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La responsabilità dell'Internet provider

LA RESPONSABILITÀ DELL’INTERNET PROVIDER
Tesi di laurea di Luca Lobina
Relatore Prof. Vincenzo Zeno Zencovich

-ABSTRACT-
Scopo del presente lavoro è analizzare quali siano i regimi di responsabilità cui un fornitore di servizi internet possa essere sottoposto, e quali scelte legislative e giurisprudenziali siano state fatte in proposito in Italia e nel resto del mondo, con particolare attenzione all’Unione Europea e agli Stati Uniti d’America.
Nella prima parte si è cercato di definire quali siano i soggetti coinvolti nella rete telematica per eccellenza, quali i servizi offerti dagli Internet Service Providers e quali le responsabilità derivanti da applicazioni come la posta elettronica e la partecipazione a newsgroups o forum di discussione. La tematica è stata sviluppata sulla base delle numerose decisioni giurisprudenziali statunitensi ed europee sull’argomento, e considerando quale sia il rilievo ed il valore che la normativa costituzionale italiana abbia in riferimento ai principi cardine che disciplinano le telecomunicazioni (in particolare l’art. 15 e l’art. 21). Il lavoro definitorio cui solo di recente il legislatore comunitario ha posto mano, è infatti uno step necessario per poter trattare dell’argomento in questione: non si è ritenuto pertanto di poter prescindere dall’inquadrare con sistematicità quali fossero i singoli soggetti coinvolti nello scambio di informazioni (siano esse della più varia natura) e quali i loro diritti e doveri, tenendo per altro presente come nel mondo transnazionale della Rete abbia perso molto del suo valore la “caeca fides” nelle categorizzazioni dogmatiche tradizionali cui il giurista classico è così devoto.
La seconda parte è stata focalizzata sul significato che il concetto di responsabilità possa assumere nel mondo della Rete.
Dopo aver delineato pertanto le varie ipotesi di responsabilità che possono configurarsi nel modo telematico, ci si è, anche in questa sezione, concentrati su di una comparazione tra il sistema italiano unitamente agli altri sistemi giuridici di civil law ed il mondo anglosassone di common law. Si è cercato dunque di partire, per una analisi delle fattispecie di responsabilità del provider, da quella che è la disciplina tradizionale della responsabilità civile, con particolare attenzione alla responsabilità extracontrattuale.
Sono state esaminate tutte le principali componenti delle ipotesi di responsabilità aquiliana: in particolare, l’elemento soggettivo, rappresentato dalla colpevolezza dell’agente, ed il nesso di causalità che ricollega l’eventuale fatto lesivo alla sfera giuridico-patrimoniale di quest’ultimo; l’elemento oggettivo, corrispondente alla formula dell’ingiustizia del danno e al novero di interessi riconducibili ad essa; le componenti rintracciabili all’interno degli altri sistemi giuridici contemporanei. Si è poi sottolineato come, soprattutto nella Internet Community (ma non solo nel mondo contemporaneo), il ruolo che la responsabilità civile sarebbe opportuno ricoprisse, vada rintracciato in una funziona preventiva degli incidenti ed allo stesso tempo organizzativa, finalizzata a realizzare un coordinamento delle attività degli operatori della (nella) Rete mediante una serie di incentivi che spingano i soggetti coinvolti a considerare i danni che i loro atti e le loro omissioni possano cagionare ad altri, compiendo rispetto a tale valutazioni delle scelte che minimizzino i costi sociali.
La parte terza, e più ampia, del lavoro, attiene specificamente alla/e responsabilità dell’internet provider.
Le tematiche affrontate sono state innanzitutto il problema di individuazione della disciplina giuridica dei domain names, concentrando l’attenzione sulla possibilità o meno dell’estensione analogica della disciplina dei marchi.
Successivamente si è sviluppata la tematica della responsabilità contrattuale cui è sottoposto il fornitore di accesso ed il fornitore di servizi internet, e la disciplina della responsabilità extracontrattuale degli stessi. La dinamica con la quale si è proceduto è rimasta di carattere induttivo: si è partiti dagli ormai numerosissimi provvedimenti giurisdizionali italiani ed esteri, per poi analizzare i testi legislativi che siano stati emanati a riguardo fino al recentissimo “Proyecto de ley de servicios de la sociedad de la informaciòn y de commercio electronico” (Ley de Internet ) spagnolo, con il quale il governo di questo paese ha per primo in Europa, nel mese di maggio u.s., adempiuto all’invito ai paesi membri, che viene fatto nella Direttiva 31/2000/CE sul commercio elettronico, dotarsi di una legislazione interna che recepisca con sistemazione organica i principi dettati dalla direttiva in oggetto.
L’ultima parte della tesi affronta anche un problema che per molti versi rimane del tutto aperto...

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7 INTRODUZIONE Negli ultimi tempi, il caso Napster ha fortemente scosso il mondo degli utilizzatori di Internet portando alla ribalta problematiche la cui soluzione diventa sempre pi� impellente. La possibilit� che la Rete crei un mondo virtuale governato da leggi diverse o peggio, � come dicono i suoi pi� accaniti avversari � totalmente legibus solutus rispetto al mondo reale, provoca notevoli incertezze nel definire il quadro di riferimento. Sempre pi� spesso Internet viene accostato ad un Far West dove non ci sono leggi o dove queste sono fatte dal pi� forte. La questione � una di quelle che tocca il cuore del fenomeno. Internet � un mare vasto e, per molti versi, sconosciuto dove governi, imprese e singoli cittadini si stanno avventurando, spesso senza sapere cosa li aspetta. Preso atto dei benefici, economici e sociali, della Rete, in molti sono accorsi per assicurarsene i consistenti frutti. La rapida quanto ampia diffusione dell�uso di Internet pone per� gli stessi problemi che le potenze marittime del XVI secolo dovettero affrontare per la questione del dominio dei traffici con le Americhe: � necessario, � opportuno elaborare un quadro regolamentare che fissi i limiti in cui i singoli attori possono muoversi? E� immaginabile l�inquadramento normativo di tali attivit�? Chi deve fissare queste regole e con quali criteri? Chi si deve far carico del loro rispetto? Internet � in un certo senso un fenomeno spontaneo, caratterizzato dalla messa a disposizione di una infrastruttura tecnica a tutti coloro che sono in grado di utilizzarla. Una sorta di res nullius che non appartiene a nessuno e che appartiene a tutti allo stesso tempo. Non per niente la Corte Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto l�esistenza di un "cyberspace � located in no particular geographical location but available to anyone, anywhere in the world, with access to the Internet" (Reno vs ACLU, 521 US 844,

Diploma di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luca Lobina Contatta »

Composta da 207 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.