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Gli anglicismi nella lingua italiana

Questa tesi si propone di indagare l’uso degli anglicismi. Nonostante ormai da più di mezzo secolo si discuta della copiosità di prestiti che la lingua italiana accoglie dall’inglese, scatenando spesso un dibattito tra autori con un approccio di tipo purista ed autori aperturisti (vedremo più avanti la differenza nella visione del fenomeno degli anglicismi, da parte di ciascun approccio), la questione resta oggi molto attuale sotto diversi punti di vista:
- da un punto di vista linguistico, sulla base ad esempio della dell’utilizzo sempre più intenso di prestiti, neologismi e calchi dall’inglese;
- da un punto di vista socio-culturale in relazione alla supremazia della lingua inglese rispetto alle altre lingue del mondo;
- da un punto di vista mediatico;
- da un punto di vista politico-istituzionale;
- da un punto di vista scolastico e culturale;
- fino a settori più specifici e tecnici quali lo sport, la moda, la ricerca scientifica e così via.
Dopo aver analizzato le varie tipologie d’interferenza linguistica (prestito, calco, code-switching e casuals) ed esserci soffermati in particolare sulla descrizione dei vari tipo di prestito e calco, esamineremo il modo in cui altri due paesi europei, la cui lingua nazionale vede anch’essa una certa interferenza dell’inglese, considerati tra i più devoti alla causa della conservazione del proprio patrimonio linguistico, rispondono al fenomeno degli anglicismi: la Francia e la Spagna. Ci si soffermerà poi, a partire dal capitolo 6, sulla nostra Italia, in cui la presenza di anglicismi è maggiore rispetto a quella di Francia e Spagna;
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ne VEDREMO inoltre i motivi e le ripercussioni sul sistema linguistico nazionale (5.1).
Nel capitolo 5.3 si parlerà dei cambiamenti avvenuti sul piano linguistico con dell’avvento della tecnologia e dell’era digitale e ci si soffermerà sull’analisi della lingua di giornali, radio, pubblicità e televisione.
Nel capitolo 5.4 si farà una panoramica sui diversi approcci linguistici verso il tema degli anglicismi e verranno quindi analizzati: l’approccio purista (che rifiuta qualsiasi interferenza linguistica straniera che possa “contaminare” l’italiano), quello aperturista o anglofilo (opposto a quello purista, che predilige gli anglicismi, considerati più moderni rispetto ai termini italiani), ma anche un approccio intermedio tra i due. Nel capitolo 5.5 vedremo l’evoluzione del fenomeno degli anglicismi, ripercorrendo, da un punto di vista storico, le tappe principali del suo sviluppo e della sua diffusione dal Medioevo fino ai nostri giorni.
Vedremo poi nel capitolo 5.6 le proposte di legge in Italia e nel capitolo 5.7 approfondiremo il tema dell’approccio verso i prestiti stranieri all’interno del sistema scolastico.
Nel capitolo 5.8 si analizzeranno le previsioni di diversi studiosi (monoculturalisti e pluriculturalisti) riguardo ad una possibile sorte delle lingue nazionali e ad un probabile futuro linguistico.
Infine, nel capitolo 5.9 ci si soffermerà sul linguaggio all’interno del dibattito politico italiano.

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1 1. INTRODUZIONE: Questa tesi si propone di indagare l’uso degli anglicismi. Nonostante ormai da più di mezzo secolo si discuta della copiosità di prestiti che la lingua italiana accoglie dall’inglese, scatenando spesso un dibattito tra autori con un approccio di tipo purista ed autori aperturisti (vedremo più avanti la differenza nella visione del fenomeno degli anglicismi, da parte di ciascun approccio), la questione resta oggi molto attuale sotto diversi punti di vista: - da un punto di vista linguistico, sulla base ad esempio della dell’utilizzo sempre più intenso di prestiti, neologismi e calchi dall’inglese; - da un punto di vista socio-culturale in relazione alla supremazia della lingua inglese rispetto alle altre lingue del mondo; - da un punto di vista mediatico; - da un punto di vista politico-istituzionale; - da un punto di vista scolastico e culturale; - fino a settori più specifici e tecnici quali lo sport, la moda, la ricerca scientifica e così via. Dopo aver analizzato le varie tipologie d’interferenza linguistica (prestito, calco, code-switching e casuals) ed esserci soffermati in particolare sulla descrizione dei vari tipo di prestito e calco, esamineremo il modo in cui altri due paesi europei, la cui lingua nazionale vede anch’essa una certa interferenza dell’inglese, considerati tra i più devoti alla causa della conservazione del proprio patrimonio linguistico, rispondono al fenomeno degli anglicismi: la Francia e la Spagna. Ci si soffermerà poi, a partire dal capitolo 6, sulla nostra Italia, in cui la presenza di anglicismi è maggiore rispetto a quella di Francia e Spagna;

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere

Autore: Patrizia Russo Contatta »

Composta da 85 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1205 click dal 01/02/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.