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Possibili interventi attuabili dall'infermiere per prevenire complicanze metabolico-alimentari in pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche

La seguente revisione della letteratura si propone di evidenziare dei possibili interventi attuabili dall’infermiere per prevenire complicanze metabolico-alimentari, come diabete, cachessia o infezioni, in persone adulte che si sottopongono al trapianto di cellule staminali ematopoietiche. L’analisi verterà su 5 articoli che trattano e provano l’efficacia di alcune pratiche assistenziali partendo dalla scelta della dieta da seguire in acuzia e nel post contrapponendo quella neutropenica, oggigiorno molto usata, e una dieta generica. Successivamente si analizza l’impiego di equipe per valutare e personalizzare al meglio l’assistenza in questo settore. Dopodiché si evidenzieranno i fattori di rischio e le metodologie che permettono di prevenire disordini glicemici. Infine si tratterà l’educazione sanitaria: elemento fondamentale e trasversale a tutta la tematica. I risultati fanno trasparire il bisogno di ulteriori studi per definire una dieta realmente efficace nella prevenzione delle infezioni, l’efficacia dell’impiego di un’equipe apposita per il supporto nutrizionale, l’importanza nello screening dei fattori di rischio come il Body Mass Index per prevenire il diabete e le possibili conseguenti infezioni. Infine si riporteranno alcuni possibili consigli e accortezze, facilmente attuabili da qualsiasi professionista, per l’educazione sanitaria della persona.

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Abstract La seguente revisione della letteratura si propone di evidenziare dei possibili interventi attuabili dall’infermiere per prevenire complicanze metabolico-alimentari, come diabete, cachessia o infezioni, in persone adulte che si sottopongono al trapianto di cellule staminali ematopoietiche. L’analisi verterà su 5 articoli che trattano e provano l’efficacia di alcune pratiche assistenziali partendo dalla scelta della dieta da seguire in acuzia e nel post contrapponendo quella neutropenica, oggigiorno molto usata, e una dieta generica. Successivamente si analizza l’impiego di equipe per valutare e personalizzare al meglio l’assistenza in questo settore. Dopodiché si evidenzieranno i fattori di rischio e le metodologie che permettono di prevenire disordini glicemici. Infine si tratterà l’educazione sanitaria: elemento fondamentale e trasversale a tutta la tematica. I risultati fanno trasparire il bisogno di ulteriori studi per definire una dieta realmente efficace nella prevenzione delle infezioni, l’efficacia dell’impiego di un’equipe apposita per il supporto nutrizionale, l’importanza nello screening dei fattori di rischio come il Body Mass Index per prevenire il diabete e le possibili conseguenti infezioni. Infine si riporteranno alcuni possibili consigli e accortezze, facilmente attuabili da qualsiasi professionista, per l’educazione sanitaria della persona.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Infermieristiche

Autore: Matteo Gatti Contatta »

Composta da 26 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 93 click dal 10/01/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.