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Il Biomeccanico: una nuova figura professionale al servizio del calcio

La nuova figura del Biomeccanico da me presentata si colloca nell'ambiente sportivo e non solo. L’obiettivo principale di questa nuova professionalità è quella di occuparsi di prevenzione. Inoltre si pone l’obiettivo di incrementare la performance e analizzare il gesto atletico studiando l’efficienza per migliorare l’efficacia. Nel mondo dello sport italiano non esiste una figura simile: lo scopo di questo trattato è quello di presentare i ruoli e i compiti oltre che di valorizzarne l’importanza. È noto che nel calcio professionistico e amatoriale, una delle maggiori voci di spesa sono gli infortuni che possono creare notevoli difficoltà dal punto di vista tecnico-tattico all’allenatore a motivo di ridotte scelte a sua disposizione. Penso che, in un’epoca come la nostra in cui la tecnologia è sempre più disponibile e facilmente indossabile, non ci si possa esimere dall’utilizzarla per valutare macchine biologiche umane dal costo di milioni di euro. Per comprendere meglio questa figura, immaginiamo che si acquisti una potente macchina sportiva per correre in pista. Chi la spingerebbe al massimo su strada senza un preventivo controllo da parte di un meccanico esperto che ne verifichi gli aspetti deboli e soggetti a rottura? Nessuno rischierebbe così il proprio investimento. Purtroppo nello sport si agisce in modo diverso. Il Biomeccanico è il meccanico esperto che analizza la macchina biologica umana sin dalla fase evolutiva. Questi si rende così indispensabile per evitare l’insorgere di abitudini motorie sbagliate che possano degenerare in patologie. Nella parte conclusiva della mia tesi descrivo le caratteristiche peculiari che dovrebbe avere questa nuova professione se la si volesse rendere un percorso universitario.

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41 CAPITOLO 3 I MOVIMENTI FONDAMENTALI PER LA BIOMECCANICA 3.0 Le basi neurofisiologiche del movimento Cosa agisce sull’organizzazione del movimento e come viene coadiuvato l’apprendimento motorio Una gru. Chi di noi non ha mai visto l’oggetto rappresentato a fianco? Questa macchina compie lavori impossibili da portare a compimento per un uomo. Certo, nessuno di noi si sogna di ritenerla superiore all’essere che l’ha creata o di ritenerla interamente autonoma solo perché compie un lavoro che a noi risulta impossibile. Non prendiamo nemmeno in considerazione che possa funzionare senza l’intervento e il controllo continuo dell’uomo stesso. Quindi se dovessimo identificare la parte prioritaria del funzionamento di una gru non avremmo difficoltà a farlo: è il suo operatore, l’uomo. Avrebbe senso pensare ad una gru funzionante solo come a un insieme di leve e parti meccaniche, separate e indipendenti da chi le comanda? Avrebbe senso concentraci sul lavoro che queste svolgono dimenticando chi le sta guidando? O peggio, non sarebbe assurdo nella progettazione della gru dimenticarci del sistema di comando che lo colleghino al sistema operativo? È facilmente comprensibile che la gru la pensiamo come sistema uomo/macchina e che quindi non togliamo l’importanza alle leve o ai Figura 5 Gru (tratto da www.directindustry.it)

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Motorie

Autore: Mirko Testa Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

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