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Lo standard di ragionevolezza

Il lavoro di tesi intitolato “Lo standard di ragionevolezza” nasce con lo scopo di verificare in quale modo il diritto nazionale degli Stati membri dell’Unione Europea venga influenzato dal processo di armonizzazione. Facendo riferimento alla ragionevolezza, l’indagine è stata concentrata sulla recente riforma francese del diritto dei contratti e delle obbligazioni. Invero, tale riforma, oltre a rappresentare il tentativo di rendere il diritto francese più moderno, costituisce certamente il più chiaro esempio della contaminazione tra sistemi giuridici appartenenti a tradizioni diverse.
Il lavoro è stato suddiviso in tre capitoli. Il Capitolo I è volto ad illustrare le origini del concetto di ragionevolezza, che per molti risulta essere un concetto di derivazione europea, trapiantato nei sistemi nazionali per mezzo delle direttive e dei tentativi accademici di individuare un corpus di regole di diritto privato suscettibile di essere applicato in tutti gli Stati membri. La scelta di qualificare la ragionevolezza come uno standard, invece, descrive la specifica intenzione di sottolinearne le radici nella common law americana.
Il Capitolo II, invece, è stato dedicato alla ricerca dei riferimenti alla ragionevolezza nelle norme di diritto privato europeo ed internazionale. Il riferimento è certamente ad una serie di direttive significative in materia di diritto contrattuale e ai tentativi accademici di “codice europeo“, tra i quali il Draft Common Frame of Reference.
Il Capitolo III, infine, è concentrato specificamente sulla riforma introdotta dalla Ordonnance n. 131 del 10 febbraio 2016 con lo scopo di modernizzare e rendere più chiaro ed appetibile il diritto francese.
Anche se prodotto in un contesto storico e culturale diverso, il Code Civil era riuscito a sopravvivere ai cambiamenti legati alla globalizzazione ed all’evoluzione sociale per mezzo dell’attività creativa del giudice. Recentemente, invece, era apparsa ormai chiara la necessità di una riforma: bisognava ridare al diritto privato francese quel ruolo di sistema trainante a livello europeo ed internazionale così come in passato, esso aveva costituito il simbolo della codificazione in Europa. Tutto questo, tenuto conto delle possibili implicazioni della riforma sul nuovo ruolo attribuito al giudice francese.

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5 INTRODUZIONE Correva l’anno 1984, quando Khairallah metteva in evidenza la comparsa e l’espansione veloce del termine “raisonnable” nell’ordinamento francese. Un fenomeno che, a parer dell’Autore, avrebbe comportato sì “l’avantage d’une souplesse qui assure tout autant une meilleure adaptation de la règle aux circonstances infinement variables de chaque espèce”, ma che avrebbe altresì seminato nel diritto “mille germes d’insécurité et d’imprévisibilité”. Ad oggi, questa constatazione sembra più che mai attuale, come evidenziato da numerosi studiosi di diritto privato e comparato, italiani e non, la cui attività costituisce il punto di partenza per questa analisi, la quale condurrà, inevitabilmente, a confermare quanto detto in ouverture. Parlare di standard di ragionevolezza significa parlare di concetto relativo, che assume un diverso significato a seconda dell’ordinamento giuridico nel quale opera, composto dei propri valori e delle proprie ideologie. In questo senso, ben più stretto era il legame della ragionevolezza con la buona fede di diritto romano, in quanto moralità, fede e diritto erano spesso ricondotti ad unità; mentre, da un punto di vista sincronico, diversa è la portata del concetto in un sistema di diritto codificato come quello continentale rispetto al rilievo che essa assume in un sistema di common law. La ragionevolezza, da sempre considerata come una “nozione opaca, allusiva, polimorfa e sfuggente”, ha sempre avuto qualche rapporto con il diritto e rivestito in esso una certa importanza, mentre molto più recente e nient’affatto scontato è il suo rilievo nel diritto contrattuale. Non v’è dubbio che fino all’inizio degli anni Novanta la storia della ragionevolezza nel nostro ordinamento è stata pressoché circoscritta al diritto costituzionale, con le dottrine dell’interpretazione costituzionale e con il suo ruolo di ”tertium comparationis” e, per certi versi, al diritto amministrativo. La ragionevolezza è stata spesso accostata al principio di eguaglianza, ex art. 3 della Carta Costituzionale, e, in modo particolare, al binomio “giustizia/equità”. Diversamente, allo stato attuale delle cose, è possibile ormai affermare che lo standard di ragionevolezza goda di una piena cittadinanza nel diritto privato internazionale, europeo, e nazionale.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giovanna Pennacchio Contatta »

Composta da 118 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 77 click dal 03/05/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.