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Artefatti digitali e produzione musicale

La tesi osserva come l'introduzione delle innovazioni tecnologiche digitali modifichi le relazioni sociali e la percezione dell'ambiente in cui viviamo, soffermandosi in particolar modo sui processi di produzione musicale.

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3 INTRODUZIONE La musica e le macchine Sono passati oramai diversi anni da quando la musica non viene più realizzata secondo le pratiche e gli strumenti tradizionali, sempre che il significato che noi diamo al termine “tradizionale” sia lo stesso di quello dato da tutti coloro che leggeranno questa ricerca. Per la generazione dei nostri genitori infatti – nella quale possiamo inserire coloro che sono nati entro la prima metà del XX secolo – la musica tradizionale può essere quella con la quale essi sono cresciuti ed hanno passato i momenti migliori della loro vita, e cioè a grandi linee, quel tipo di musica sviluppatasi dalla fine degli anni ’50 ai primi anni ’70, periodo che ha visto la nascita e la diffusione del rock su tutti gli altri generi. Coloro che invece sono nati dopo gli anni ’50 hanno vissuto più marginalmente questo fenomeno, passando invece la loro adolescenza ascoltando la disco music ed abituandosi alle sonorità elettroniche che si affacciavano nella produzione musicale. Per chi come noi è invece nato grosso modo negli anni ’70, la disco non ci riporta che qualche confuso ricordo nostalgico della nostra infanzia, mentre più nitide nella nostra mente riposano le sonorità ormai in gran parte elettroniche che hanno caratterizzato la musica pop europea e americana degli anni ’80, fino ad arrivare ai generi dell’ hip hop, della techno e della jungle, della house, di tutte quelle produzioni cioè che sono state protagoniste fino alla fine del millennio. Essendo consapevoli dell’evoluzione che ha caratterizzato i fenomeni musicali, possiamo comprendere come la generazione dei nostri genitori sia stata abituata ad ascoltare musica realizzata da un gruppo di quattro o cinque elementi – voce, chitarra, basso, batteria e tastiera - che seguivano delle norme particolari e che aveva le figure di spicco nel cantante e nel chitarrista solista, mentre la generazione successiva ha sviluppato una certa familiarità con la figura e le pratiche del disc jockey 1 , cioè la persona che dietro la consolle dei locali mixava tra di loro i brani musicali. Coloro che invece sono cresciuti negli anni ’80 e ’90, si sono abituati a vedere singoli musicisti agire su un insieme di macchine che da sole eseguivano l’accompagnamento di una intera band. 1 Il disc jockey è chiamato così per la sua capacità di manipolare e mixare i vinili. Questa figura si è diffusa a partire dagli anni ’70, e la presenza di un dj è divenuta presto necessaria nei locali per garantire l’intrattenimento.

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Alessandro Colzi Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3117 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.