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Studio della Biodiversità nelle Comunità Microbiche nei Vigneti del Montepulciano d'Abruzzo

Lo studio del suolo, come componente di sistemi complessi quali sono gli ecosistemi terrestri, rappresenta un aspetto di fondamentale importanza per la comprensione del suo funzionamento. Il suolo è stato per molto tempo considerato prettamente come superficie inerte per le diverse forme di insediamento e come fonte di risorse necessarie allo sviluppo delle popolazioni umane. Ma, se da un lato il prelievo di tali risorse e le attività ad esso correlate hanno permesso un miglioramento delle condizioni medie di vita, soprattutto per le popolazioni occidentali industrializzate, dall’altro hanno portato ad una decrescente qualità delle condizioni del suolo.

Tali modifiche delle caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche, spesso drastiche ed irreversibili, sono talvolta osservabili anche a notevole distanza dai siti dove sono concentrate le stesse attività antropiche.

Nonostante i suoli presentino, in molti casi, una capacità naturale di attenuazione dei processi di degradazione, spesso essi non sono in grado di contrastare l’azione dell’uomo mantenendo inalterate le proprie caratteristiche. Da qui, la presa di coscienza della vulnerabilità del sistema suolo, nonché la non inesauribilità delle sue risorse, hanno dato il via ad un cambiamento radicale nell’approccio di utilizzo del suolo stesso.

Nell’ottica della conservazione di un ambiente naturale, le sue caratteristiche abiotiche (geologiche e climatiche in primis) e biotiche (comunità viventi) rappresentano i fattori oggetto di studio nella decisione della destinazione d’uso di un dato sito. La salvaguardia del suolo dalla degradazione fisica (es. erosione) e chimica (es. inquinamento, acidificazione) e microbiologica (pesticidi, lavorazioni profonde ecc.) risulta particolarmente importante ai fini del mantenimento della capacità del sistema suolo di assolvere alle molteplici funzioni che permettono di conservare, dinamicamente, un equilibrio tra le due diverse componenti.

La vita degli organismi che abitano il suolo è strettamente dipendente dalle sue condizioni chimico–fisiche e ne è, allo stesso tempo, direttamente responsabile. Una perturbazione, anche di piccola entità, da uno stato di equilibrio di tale complesso sistema, può essere caratterizzata da una serie di reazioni da parte delle componenti. La struttura delle comunità biotiche subisce talvolta modificazioni significative portando nella maggior parte dei casi ad una riduzione della diversità biologica complessiva. La biodiversità è alla base del delicato equilibrio che regola gli ecosistemi terrestri e la natura nel suo complesso, ed una sua perdita potrebbe avere conseguenze imprevedibili sulla vita di ogni essere.

Il presente lavoro di tesi è parte integrante di uno studio multidisciplinare per lo sviluppo di un progetto che riguarda la qualità delle produzioni vitivinicole abruzzesi importante sia come fonte di reddito ma soprattutto come conservazione e tutela del territorio. La vitivinicoltura abruzzese rappresenta uno dei settori produttivi, in ambito agricolo, molto importante a livello regionale, e i territori interessati da questa attività sono distinti da caratteristiche e tradizioni che li rendono unici. Dall’esito complessivo di come avviene la nutrizione della vite dipende in modo significativo la quantità e la qualità delle uve e dei vini prodotti nel vigneto.

A tale riguardo la conoscenza dell’agro-ecosistema viticolo è importante sia per la gestione innovativa del controllo dei parassiti che per la valutazione e l’implementazione di ecotipi microbici autoctoni di interesse viticolo, insieme all’ottimizzazione delle pratiche agricole. In particolare, il presente studio, è stato condotto per valutare la diversità funzionale delle comunità microbiche nei vigneti sottoposti a diverse pratiche agricole .

Lo studio, anche se preliminare, della diversità microbica associato ai risultati chimico-fisici dei suoli ha consentito di ricavare una fotografia sui vigneti a diversa attività antropica e come questi potrebbero influenzare la qualità del vino.

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5 1.2 Le comunità microbiche del suolo: funzioni e fluttuazioni La microflora rappresenta la componente biotica più abbondante del suolo. Essa è costituita da un numero molto grande di specie microbiche, che includono batteri, attinomiceti, funghi e microalghe. Tra i vari gruppi, i batteri sono gli organismi più numerosi del suolo, infatti un grammo di suolo ne può contenere fino a 10⁹ mentre di attinomiceti, funghi, alghe e protozoi se ne possono trovare 10⁷, 10⁶, 10⁴ e 10⁵ cellule rispettivamente (Pankhurst et al., 1997; Paul et al., 1996). I batteri costituiscono una parte importante della microflora del suolo per la loro abbondanza, la loro diversità in specie, e la molteplicità delle attività metaboliche di cui sono responsabili. I batteri costituiscono la parte più consistente della biomassa totale nel suolo (Brookes et al., 1982) e rappresentano la principale componente del sottosistema dei decompositori che regolano il ciclo dei nutrienti, i flussi di energia e in ultimo la produttività degli ecosistemi. Essi rivestono un ruolo fondamentale nei cicli bio-geochimici dei principali elementi (carbonio, azoto, zolfo, ecc.) e di quelli in traccia (ferro, nichel, mercurio, ecc.). Inoltre, essi contribuiscono in modo importante nel regolare i flussi di gas serra (metano, ossidi di azoto e CO₂) dal suolo.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Rosalia Lo Buglio Contatta »

Composta da 108 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.