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Gli stereotipi di genere nel mondo delle bambine

Informazioni tesi

  Autore: Rachel Pignataro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze politiche, economiche e sociali
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Luisa Maria Leonini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 43

Questa tesi tratta un argomento molto attuale e ampio: gli stereotipi sul genere femminile, con cui ogni donna è entrata in contatto almeno una volta nella vita. L'accezione con cui viene trattato l'argomento è però particolare. Ho deciso di concentrare il mio lavoro sul mondo dell'infanzia e più precisamente su come gli stereotipi di genere e il sessismo entrano nella vita delle donne fin da piccole. I pregiudizi nei confronti delle donne sono molto cambiati nel tempo e finalmente ci sono notevoli passi avanti, ma qualcosa è rimasto radicato nella coscienza comune e fatica ad andare via: la netta divisione dei colori, per cui a una bambina deve piacere il rosa; la ripartizione dei giocattoli tra i due generi, per cui alle bambine viene insegnato ad essere buone madri e casalinghe; i modelli di bellezza e i comportamenti di gentilezza e passività a cui ispirarsi.

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3 Introduzione Alla base di questo studio vi è l’analisi degli stereotipi di genere che permeano il mondo delle bambine e delle ragazze di oggi, plasmandole a piacimento della società su un modello di femminilità che non appartiene a tutte. La storia della discriminazione di genere, una volta conosciuta come condizione femminile, attraversa i secoli e si ripropone a noi oggi in chiave moderna: alle donne non viene più imposto di stare chiuse in casa a fare da schiave al proprio marito, né viene loro proibito di intraprendere una carriera o scegliere di non sposarsi. Eppure nessuna donna si sente ancora pienamente libera nella scelta del lavoro, del modo di vestire e comportarsi. Sulla carta esiste una parità di genere che è assente nella realtà delle cose e nella mentalità delle stesse donne. Il mio lavoro vuole dimostrare quanto sia difficile sradicare vecchie abitudini e concezioni, dopo secoli di “è sempre stato così” e mettere in luce i problemi e le modalità di risoluzione che si potrebbero attuare. Le motivazioni che mi hanno spinto a concentrarmi su questo argomento sono due: la prima è l’interesse che la sociologia ha suscitato in me in questi tre anni: lo studio dei meccanismi che regolano la società, molto spesso dati per scontati, mi ha aiutato a comprendere meglio la realtà che mi circonda e ad interrogarmi anche su quello che è banale e scontato. La seconda è l’amore per i giocattoli e i cartoni animati, che hanno reso bellissima la mia infanzia e da sempre mi hanno accompagnato nel mio cammino di crescita. Studiando sociologia e rapportandola alla mia vita, ho capito quanto potere abbiano questi semplici oggetti nella vita di ogni bambino e quanto contribuiscano alla formazione e alla trasmissione di idee, positive e negative, così ho deciso di approfondire. La tesi si apre con il primo capitolo che contiene un breve excursus sull’evoluzione della condizione delle donne dall’antichità fino ad oggi, per sottolineare quanti cambiamenti e quante conquiste, soprattutto dal punto di vista giuridico, abbiamo ottenuto. Si procede poi con la parte più teorica in cui analizzo il concetto di stereotipo e, più in particolare, di stereotipo di genere dal punto di vista sociologico, sottolineando i principali apporti degli studiosi di questo campo (W. Lippmann, G. Allport). Una particolare attenzione viene posta sul modo in cui si trasmettono gli stereotipi e sul concetto di socializzazione, attraverso le teorie interazioniste di George Herbert Mead. In ultimo, si parla del sessismo e di come questa forma di razzismo sia percepita e si manifesti oggi.

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