Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La ricezione di Nietzsche nel Giappone del XX secolo: Yukio Mishima

Leggendo le opere di Yukio Mishima , uno degli autori più letti e più controversi del ‘900, e avendo una conoscenza anche non approfondita del pensiero di Nietzsche, si può da subito notare il debito intellettuale del primo nei confronti del secondo. Sebbene il filosofo tedesco non sia mai citato direttamente da Mishima, nelle opere di quest’ultimo riecheggiano sovente il clima serio e l’atmosfera di decadenza tipici degli scritti filosofici di Nietzsche. Inoltre, la somiglianza tra le strutture teoriche utilizzate dai due autori risulta interessante, soprattutto, se si tiene presente la differenza del contesto culturale in cui essi si inseriscono. Partendo da uno sguardo sulla prima ricezione delle opere di Nietzsche nel Giappone del XX secolo e arrivando all’individuazione dei canali che hanno permesso questa assimilazione da parte di Mishima, giungeremo ad individuare i principali punti in comune e le principali differenze tra i due autori. L’obiettivo sarà quello di evidenziare la discrepanza culturale che ha permesso la peculiare interpretazione artistica, da parte di Mishima, del pensiero di Nietzsche nel Giappone dello scorso secolo. Vedremo che, in tutte le opere dello scrittore nipponico, sarà presente in maniera trasversale uno stato di impotenza derivante dall’ammissione della carenza di senso propria dell’esistenza; questo stato si manifesta nei personaggi dei suoi romanzi, esprimendosi in un dissidio tra due forme pratiche e vissute di nichilismo, ovvero quello “attivo” e quello “passivo”, descritte da Nietzsche. Sarà, inoltre, l’esaltazione di una forma davvero peculiare di “sentimento tragico” da parte di Mishima, a caratterizzare oltre ai suoi scritti, anche la sua intera vita, ma soprattutto la sua morte. Riprendendo la dicotomia estetica nietzschiana di “apollineo” e “dionisiaco”, presente ne La nascita della tragedia, e riadattandola ad una sensibilità prettamente nipponica, l’autore giapponese più conosciuto in Occidente, rivive nelle opere letterarie e filosofiche, con sguardo critico e introspettivo, la sua esistenza come un rapporto conflittuale tra questi due stati. La condizione di annichilimento esistenziale che ne deriva, unita all’infanzia psicologicamente carica di tensioni ed ossessionata dal tema della morte, saranno le cause principali che porteranno Mishima, nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, ad elaborare una personale auto-terapia nei confronti di questa vita considerata “inerziale”. Questa cura auto-imposta dallo scrittore si esprimerà successivamente nella sua “filosofia dell’azione”, caratterizzata principalmente dalla svalutazione del pensiero speculativo, a cui aveva dedicato gran parte della sua vita. I due autori avranno poi un ulteriore punto d’incontro nell’obiettivo comune di trasvalutare i valori della società a loro contemporanea considerata decadente, cercando in ultima analisi di incarnare nella loro stessa vita la fonte del sovvertimento auspicato. Nietzsche attraverso l’idea di Übermensch e Mishima ispirandosi al modello del perfetto samurai, figure tra di loro accomunate per vari aspetti, faranno della loro vita un continuo tentativo di superamento di se stessi e dell’uomo in generale. Vedremo, infine, che nel caso di Mishima, questo tentativo di autoaffermazione e superamento di sé si esprimerà al massimo grado nell’ “atto supremo” del suicidio rituale, avvenuto pubblicamente il 25 novembre 1970. 

Mostra/Nascondi contenuto.
3 Introduzione Leggendo le opere di Yukio Mishima 1 , uno degli autori più letti e più controversi del ‘900, e avendo una conoscenza anche non approfondita del pensiero di Nietzsche, si può da subito notare il debito intellettuale del primo nei confronti del secondo. Sebbene il filosofo tedesco non sia mai citato direttamente da Mishima, nelle opere di quest’ultimo riecheggiano sovente il clima serio e l’atmosfera di decadenza tipici degli scritti filosofici di Nietzsche. Inoltre, la somiglianza tra le strutture teoriche utilizzate dai due autori risulta interessante, soprattutto, se si tiene presente la differenza del contesto culturale in cui essi si inseriscono. Partendo da uno sguardo sulla prima ricezione delle opere di Nietzsche nel Giappone del XX secolo e arrivando all’individuazione dei canali che hanno permesso questa assimilazione da parte di Mishima, giungeremo ad individuare i principali punti in comune e le principali differenze tra i due autori. L’obiettivo sarà quello di evidenziare la discrepanza culturale che ha permesso la peculiare interpretazione artistica, da parte di Mishima, del pensiero di Nietzsche nel Giappone dello scorso secolo. Vedremo che, in tutte le opere dello scrittore nipponico, sarà presente in maniera trasversale uno stato di impotenza derivante dall’ammissione della carenza di senso propria dell’esistenza; questo stato si manifesta nei personaggi dei suoi romanzi, esprimendosi in un dissidio tra due forme pratiche e vissute di nichilismo, ovvero quello “attivo” e quello “passivo”, descritte da Nietzsche. Sarà, inoltre, l’esaltazione di una forma davvero peculiare di “sentimento tragico” da parte di Mishima, a caratterizzare oltre ai suoi scritti, anche la sua intera vita, ma soprattutto la sua morte. Riprendendo la dicotomia estetica nietzschiana di “apollineo” e “dionisiaco”, presente ne La nascita della tragedia, e riadattandola ad una sensibilità prettamente nipponica, l’autore giapponese più conosciuto in Occidente, rivive nelle opere letterarie e filosofiche, con sguardo critico e introspettivo, la sua esistenza come un rapporto conflittuale tra questi due stati. La condizione di annichilimento esistenziale che ne deriva, unita all’infanzia psicologicamente carica di tensioni ed ossessionata dal tema della morte, saranno le cause principali che porteranno Mishima, nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, ad elaborare una personale auto-terapia nei confronti di 1 Yukio Mishima è lo pseudonimo di Kimitake Hiraoka (1925-1970, Tokyo), secondo un’ usanza tipicamente giapponese per cui gli scrittori non usavano quasi mai il loro vero nome.

Laurea liv.I

Facoltà: Filosofia

Autore: Andrea Profeta Contatta »

Composta da 42 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 211 click dal 16/04/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.