi anni, mi hanno portato a voler conseguire delle competenze conoscitive sempre più approfondite nel settore del comportamento degli individui. Questa indagine antropologica, è focalizzata su un comportamento tipicamente umano quello del "consumismo". Del resto l'indagine antropologica stessa studia i tipi e gli aspetti umani e si snoda attraverso i profili morfologici, fisiologici e psicologici. Una delle peculiarità intrinseche al genere umano è l'atto del consumare e questo atteggiamento fa parte di un comportamento durevole e stabile che, nel percorso vitale degli individui, trova una logica permanente. Le indagini partono da radici remote, infatti alcuni passaggi storici, delineano un quadro ipotetico in cui la forma attuale del consumismo si possa essere affermata, datare però, in modo specifico la nascita della società dei consumi è piuttosto complesso e approssimativo. Questo tipo di condotta, infatti, si è radicata nel comportamento comune delle persone in modo lento e graduale, uniformandosi e conformandosi nel tempo con le evoluzioni e le innovazioni. Alcuni autorevoli autori hanno esposto le loro tesi aprendoci ad una serie interminabile di interpretazioni. Da Karl Marx a Max Weber, dal Miller alla Sassatelli, da Umberto Eco a Zigmunt Bauman, e tanti altri ancora, rappresentando il consumismo come una forma di comportamento derivato da una categoria di condotta comune che raggruppa le diverse tipologie di consumatori nella sua struttura. Quello che emerge chiaramente è che gli individui sembrano che siano orientati ad entrare in contatto con i beni ed oggetti che vengono proposti e distribuiti. Questo non per massimizzare la loro utilità, ma bensì per ricercare una fonte di gratificazione e di soddisfazione di una vasta gamma di bisogni psicologici ed emotivi che vanno al di là del compito economico e utilitario. Attraverso gli oggetti gli individui esprimono il concetto di umanità, ed il consumo di essi esprime una serie di condotte comportamentali che vanno a compartare gli stessi individui in categorie differenti di consumatori nella società in cui si vive. Ed è proprio nella società che, gli individui costruiscono la propria identità, e questo processo inizia già con la fase dell'apprendimento. Dalle esposizioni di Freud a quelle di Winnicott, fino alle teorie dei bisogni di Maslow l'uomo è sempre alla ricerca continua della soddisfazione dei bisogni e dei desideri e si vedrà come ogni individuo adopererà le proprie potenzialità per far si che egli salga la piramide dei bisogni che vanno da quelli primari fisiologici, necessari per la sopravvivenza fino all'autorealizzazione massima di sè stessi, sempre in base alle proprie potenzialità. Una componente fondamentale è ciò che ci viene fatto desiderare dalla società dei consumi e che cosa si deve possedere per farne parte. La pubblicità e i midia in genere tentano di educare e conformare le masse di consumatori, ma si denota che una parte cosciente prende forma nella mente degli individui, dove anche una componente etica si sviluppa e sensibilizza sempre di più la condotta comportamentale comune. Quello che molto mi ha appassionato è stato anche scoprire il funzionamento a livello fisiologico del sistema cerebrale, scoprire che tra i fattori che più influenzano il comportamento umano ed in questo caso specifico quello dei consumatori, le emozioni giocano un ruolo fondamentale, le emozioni si formano dal percorso esperienziale culturale, confermando che il cervello umano non è un organo definitivamente formato alla nascita, quanto un'entità dinamica che viene modellata dall'ambiente e dall'esperienza, non solo, sembra anche che questa capacità di trasformarsi, detta neuroplasticità sia capace di creare nuove connessioni tra le sue cellule. L'area del cervello implicata con le emozioni risulta essere il lobo frontale, la sua dislocazione è rostrale, al di sopra delle orbite oculari. In questa regione arrivano messaggi da diverse aree quali il talamo, l'amigdala e sono proprio queste aree che vanno a coinvolgere anche i sensi. Le pulsioni meno razionali vanno anch'esse a contribuire gli stimoli delle condotte dei consumatori andando alla ricerca della gratificazione in modo inconscio sollecitando anche i 5 sensi. Esistono inoltre neuroni che non sono sensoriali, ma che si attivano i diverse situazioni, tipo compiere un atto oppure osservarne uno. Questi sono i neuroni specchio, che rispondono ai perchè a volte gli individui si trovano a vivere delle scene come se fossero essi stessi i protagonisti. Questi sono considerati i responsabili dell'empatia umana, essi ci mettono in sintonia con i sentimenti degli altri. Tutte le prospettive analizzate fanno emergere una verità comune che si dirige sempre verso la prospettiva dell'appagamento dei desideri e raggiungimento della felicità.

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6 INTRODUZIONE Con il termine “consumismo”, secondo un'intesa generale comune, si vuole indicare una tendenza ad incrementare, in modo generico, l’ambito dei consumi di beni prodotti per generare una crescita economica. La metodologia, creata oggi dalle industrie per indurre all’incremento dei beni negli anni, ha affinato delle tecniche sempre più precise ed elaborate. La pubblicità, sempre più dinamica e specifica, punta alla persuasione emotiva inducendo i consumatori a dare sfogo a risorse che, a volte, neanche si possiedono. La società odierna viene sovente definita come società del consumo di massa e la vita degli individui ruota intorno all’acquisto e all’utilizzo di merci relativamente standardizzate su vasta scala. La focalizzazione nei confronti del comportamento del consumatore ha acquisito un interesse multidisciplinare. Infatti, tante sono le scienze che indirizzano il proprio obiettivo verso il comportamento del consumatore: la Sociologia, la Psicologia, l’Economia, l’Antropologia e, ancora, la Neurobiologia, la Biologia, l'Epigenetica. Nel corso di questo lavoro, verranno presi in considerazione i vari punti di vista di queste discipline che sanno offrire chiavi di lettura differenti, nonostante metodologie di ricerca indipendenti, esse non si escludono, anzi si integrano formando un quadro generale in cui interpretare gli effettivi bisogni del consumatore moderno. In un'ottica di globalizzazione dei mercati, i consumatori sono portati a voler scoprire sempre di più la molteplicità dell’offerta proposta, mentre i produttori cercano dapprima di scoprire l’effettiva utilità dei beni da produrre per poi ampliare l’offerta e collocare sul mercato un prodotto con varianti ed alternative valide, dal puro carattere consumistico. La mia analisi sarà quella di indagare il rapporto che il consumatore ha con gli oggetti. Parto dal fare una descrizione storiografica nel primo capitolo, esponendo il pensiero di autorevoli studiosi come Karl Marx e Max Weber. Essi indagano sui motivi che hanno favorito alla trasformazione del tessuto sociale, ricercando la matrice nel capitalismo e nelle condotte che ne sono derivate. Questo passaggio storico ci aiuterà, poi, ad immergerci nell’evoluzione che il consumo ha avuto nel corso degli anni e di come esperti antropologi, filosofi e sociologi dei nostri tempi danno una loro interpretazione. Vedremo come sono nati i "primi Grandi Magazzini" e come si sono sviluppati questi luoghi di culto del consumismo; ciò che Ritzer chiama

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Parole chiave

antropologia
pubblicità
oggetti
consumismo
processo di apprendimento
neuroni specchio
acquisti polisensoriali
acquisti emozionali
consumer empowerment
origini del consumo

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