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L'agente sotto copertura dall'istituzione alle prospettive di contrasto alla corruzione

L'agente sotto copertura nel corso degli anni si è guadagnato un posto di rilievo per quanto concerne la lotta alla criminalità, passando da un momento storico in cui la sua attività non era disciplinata in modo coerente, all'attuale formalizzazione nell'ordinamento italiano del suo ruolo in modo chiaro e compatto. All'interno della stessa categoria concettuale, inoltre, possono essere individuati più tipi di agenti undercover, a partire dal provocatore, il quale istiga o induce un altro soggetto a commettere un'attività illecita, il fictus emptor o acquirente simulato, la cosiddetta finta vittima nei reati-contratto e di relazione, e l'infiltrato, colui che penetra nelle strutture criminose al fine di distruggerla dall'interno.
E' solo con l'introduzione del Codice Rocco nel 1930 che, per la prima volta, l'agente sotto copertura comincia ad essere visto come una figura autonoma e la Corte di Cassazione pronuncia le prime sentenze a riguardo, in cui pone l'accento sulle differenze tra l'agente provocatore e l'agente infiltrato. In seguito si capirà come, in realtà, l'agente sotto copertura non sia altro che una categoria concettuale che ricomprende sia il provocatore, ossia il primo investigatore di questo tipo ad essere utilizzato dalle forze dell'ordine, che l'infiltrato, sviluppatosi successivamente.
La norma che disciplina in modo organico e generale le attività sotto copertura in Italia è l'articolo 9 della Legge 146/2006, elaborato in attuazione della Convenzione ONU di Palermo contro il Crimine Organizzato Transazionale del 2000.
Il primo intervento normativo vero e proprio da parte del legislatore, però, è del 1990, con il D.P.R. 309/90, che si occupa di disciplinare il traffico di stupefacenti e con gli Articoli 97 e 98 illustra in modo esaustivo i compiti degli agenti undercover nel contrasto al Narcotraffico. Per le operazioni sotto copertura per i delitti di pedopornografia e turismo sessuale, il legislatore è intervenuto con l'articolo 14, comma 4, della L. 269/98, mentre per il terrorismo c'è stato prima un tentativo nel 2001, subito dopo l'attentato dell'11 settembre che ha sconvolto la società, con l'articolo 4 della Legge 374/2001. Quest'ultimo è stato in seguito abrogato dalla 146/2006, che ha compiuto una reductio ad unum, raccogliendo in un'unica disposizione normativa tutti i principi fondamentali delle norme speciali emanate precedentemente.
Negli Stati Uniti l'agente sotto copertura è visto in modo diverso rispetto all'Italia. Ci si focalizza sull'istituto dell'entrampment, il cosiddetto intrappolamento del soggetto da parte dell'agente, nei vari ambiti di applicazione: il narcotraffico, la pedopornografia, il terrorismo internazionale e la corruzione nelle amministrazioni pubbliche. La Corte Suprema degli Stati Uniti, con le proprie sentenze, ha contribuito a definire i principi e i limiti dell'attività sotto copertura degli agenti americani, la cui azione, attualmente, è garantita per la maggior parte dal Federeal Bureau of Investigation.
In Italia non esiste una disciplina legislativa riguardo l'uso degli agenti sotto copertura nell'ambito della corruzione, a differenza degli Stati Uniti e l'obiettivo che si è cercato di raggiungere con questo lavoro è quello di comprendere perché nella nostra Nazione ancora non si vuole provare a combattere la corruzione tramite gli agenti, per quale ragione si teme il loro contributo, per quale motivo tutte le proposte legislative sono state stralciate, rigettate, eliminate. Nonostante gli interventi autorevoli di personaggi illustri del panorama italiano, come il Presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione o membri del Consiglio Superiore della Magistratura, la situazione sembra non variare e si cercherà di spiegarne il motivo.

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3 Introduzione Negli anni Novanta, la comunità internazionale è stata interessata da una serie di riforme riguardanti le modalità tramite cui affrontare determinati tipi di illeciti, quali il crimine organizzato, il terrorismo internazionale, il Narcotraffico e la pedopornografia. Con l’introduzione delle cosiddette Special Investigative Techniques si è ottenuta una svolta nel modo di svolgere le indagini, garantendo agli organi operativi di intervenire in modo più efficiente nelle attività criminose e di contrastare quei mali che nel corso degli ultimi decenni sono cresciuti in modo esponenziale. Vengono ricondotte a questa categoria la consegna controllata, la sorveglianza elettronica e le operazioni sotto copertura. Queste ultime costituiscono l’oggetto del presente lavoro, nella particolare figura dell’agente sotto copertura, che nel corso degli anni si è guadagnato un posto di rilievo per quanto concerne la lotta alla criminalità, passando da un momento storico in cui la sua attività non era disciplinata in modo coerente, all’attuale formalizzazione nell’ordinamento italiano del suo ruolo in modo chiaro e compatto. All’interno della stessa categoria concettuale, inoltre, possono essere individuati più tipi di agenti undercover, a partire dal provocatore, il quale istiga o induce un altro soggetto a commettere un’attività illecita, il fictus emptor o acquirente simulato, la cosiddetta finta vittima nei reati-contratto e di relazione, e l’infiltrato, colui che penetra nelle strutture criminose al fine di distruggerla dall’interno. Nel primo capitolo verrà analizzato lo sviluppo dell’agente sotto copertura, indicando quali siano le differenze tra le varie tipologie indicate poc’anzi e in che modo la sua figura ha subito dei cambiamenti nel corso del tempo. Infatti, è solo con l’introduzione del Codice Rocco nel 1930 che, per la prima volta, l’agente comincia ad essere visto come una figura autonoma e la Corte di Cassazione pronuncia le prime sentenze a riguardo, in cui pone l’accento sulle differenze tra l’agente provocatore e l’agente infiltrato. In seguito si evidenzia come, in realtà, l’agente sotto copertura non sia altro che una categoria concettuale che ricomprende sia il provocatore, ossia il primo investigatore di questo tipo ad essere utilizzato dalle forze dell’ordine, che l’infiltrato,

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Greta Valeri Contatta »

Composta da 153 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 432 click dal 14/12/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.