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L'unificazione amministrativa del Regno d'Italia: tra autonomie locali e centralismo

Il presente lavoro rivolge l’attenzione ad un periodo storico su cui tanto è stato scritto: l’unificazione del Regno d’Italia. Tuttavia, nel far ciò, pone come punto di riferimento un aspetto poco esaminato dalla storiografia: l’amministrazione e il rapporto tra potere centrale ed autonomie locali instauratosi in quelle concitate fasi. La grande maggioranza della bibliografia esistente sull’argomento dedica ampi spazi alle vicende politiche risorgimentali che hanno contraddistinto quegli anni; tuttavia, l’ambito amministrativo della realtà italiana pre e post unitaria è rimasto a lungo un terreno poco esplorato da saggi e analisi storiografiche. L’obiettivo di tale lavoro è pertanto quello di colmare questa lacuna, studiando il lungo percorso storico che, partendo dalle influenze importate dalla Francia napoleonica, ha offerto all’Italia il suo primo ordinamento amministrativo unificato. Per tali ragioni, all’interno della tesi si faranno soltanto brevi cenni a quegli avvenimenti chiave che tutti riconosciamo come fondamentali nel conseguimento dell’Unità d’Italia: ci si riferisce, chiaramente, alla vittoria nella seconda guerra d’indipendenza, alle insurrezioni di Mazzini, allo sbarco di Garibaldi e dei Mille, all’attività diplomatica di Cavour. Si terrà conto di ciò soltanto in funzione di una contestualizzazione delle varie vicissitudini avvenute all’interno delle istituzioni del Regno di Sardegna prima, e del Regno d’Italia poi. La costante all’interno del lavoro sarà l’analisi del rapporto tra potere centrale ed organi periferici, del suo sviluppo e di come esso sia stato influenzato dagli eventi cui si è appena fatto cenno. Dopo aver delineato il lungo sviluppo delle istituzioni preunitarie, si presterà attenzione, in forma specifica, al quadriennio successivo all'unificazione del Regno d’Italia (1861-1865), giungendo così all’emanazione di quella legge n. 2248 del 20 marzo 1865, che ha permesso di realizzare l’unificazione amministrativa e legislativa del regno.

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I INTRODUZIONE Il presente lavoro è volto ad analizzare i processi che hanno accompagnato le istituzioni italiane al conseguimento dell’unificazione amministrativa, avvenuta nel 1865. Il contesto storico su cui l’argomento poggia è ampiamente noto, in quanto rappresenta le origini del nostro Stato nella sua forma unitaria; tuttavia, come evidenziato da molti autori da cui il lavoro ha tratto idee e spunti, il settore dell’amministrazione e, nello specifico, dei rapporti vigenti tra il centro governativo e la periferia sono caratterizzati da una carenza di approfondite analisi storiografiche. Questa mancanza è stata colmata, in un primo momento, negli anni Sessanta del Novecento, soprattutto in occasione del centenario dell’Unità d’Italia: sono proprio gli studi realizzati in questo periodo a rappresentare una efficace base di partenza per la realizzazione di questo lavoro. Analisi più recenti hanno certamente offerto un contributo nel completare la visione d’insieme del problema, permettendo di tenere in considerazione anche gli ultimi sviluppi di un argomento sempre vivo nel dibattito pubblico. In virtù di quanto premesso, la nostra analisi partirà con l’esaminare le istituzioni francesi nel periodo che va dalla Rivoluzione all’impero di Napoleone, con tutte le innovazioni che queste fasi hanno comportato per la pubblica amministrazione in generale. La decisione di abbracciare un periodo così ampio all’interno di un unico lavoro è stata ispirata da un’affermazione di Piero Aimo, il quale, introducendo il suo saggio, si esprime come segue: «in ogni frattura e scansione storica – specialmente sotto il profilo della pubblica amministrazione - non vi è mai contrapposizione netta o rigida tra modelli diversi. Essa porta con sé il retaggio, anche ideologico-culturale, delle epoche precedenti». 1 Tale affermazione è stata confermata per intero durante tutto lo svolgimento del lavoro, poiché è innegabile che l’esperienza napoleonica in Italia, nonostante la sua relativamente breve durata, abbia rappresentato un punto di riferimento costante per tutti coloro i quali avessero idee simili all’imperatore francese, soprattutto in funzione dell’unificazione nazionale. Ciò è valido sia in chiave positiva, ma anche da un punto di 1 Cit. in P. Aimo, Stato e poteri locali in Italia. Dal 1848 a oggi, Roma, Carocci, 2010, p. 17

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabio Cirina Contatta »

Composta da 99 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 110 click dal 03/05/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.