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Il riparto di giurisdizione nel pubblico impiego

Con l'articolo 2 della legge n. 421/1992 la disciplina delle fonti del rapporto di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni vira, imboccando la strada della privatizzazione e della effettiva contrattualizzazione del rapporto di lavoro.

Sul piano della giurisdizione, conseguenza fu la piena parificazione del rapporto di lavoro pubblico con quello privato e, di conseguenza, la totale devoluzione al giudice ordinario di tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro con la pubblica amministrazione.

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3 Premessa. La normativa in materia di pubblico impiego ha sempre avuto un carattere di specialità. Esso risale alla disciplina pubblicistica, codificata per la prima volta nel testo unico n. 293/1908, emanato durante il Governo Giolitti, che aveva definito lo stato giuridico degli impiegati civili dello Stato. Tale disciplina si era poi evoluta, assumendo definitivamente i caratteri di ordinamento speciale, con l’attribuzione alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo delle controversie di lavoro pubblico, operata dai RR. DD. 26 giugno 1924 n. 1054 e 26 giugno 1924, n. 1058. La disciplina dello status dei dipendenti pubblici italiani venne poi raccolta nel D.P.R. 10 gennaio 1957 n. 3 (Testo unico degli impiegati civili dello Stato) e dal D.P.R. 3 maggio 1957 n. 686 che, sebbene ancora vigenti, sono stati modificati più volte nel corso del tempo. Alla base vi era l’ideologia per la quale la p.a. non poteva “scendere a patti” con i propri dipendenti. È negato il conflitto di interesse privatistico, perché l’interesse che gestisce la p.a. è pubblico ed indisponibile. Il rapporto di lavoro (dei pubblici dipendenti) fa parte integrante dell’organizzazione della p.a. perché è strumentale alla realizzazione dei fini (pubblici) della stessa organizzazione. Quindi se l’organizzazione è retta dal diritto pubblico, analogamente lo è il rapporto dei lavoro. La riforma, avviata con la legge delega 23 ottobre 1992 n. 421, in attuazione della quale venne emanato il d.lgs. 3 febbraio 1993 n. 29, segna l’abbandono di questo modello del pubblico impiego edificato su una “concezione statalistica e centralistica” 1 , e governato dal diritto amministrativo. Essa “intende porre fine alla supremazia speciale della p.a. nel rapporto di lavoro con i propri dipendenti, giustificata, secondo la lettura corrente dell’art. 97 1 A. GARILLI, Il riparto di giurisdizione tra organizzazione amministrativa e rapporto di lavoro, in Lav. Pubbl. Amm. 2000, sez. prima, cit. p. 715.

Tesi di Master

Autore: Lorena Di Guida Contatta »

Composta da 38 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.