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E-learning, teorie e metodi

Segni del cambiamento futuro sono già presenti, in forma massiva, nella società odierna. In ambito culturale, i tempi di obsolescenza delle conoscenze stanno diventando sempre più brevi: si stima che l’intera conoscenza dell’umanità si raddoppi ogni 7-8 anni e che il 7% delle conoscenze diventino obsolete nel giro di un anno. Nel mondo lavorativo, si sta passando “dalla fase in cui l’occupazione continua, stabile (lo stesso posto di lavoro per tutta la vita...) richiedeva una formazione discontinua (concentrata in un periodo preciso della vita di ognuno), ad una fase in cui il lavoro discontinuo, flessibile, richiede una formazione continua, prolungata lungo tutto l’arco della vita” (Biolghini e Cengarle, 2000, p.XV).
Di fronte a tale scenario, risalta, a toni accesi, la necessità di percorsi formativi che non siano più gestiti con strumenti tradizionali, ma con mezzi e strategie che permettano di accompagnare e favorire il processo di cambiamento. L’educazione, centrata in un unico, breve e isolato momento della vita di ognuno, appare inadeguata alle nuove istanze sociali; si sta facendo sempre più forte la richiesta di metodologie di formazione che permettano una dislocazione del processo in tutto l’arco dell’esistenza.
L’avvento delle nuove tecnologie, in primo luogo di Internet, ha portato con sé il tentativo di dare una risposta alle nuove esigenze; “la nostra epoca ha segnato la nascita di una nuova opportunità nel campo della formazione, la cui caratteristica è quella di essere una formazione distribuita, cioè fondamentalmente non dipendente dal tempo e dallo spazio di un sistema di formazione, bensì rapportata alle necessità e possibilità dell’utente. [...] I termini sono rovesciati: non si tratta di un apprendimento per la vita, è una vita per apprendere” (Pellerey, 1992, p.23-24).

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INTRODUZIONE “Quanto darei per sapere cosa se ne fa tanta gente di un orizzonte così allargato.” (Karl Kraus) Cercando di interpretare le tendenze in atto nello scenario socio-economico contemporaneo, alcuni esperti avanzano l’ipotesi che, in un futuro non troppo lontano, il mondo si dividerà in due aree ben delineate: quella presieduta dagli “inforicchi” e quella occupata dagli “infopoveri” (Nigris, 1999b). A differenza del Medioevo, dove indice della ricchezza e del potere era il possesso della terra, o, dell’epoca borghese, in cui la ricchezza era contrassegnata dal possesso di denaro, nella società futura, l’elemento che farà la differenza in termini di ricchezza sarà l’informazione. “Accesso, distribuzione e controllo dell’informazione: ecco il bene più prezioso della società di domani” (Nigris, 1999b). Possedere la conoscenza, il sapere, l’informazione sarà la chiave che permetterà l’accesso alla ricchezza, alla prosperità e al potere e, sarà la carta vincente nel gioco dell’economia mondiale di imprese e nazioni. Segni del cambiamento futuro sono già presenti, in forma massiva, nella società odierna. In ambito culturale, i tempi di obsolescenza delle conoscenze stanno diventando sempre più brevi: si stima che l’intera conoscenza dell’umanità si raddoppi ogni 7-8 anni e che il 7% delle conoscenze diventino obsolete nel giro di un anno. Nel mondo lavorativo, si sta passando “dalla fase in cui l’occupazione continua, stabile (lo stesso posto di lavoro per tutta la vita...) richiedeva una formazione discontinua (concentrata in un periodo preciso della vita di ognuno), ad

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Laura Mella Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 14457 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.