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La lingua delle canzoni di Ligabue

Il presente studio si occupa di analizzare linguisticamente i testi delle canzoni del rocker emiliano Luciano Ligabue. Prendendo in considerazione le tipologie di rime presenti, gli enjambements, le zeppe, le quasi-rime, le figure di suono, le dislocazioni a sinistra e destra, l'uso dei pronomi personali, il che polivalente, la presenza di turpiloqui e forestierismi, ecc... e prestando attenzione all'italiano del rock (di cui si sono analizzati la nascita e la conseguente evoluzione), ci si è focalizzati dapprima sul legame che da sempre unisce il cantante Ligabue all'attività della scrittura, per poi esaminare il rapporto che intercorre tra narrativa, poesia e cinema nella sua produzione artistica. Infine si sono analizzati nel dettaglio gli elementi lingustici sopra citati contenuti nelle sue canzoni, allo scopo di dimostrare quanto la lingua italiana ricopra da sempre un'importante valenza, anche nell'ambito cantautorale/musicale.

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6 CAPITOLO 1 – Ligabue e l’italiano del rock 1.1 Italiano della canzone e italiano del rock «Amo la radio perché arriva tra la gente, entra nelle case, ci parla direttamente», cantava nel 1976 Eugenio Finardi nella canzone La radio inneggiando ai testi duri e diretti: era il mito della lingua rock «volutamente rozza, aggressiva e trasgressiva», che «evitava qualunque virtuosismo in nome di una presunta spontaneità, istintiva e viscerale» 1 : «il grezzo è preferito al raffinato, l’immediatezza all’artificiosità» 2 e la lingua si presenta il più semplice e naturale possibile. La parola rock, nata in America per indicare il genere musicale che nasce dal country e dal rhythm and blues, comincia a circolare in Italia dalla metà degli anni Cinquanta - tanto da venire usata anche nei titoli di alcune canzoni (Il tuo bacio è come un rock, Adriano Celentano, 1959) -. Ma solo quindici anni più tardi il rock smette di ammiccare a una moda («c’è tanta gioventù / con i blu jeans / che balla il rock’n’roll» Adriano Celentano) e adotta suoni e comportamenti più aggressivi. Si definisce rock “progressivo” per la sua ricerca musicale ma continua ad essere “regressivo” nei testi a causa di alcune scelte linguistiche come le similitudini, il lessico e «il bagaglio di zeppe, di apocopi e di tronche imposte dalla musica a una lingua piana» 3 . È solo nella seconda metà degli anni Settanta che inizia a prendere forma una vera e propria lingua rock, la quale si contrappone alla tradizionale canzonetta sanremese e allo stile cantautorale, che costituivano la tradizione della musica leggera italiana, esprimendo aggressività e naturalezza al tempo stesso. Negli anni Ottanta e Novanta la tradizione del rock italiano è rappresentata da quattro importanti personalità: i cantanti Ligabue, Vasco Rossi e Gianna Nannini e il gruppo Litfiba che usano una certa violenza verbale («ieri ho sgozzato mio figlio / è stato uno sbaglio» Vasco Rossi, Ieri ho sg. mio figlio, 1981), fanno riferimento alle forze della 1 Giuseppe Antonelli, L’italiano nella società della comunicazione, Bologna, il Mulino, 2007, p. 125. 2 Antonelli, Ma cosa vuoi che sia una canzone (Mezzo secolo di italiano cantato), Bologna, il Mulino, 2010, p. 63. 3 Umberto Fiori, Scrivere con la voce. Canzone, rock e poesia, Milano, Unicopli, 2003, p. 65.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Martina Di Pofi Contatta »

Composta da 45 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 45 click dal 06/07/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.