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La riforma della sanità penitenziaria: il superamento dell'ospedale psichiatrico giudiziario e le prospettive pedagogico-educative

Informazioni tesi

  Autore: Anna Linda Patrini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Ancona
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Educazione Professionale
  Relatore: Angela Gardini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 104

Questo lavoro si muove intorno all'istituzione dell'ospedale psichiatrico giudiziaro, delineandone struttura e organizzazione e le pratiche sociali e politiche che hanno portato al superamento di questa struttura. Si propone inoltre di sottolineare gli aspetti riguardanti i sistemi di internamento e quelli della vita dei detenuti. Ci si concentra infine su quali percorsi possibili lo Stato debba orientarsi per il reinserimento dei soggetti ex internati dal punto di vista pedagogico-educativo

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1 INTRODUZIONE Il mio lavoro muove dall’intento di voler riflette rispetto ad un mondo relegato ai margini della nostra società civilizzata: gli OPG, gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. In ogni tempo si possono rintracciare individui che, per il loro modo di comportarsi, per la loro condotta, il loro modo di esprimersi ed interagire, sono stati considerati diversi per non dire devianti, anormali o asociali; da sempre temuti, allontanati, spinti al limite delle condizioni di vita umane. Parallelamente è sorta sin da subito l’esigenza di un luogo che potesse contenerli, custodirli o meglio segregarli per riuscire a mantenere e garantire una sorta di “tranquillità” sociale alla comunità. Così inizia la storia degli ospedali psichiatrici e dei manicomi giudiziari (oggi Ospedali Psichiatrici Giudiziari) che andremo a trattare in maniera approfondita in questo elaborato, quali risorse dello Stato per garantire un controllo politico e sociale; ed è proprio dietro a questa facciata di tipo curativo ed assistenziale che si nasconde una delle più grandi miserie umane: la segregazione e l’oppressione di quanti vengono privati dei loro diritti di uomini e di cittadini, costretti a condizioni al limite della sopravvivenza, perché ritenuti pericolosi o quantomeno inadeguati (per i loro modo di porsi e comportarsi), bisognosi di una custodia che nella maggior parte dei casi si tramuta in tacita ed assurda violenza. Si è arrivati negli anni alla scelta di organizzare le strutture degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari come luoghi predisposti al trattamento di soggetti definiti “pericolosi” per la patologia psichiatrica che determinava la categorizzazione del sistema e dei soggetti, strutture nate infatti per rispondere ad un bisogno di accoglienza e trattamento medico di individui detenuti, con presenza di malattia mentale. Una recente commissione di inchiesta parlamentare ha denunciato lo stato di degrado e abbandono in cui vivevano, fino a qualche anno fa, circa 1400 detenuti rinchiusi in sei di questi ecomostri sparsi sulla nostra penisola. Gli OPG hanno mantenuto sempre un’organizzazione di stampo penitenziario, subendo nel passare degli anni i flussi culturali e organizzativi derivanti dal volere socio politico. Tuttavia, il processo di riforma della sanità penitenziaria che andremo a sviscerare nel corso del presente

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