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Stato senza nazione: dibattito su un Risorgimento fallito

Scopo del presente studio è quello di ripercorrere, attraverso una rigorosa disamina dei testi, le principali costituzioni dell'età moderna fino all'odierna Costituzione repubblicana italiana, considerando anche i progetti, recentissimi, di revisione costituzionale. L'iter storico inizierà con la "Bill of Rights" (1689) inglese. Ampio spazio sarà dedicato al dibattito storiografico del Risorgimento, per comprendere se gli anni che hanno caratterizzato i moti risorgimentali sono stati il frutto di sentimenti popolari e nazionali o piuttosto il prodotto di intellettuali e politici del nord, che avrebbero, in tal caso, accentuato il divario tra settentrione e Mezzogiorno, facendo, del nostro Risorgimento, una rivoluzione fallita ed incompiuta, che non sarebbe così riuscita nell'intento di trasformare una nazione in uno Stato, un abitante in un cittadino.

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2 I NT RO DUZ I O NE Duplice è lo scopo del presente lavoro: da un lato ripercorrere la storia costituzionale dei P aesi che, in età moderna, hanno marcato il processo democratico, dall’altro concentrarsi sulle carte costituzionali, tutte “octroyée”, ovvero “concesse” dall’alto, dai sovrani (più o meno “illuminati”), che si sono succedute nel Risorgimento europeo in generale ed italiano in particolare. La tesi si articola in un’introduzione, che mira ad esplicitare il piano dell’opera, e in tre capitoli, disposti con sequenza cronologica, per poi approdare alle necessarie conclusioni. Il primo capitolo, pertanto, inizierà lo studio dalla “B ill of Rights”, la “Dichiarazione dei Diritti” che, nel 1689, dopo la “Glorious Revolution” (così definita perché avvenuta senza spargimento di sangue, ma con la fuga dell’ultimo monarca assoluto, Giacomo II S tuart) dell’anno precedente, ha fatto dell’Inghilterra la prima monarchia costituzionale del mondo. S i procederà l’analisi con la disamina sia della “Dichiarazione d’indipendenza americana” del 4 luglio 1776 che della Costituzione americana del 1787, per vedere come questi due testi abbiano costituito un vero e proprio “ponte” verso la “Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino”, emanata in F rancia il 26 agosto 1789 e le tre Costituzioni promulgate durante la Rivoluzione francese, rispettivamente nel 1791, nel 1793 ed infine nel 1795. Nel secondo capitolo l’attenzione si volgerà al Risorgimento, iniziando con la “Costituzione spagnola di Cadice” del 1812, modello per tante carte costituzionali del Risorgimento e meta alla quale guardavano molti patrioti del primo Ottocento; il lavoro proseguirà passando in rassegna la “Dichiarazione d’indipendenza greca” (15 gennaio 1822), il “Manifesto russo dei Decabristi” (dicembre 1825) e la Costituzione belga del 1831, particolarmente importante per quanto concernono gli influssi sulla Costituzione repubblicana italiana odierna, rimasta in auge dopo il fallito referendum costituzionale del dicembre 2016. Di seguito l’elaborato si concentrerà sul dibattito storiografico sul Risorgimento e lo “S tatuto fondamentale del Regno di S ardegna”, meglio noto come “S tatuto albertino”, proclamato dal Re di S ardegna V ittorio E manuele II (non ancora, infatti, re d’Italia), emanato il 3 marzo 1848 dal ministro B orelli ed entrato in vigore il giorno successivo, per rimanere, come “Carta costituzionale” d’Italia fino al 31 dicembre 1947, dal momento che la nostra Costituzione repubblicana entrerà a regime soltanto il 1° gennaio 1948. Lo “S tatuto” permarrà dunque anche durante la dittatura fascista, e proprio a causa

Tesi di Master

Autore: Marco Martini Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 61 click dal 20/02/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.