Skip to content

L'intervento in ambito penitenziario: una sfida per il terapeuta sistemico relazionale

Informazioni tesi

  Autore: Barbara Martini
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Psicoterapia sistemico relazionale
Anno: 2014
Docente/Relatore: Pasquale Busso
Istituito da: Centro Studi Eteropoiesi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

La domanda che da tempo gli operatori in campo psicosociale e in particolare in ambito penitenziario si fanno è “ma si può fare psicoterapia in carcere”? La risposta è per lo più “no”. Si può fare diagnosi, osservazione, supporto. Ma psicoterapia no. Manca il setting, manca la domanda, manca il compenso. Manca…tutto. Tranne la sofferenza.
La domanda che vorrei affrontare in queste pagine è “si può fare psicoterapia sistemico-relazionale in carcere”? Alla luce di 4 lunghi anni passati nel carcere di Torino “Lorusso e Cotugno” non sono riuscita a dare una risposta né in un senso né nell’altro. Quando dovevo scegliere dove svolgere il tirocinio per la scuola di specializzazione, un ambito per me molto lontana dal mio contesto lavorativo abituale, ho visitato diverse strutture, fatto molte interviste ai potenziali referenti, e tra tutte la scelta è ricaduta sul carcere. Nonostante già al primo contatto mi fosse stato detto con trasparenza che fare psicoterapia in carcere è utopico, o forse proprio per questo, mi sono lasciata trascinare in questa ardua avventura. In effetti il contesto potrebbe sembrare incompatibile con metodi e tecniche propri della psicoterapia sistemica. Se abbiamo in mente la stanza di terapia “inventata” dalla Selvini siamo molto lontani, ma se abbiamo in mente i presupposti epistemologici della psicoterapia sistemico-relazionale, siamo molto più vicini di quello che potremmo pensare. I sintomi e il disagio del singolo individuo sono il risultato di un intersecarsi complesso tra esperienza soggettiva, qualità delle relazioni interpersonali più significative e capacità cognitive di autovalutazione della propria situazione. I sintomi di una persona, oltre ad esprimere in maniera metaforica il conflitto psichico soggettivo, acquisiscono una funzione precisa all'interno del sistema relazionale in cui emergono. In ambito penitenziario il sintomo può essere considerato il comportamento deviante? Con molta probabilità molti dei detenuti che ho incontrato erano pronti per “toccare il fondo”, come suggerisce Bateson. E da lì la possibilità di introdurre un cambiamento. A questo si aggiunge la capacità di uscire dai propri schemi, l’usare linguaggi diversi, l’umorismo, la capacità di ascolto, di indagare le relazioni e le reti familiari, l’aiutare a vedere con nuovi occhiali la realtà, il riconoscimento, il dare un valore a quanto le persone sono in grado di fare, separando l’atto criminoso dalla persona. Così uno spacciatore potrà diventare un ottimo venditore. Un rapinatore un barista. Un omicida un rugbista.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
10 Il contesto penitenziario In prigione provi sollievo perché hai toccato il fondo (“American Gods”, Neil Gaiman) L’intervento psicologico in carcere riveste un ruolo primario, sia al fine di un più generale mantenimento dello stato di salute e nel contenimento del disagio psichico sia nella prevenzione del rischio autolesivo e suicidario (dalle statistiche del sito Ristretti Orizzonti risulta circa 20 volte maggiore). L’ingresso in un istituto di pena per tutte le persone è un evento traumatizzante e destabilizzante. Lo è ancora di più per soggetti alla prima esperienza detentiva, per i giovani adulti e per tutti i soggetti portatori di fragilità e disagi (aliquota in forte aumento nella popolazione detenuta). Da qui la necessità della tutela della salute psichica dei detenuti, se non altro per evitare esplosioni emotive con acting out auto e/o eterolesivi e le possibili conseguenze sulla loro salute fisica. Si deve poi rilevare che, in questo momento di sovraffollamento degli istituti di pena, il “normale” disagio psichico e il trauma dell’impatto con l’istituzione risulta alquanto amplificato. Di solito, per carenze di organico che negli ultimi anni sono sempre maggiori, i colloqui si limitano a pochi minuti. Patrizi e Lepri (1999) sostengono che sia necessario fare uno sforzo di contestualizzazione. Le attività che possono essere svolte si concretizzano nell’osservazione, sostegno e trattamento. I primi due per gli imputati, il trattamento per di detenuti che hanno una pena definitiva. A rigor di logica è corretto, il contesto lo impone. Ma talvolta un solo colloquio può essere sufficiente a portare un cambiamento. Chiunque sia la persona che abbiamo di fronte. Le categorizzazioni sono necessarie ma imbrigliano. Spesso la figura dello psicologo in carcere viene strumentalizzata per ottenere vantaggi in termine di misure alternative, affidamento ai servizi sociali, o altre situazioni favorevoli. Ecco perché per poter lavorare con le persone è importante che il contratto sia chiaro. Cosa che fortunatamente per il mio ruolo di tirocinante è stato molto facile da mettere in atto: “io sono qui per vedere te

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi