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Alimentazione complementare a richiesta in bambini di 6-12 mesi: un'indagine on line

Informazioni tesi

  Autore: Arianna Pierantozzi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2017-18
  Università: Università La Sapienza di Roma
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Intervento psicologico nello sviluppo e nelle istituzioni socio-educative
  Relatore: Francesca Bellagamba
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

Il Baby-Led Weaning (BLW) è un metodo di introduzione dei cibi solidi sempre più popolare, sebbene le ricerche sulle sue conseguenze a breve e lungo termine siano ad oggi ancora molto scarse. Ricordo che il BLW è l'approccio nato nei Paesi anglofoni, diverso da quella che noi intendiamo alimentazione complementare a richiesta. In questo lavoro parlo in genere del BLW perché gli studi scientifici che sono stati fatti finora si sono basati sul BLW e non sull'alimentazione complementare a richiesta. I genitori che seguono questo metodo hanno in genere caratteristiche differenti dai genitori che adottano una modalità di introduzione dei cibi solidi tradizionale: le madri allattano di più e più piacevolmente, hanno un livello di istruzione alto e sono poco propense a tornare a lavoro prima di 12 mesi dopo il parto ( Brown e Lee 2011). Gli autori che hanno condotto ricerche sul BLW hanno utilizzato in genere questionari self-report (online) o interviste semi strutturate e hanno definito il BLW considerando un uso inferiore o uguale al 10% di cibi frullati somministrati con forchetta o cucchiaio oppure prendendo in considerazione il fatto che siano i genitori ad autodefinirsi seguaci del metodo. Alcuni di questi studi hanno dimostrato che i bambini esposti al BLW partecipano di più al pasto familiare e mangiano gli stessi alimenti della famiglia, le madri BLW riportano bassi livelli di restrizione, pressione per mangiare e meno controllo del peso del bambino rispetto alle madri che adottano il metodo tradizionale. Per molte di loro l'esperienza dell'alimentazione complementare a richiesta è positiva perché sembra ridurre i costi familiari, non hanno la preoccupazione di seguire un piano ben definito e il bambino è felice, anche se si trovano ad affrontare alcune sfide importanti come il disordine, lo spreco di cibo e l'ansia rispetto al rischio di soffocamento nelle prime settimane (Brown e Lee 2011). I professionisti della salute evidenziano i potenziali benefici del BLW (la convenienza a livello economico e i possibili vantaggi per lo sviluppo del bambino) come una grande opportunità per modificare la dieta di tutta la famiglia, rendendola più salutare per tutti (Cameron, Heath e Taylor 2012).

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Premessa Per oltre cento anni, la tradizione ha voluto che, per introdurre i bambini ai cibi solidi, si usasse imboccarli con alimenti speciali per bambini (Jones, 2016). Attualmente, le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomandano che ai bambini vengano inizialmente offerti cibi ridotti in purea, aumentandone gradualmente la consistenza fino ad arrivare ai 12 mesi, quando i bambini possono mangiare gli stessi alimenti del resto della famiglia. Cibi da mangiare con le mani sono raccomandati a partire dagli 8 mesi, insieme ai cibi frullati, piuttosto che come dieta principale (OMS, UNICEF 2003). Queste raccomandazioni hanno avuto riscontro nelle linee guida sull'alimentazione dei bambini in tutto il mondo, sebbene la tempistica per dare ai bambini cibo intero da mangiare con le mani sia variabile nei diversi Paesi. Nel Regno Unito, ad esempio, il Dipartimento della Salute raccomanda i cibi da mangiare con le mani fin dall'inizio dell'alimentazione complementare (https://www.nhs.uk/start4life/first-foods), mentre in Nuova Zelanda si raccomanda di offrire ai bambini cibi da mangiare con le mani a partire dai 7 mesi di età (http://www.health.govt.nz/your-health/pregnancy-and-kids-year/6-12-months/feeding-your- baby). In Italia, l'Associazione Culturale Pediatri (ACP) sostiene che i bambini possono mangiare cibi a pezzi fin dall'inizio dell'introduzione dei cibi solidi, purché essa abbia inizio quando il bambino ha raggiunto le necessarie competenze motorie (ACP 2017). In particolare, il Dott. Lucio Piermarini, ha trattato il tema dell'alimentazione complementare a richiesta nel suo libro “Io mi svezzo da solo” (2008) e nell'articolo “Alimentazione complementare a richiesta: oltre lo svezzamento”, (2006) basando i suoi assunti su solide basi scientifiche. Su queste basi, negli ultimi 10-15 anni si sta diffondendo un approccio alternativo all’introduzione di cibi solidi, chiamato “Baby-Led Weaning” nei Paesi anglofoni (BLW) e “Autosvezzamento” o “Alimentazione Complementare a Richiesta” (ACR) in Italia. Questo approccio prevede che, invece di cibi speciali frullati, ai bambini venga concesso di mangiare autonomamente i cibi della famiglia. L'enfasi è sulla possibilità che si dà ai bambini di scegliere cosa e quanto mangiare e di partecipare ai pasti familiari (Rapley e Murkett 2008). Sebbene nella pratica questo approccio è probabilmente ciò che le madri hanno fatto per millenni prima dell'introduzione di cibi speciali per l'infanzia, il BLW/ACR rappresenta un'alternativa alla moderna cultura dell'alimentazione dei bambini sostenuta dall'industria dei 2

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Parole chiave

sviluppo
alimentazione
svezzamento
allattamento
alimentazione complementare a richiesta
baby led weaning
blw
introduzione cibi solidi
alimentazione complementare
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