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L'Invecchiamento: un percorso attivo nel volontariato

La mia tesi prende in esame nella prima parte il concetto dell'Invecchiamento Attivo, un fenomeno che si è sviluppato in concomitanza al drastico cambiamento demografico avvenuto negli ultimi tempi, che hanno portato la popolazione anziana non solo ad adattarsi al continuo sviluppo della società, ma anche a rimanere attivi attraverso diverse opportunità offerte. L'OMS definisce l'Invecchiamento Attivo come “un processo di ottimizzazione delle opportunità relative alla salute, partecipazione e sicurezza, allo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone anziane”. I diversi Programmi Europei hanno preso in carico tale concetto al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica e la costruzione di politiche e strategie efficienti per promuovere e incrementare le opportunità per una vita migliore. L'Anno dell'Invecchiamento Attivo ha dimostrato come l'anziano sia una figura importante nelle attività di volontariato, il quale rappresenta uno dei vantaggi primari che permette ai senior di migliorare la propria qualità di vita, il loro senso di identità e il proprio benessere fisico e psichico. Nella parte finale potremo notare come le attività di volontariato (Clownterapy, etc.) possano aiutare i pazienti affetti da demenza.

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1.1 Le radici dell'invecchiamento attivo Partendo da questa riflessione, sono stati messi appunto dei programmi sociali e culturali per far fronte e combattere l'anzianità passiva e offrendo la partecipazione degli anziani di realizzarsi anche in questi campi. Nonostante questo concetto abbia interessato discorsi gerontologici contemporanei, affonda le sue radici negli anni '40 '50 del Novecento, quando i socio-gerontologi hanno sottolineato l'importanza di uno stile di vita attivo nella vecchiaia per soddisfare la vita personale, definita più tardi "teoria dell'attività" (Lynott e Lynott 1996). Sebbene all'inizio tale teoria non era ben vista da chi considerava l'anziano come persona del tutto passivo, incapace di poter lavorare, negli ultimi anni il concetto di invecchiamento attivo ha fatto si che quella che era la concezione negativa della vecchiaia venisse spostata su una visione più positiva, stimolando la presenza degli adulti più anziani nella società. Il fulcro quindi si sposta non più sull'attenzione storica, ovvero su ciò che gli adulti più anziani non possono più fare (cioè i loro deficit), ma viene data enfasi sulla loro competenza e conoscenza (Jacobs 2004). I diversi cambiamenti avvenuti riguardano da un lato all'esistenza di condizioni socio- economiche più favorevoli e dei continui progressi medici, che rendono la vita di tante persone migliori e più lunghe, dall'altro tali cambiamenti si verificano anche nei concetti di vecchiaia nella sua forma più appropriata. Questa idea cambiata di vecchiaia sta diventando sempre più connessa alla necessità di rimanere giovani, sia nel senso dell'attività (Katz 2000) che nell'aspetto fisico (Biggs 2002, Coupland 2007, Featherstone 1991, Featherstone e Hepworth 1991). Per quanto possano essere state messe appunto delle teorie sociali ed economiche, tali mutamenti non hanno ancora permesso di creare delle vere e proprie teorie psicologiche dell’invecchiamento, tuttavia esistono metafore con l’intento di spiegare i vari processi che avvengono nell’arco della vita, offrendo una visione complessiva dell’invecchiamento. La metafora dell’albero della vita di Schroots rappresenta, secondo il mio punto di vista, l'andamento di vita di ogni individuo: secondo l’autore la vita è come un albero o, più 7

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Rossana Sunna Contatta »

Composta da 78 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 122 click dal 06/03/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.