Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Le crisi bancarie in Italia - Il caso Monte dei Paschi di Siena

L’idea di questo progetto di tesi è nata dal crescente interesse mostrato ad un argomento molto attuale: le crisi bancarie. Scopo della tesi è quello di analizzare la letteratura in materia, attraverso l’analisi delle principali ricerche scientifiche riguardanti gli effetti delle crisi bancarie sull’economia reale, analizzando inoltre la normativa vigente in tema soprattutto di vigilanza bancaria e solidità patrimoniale.
La tesi sarà divisa in tre capitoli principali. Nel primo capitolo si definirà la “crisi bancaria”, intendendosi con questa una situazione di grave squilibrio patrimoniale della banca che può anche portare allo stato di insolvenza della stessa. La principale causa è costituita da errori gestionali e amministrativi, sebbene essa possa derivare anche da squilibri a livello di sistema economico o creditizio. Secondo un’opinione diffusa, il sistema bancario è un importante canale nella diffusione degli shock all’intera economia, infatti diverse ricerche sono concordi nell’affermare che le crisi bancarie hanno un effetto negativo sul PIL. Verranno quindi analizzate e studiate diverse ricerche empiriche, sugli effetti delle crisi bancarie, che dimostrano come queste siano sempre state un punto importante nei dibattiti economici.
Nel secondo capitolo ci si concentrerà sulle crisi bancarie in Italia; partendo da un’analisi storica del sistema creditizio italiano, saranno analizzate le principali crisi bancarie italiane. La prima vera grande crisi bancaria dell’età moderna si è avuta nel 1887 a seguito dello scandalo della “Banca Romana”, cui seguì il riordino del sistema creditizio da parte del primo ministro Giolitti. Il più grave dissesto finanziario di una banca italiana, invece, si è avuto nel 1982 con il fallimento del “Banco Ambrosiano”, mentre in anni più recenti si è avuta la crisi della “Banca Marche” nel 2012. Infine, nel terzo capitolo, ci si propone di studiare e analizzare nello specifico il caso della banca “Monte dei Paschi di Siena” che, nel 2011, risultava essere la quarta banca italiana tra quelle quotate in borsa. Nello stesso anno, la banca ha chiuso il bilancio presentando una perdita di 4,69 miliardi di euro. La crisi è venuta alla luce in seguito alla scoperta di operazioni su strumenti finanziari derivati, le cui perdite erano state nascoste al mercato. Le cause principali di questa crisi risalgono all’acquisizione della banca Antonveneta da parte di Mps e, per far fronte a questa crisi, lo Stato italiano ha varato un piano di salvataggio attraverso l’emissione di obbligazioni. In conclusione, l’obiettivo principale del presente lavoro è quello di valutare gli effetti che le crisi bancarie producono sull’economia reale, in quanto esse sono molto importanti per le scelte di politica economica, spiegando quindi l’interesse dei governi al salvataggio delle banche in crisi. È opinione ormai diffusa, infatti, che le banche non possono fallire. Tuttavia, la realtà economica dimostra come il fallimento di una banca non solo è possibile, ma addirittura auspicabile quando consente l’eliminazione dal mercato di sistemi inefficienti senza degenerare in una crisi sistemica.

Mostra/Nascondi contenuto.
2 Introduzione Le banche hanno un ruolo fondamentale all’interno di un sistema economico, svolgendo soprattutto attività di raccolta-impieghi; l’intero sistema è sorretto da queste particolari imprese ed è proprio per tale motivo che esiste un interesse pubblico alla salvaguardia degli assetti patrimoniali di una banca. La crisi in una banca può portare anche allo stato di insolvenza della stessa, con le relative conseguenze negative che ciò comporta. Gli intermediari finanziari, infatti, svolgono principalmente attività che riguardano la raccolta di fondi da soggetti in surplus finanziario, impiegando tali risorse nel trasferimento di capitali tra chi invece è in deficit finanziario. È evidente come la banca deve gestire una serie di flussi finanziari in entrata e in uscita, tenendo presente i vari orizzonti temporali che solitamente non coincidono tra loro. In un sistema economico moderno, comunque, le banche non operano da sole, ma sono strettamente collegate tra loro; risulta quindi di interesse generale che tutte le banche siano in grado di rispettare i propri impegni, in modo tale da scongiurare possibili crisi di liquidità che con molta probabilità si ripercuoteranno all’intero sistema economico. Per tale motivo, analizzando le principali ricerche scientifiche riguardanti gli effetti delle crisi bancarie sull’economia reale, si evince come il sistema bancario sia un importante canale nella diffusione degli shock all’intera economia, avendo un effetto negativo sul PIL. Nel primo capitolo di questa tesi si definirà la “crisi bancaria”, intendendosi con questa una situazione di grave squilibrio patrimoniale la cui principale causa è costituita da errori gestionali o amministrativi, sebbene essa possa derivare anche da squilibri a livello di sistema economico o creditizio. Le banche sono imprese e quindi sottoposte al cd. “Rischio d’impresa”, cioè la probabilità che non vengano raggiunti i risultati desiderati. Nelle

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Dario Sequenzia Contatta »

Composta da 77 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 674 click dal 07/02/2018.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.