Genere, Identità e Violenza: due autori post-stutturalisti a confronto e prospettive femministe

La riflessione del mio lavoro verte sull’analisi del genere, dell’identità e della violenza. Ho preso in esame due autori post-strutturalisti: Pierre Bourdieu e Judith Butler. Delle opere dell’antropologo francese ho considerato soprattutto «Il dominio maschile», che restituisce un’immagine delle forme simboliche del potere cui il dominio si serve per perpetuarsi. Egli dimostra che la visione del mondo è binaria, fondata sul genere maschile a discapito di quello femminile. Il comportamento è habitus, mediato dal potere egemonico del dominio che, insinuandosi nel corpo, si serve della violenza simbolica per affermarsi. Le opere della filosofa statunitense riprendono le teorie del corpo, del sesso e del genere, proponendo nella mia analisi il superamento della dicotomia maschile/femminile. L’eterosessualità normativa impone solo due generi, legati al sesso biologico – tutti gli altri generi sono negati per cui diventa impossibile pensarli e nominarli. Butler smentisce la naturalezza del sesso e la queer theory diviene un esempio della possibilità di nominare l’innominabile: il termine queer non identifica più soggetti stigmatizzati ma una nuova teoria politica femminista che rende possibile l’agency di quei soggetti che ne erano privati. La violenza etica inoltre impone l’idea di un’identità ben definita: una nuova etica della responsabilità deve considerare l’opacità a se stessi, la relazione con l’Altro e la vulnerabilità che caratterizza tutti i soggetti. In ultima analisi viene fornita una metodologia per il femminismo che, superando i generi, sia più inclusivo: l’intersezionalità è capace di cogliere in gran parte le sfumature delle disuguaglianze sociali. La violenza strutturale chiude circolarmente l’analisi: sempre il potere dominante determina le ingiustizie che affliggono gli svantaggiati, ma omettendosi di continuo e agita indirettamente genera, attraverso la scarsa volontà politica dei potenti, un mondo scisso tra la miseria e lusso sfrenato.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione Il presente lavoro ha come oggetto lo studio riguardo al genere, all’identità e alla violenza, elaborando l’analisi in riferimento a due autori post-strutturalisti: Pierre Bourdieu e Judith Butler, personalità che mi hanno regalato, attraverso le loro opere, un’ampiezza di sguardo necessaria per affrontare contenuti tanto delicati. Il genere è affiancato al concetto di identità; all’importanza che riveste a livello soggettivo e nella relazione con l’Altro. Il tema della violenza si inserisce in maniera trasversale, nell’analisi del genere e dell’identità, come elemento fondante visioni binarie del mondo e per questo generatore di schemi mentali che da una parte agevolano la comprensione della realtà ma dall’altro provocano forme di emarginazione e di disuguaglianza sociale. La scelta di affrontare temi quali l’identità, il genere e la violenza è dovuto in gran parte all’importanza che questi argomenti rivestono all’interno del mio Corso di Laurea e ai quali mi sono subito legata per la capacità di destabilizzare le mie visioni dominanti. L’essere cosciente che le disuguaglianze, con tutte le loro sfumature e categorie, possano essere affrontate a livello teorico e pratico e tramite una spinta – non solo etica – risolte in vista di un miglioramento delle condizioni sociali, rappresentano le basi e gli obiettivi della mia riflessione. Porre sotto esame i meccanismi che sottostanno al potere egemonico del dominio, i loro prodotti e le loro forme di legittimazione, rappresentano un passo per realizzare tali scopi. Cos’è il genere? Cos’è l’identità? Che cosa hanno a che fare con la violenza, nelle sue infinite sfaccettature, di volta in volta difficili da individuare? A queste domande si proverà a dare risposta nel presente lavoro, frutto della consapevolezza che nessuno è del tutto esente sia da uno sguardo introspettivo e relazionale – in virtù dei quali ci domandiamo: Chi siamo? Chi è l’Altro? Chi siamo in relazione agli altri? - sia da forme di violenza “mascherate” nel mondo occidentale ma che hanno la loro diretta controparte nel mondo degli sfruttati, dei marchiati, dei dimenticati. Si renderà conto di queste soggettività relegate nel luogo dell’abietto dall’eterosessualità normativa e dal potere dominante. L’intenzione non è solo quella di demistificare concezioni comuni sui temi di identità, genere e violenza ma è soprattutto quella di fare luce su questi fenomeni, spiegando la natura delle disuguaglianze profondamente radicate nelle credenze e suscitare nei lettori un cambiamento di prospettiva - se non responsabile, almeno consapevole - nei confronti 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Laura Giaquinta Contatta »

Composta da 41 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 108 click dal 07/02/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.