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La cristianizzazione degli Anglo-Sassoni attraverso l'epistolario di Gregorio Magno

Gregorio Magno, Agostino di Canterbury, le popolazioni anglo-sassoni: questi i vertici del triangolo ideale entro il quale si situa la tesi qui presentata.
Una missione dalle grandi prospettive storiche, quella voluta dal papa romano nel 596, non solo perché portatrice del cristianesimo presso popolazioni tra le poche ancora completamente pagane in Europa, ma anche perché fondatrice di durature basi culturali e sociali di quella che sarà una grande nazione.
I rapporti politici, le relazioni tra il papa ed i sovrani anglo-sassoni non sono gli unici argomenti sui quali viene qui portata attenzione. Ancor più centrale è infatti il problema del rapporto tra mentalità, del sentire dell'uomo qualunque, quale i documenti possibilmente ci restituiscono.
Ciò richiede una rilettura delle ben note fonti in merito, al fine di evidenziare la reale portata della cristianizzazione in atto, il suo inserirsi entro un ricettacolo di superstizioni, riti e credenze precedenti ed ancestrali che, lungi dall'essere scalzate dalla nuova fede, si amalgamano anzi ad essa, fornendo nuovi ed interessanti elementi di risposta ai bisogni religiosi delle popolazioni.

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2 INTRODUZIONE Certamente su un papa come Gregorio Magno sono stati scritti fiumi d’ inchiostro. Non spetta a me dire frasi quali “...bene, ci occuperemo di un aspetto fondamentale del pontificato di un grande...”, etc, etc. Risulterei piu’ che scontato, banale e persino fastidioso. La missione di Agostino, partita da Roma nella primavera del 596, e approdata sulla minuscola isoletta di Thanet, a ridosso della costa settentrionale del Kent, un anno dopo circa, e’ stato forse uno degli eventi in assoluto piu’ dibattuti dalla storiografia medievistica. Quindi, tirando le somme, abbiamo un papa sul quale si e’ scritto tanto quanto su un’intera epoca della storia; il suo progetto di cristianizzare gli Anglo-Sassoni, che e’ stato probabilmente quello piu’ studiato tra i suoi. Da dove, allora, la necessita’ di un altro studio sull’argomento? La risposta probabilmente ci viene dalla analisi della letteratura storica. Gli storici inglesi dedicarono al problema un fervido interesse sin dal XIX secolo. Famosa e giustamente celebrata fu la commissione istituita da Lord Granville, nel 1880, con l’intento dichiarato di studiare gli avvenimenti che portarono gli Anglo-Sassoni a diventare cristiani. Piu’ che allo studio critico e scientifico delle fonti pero’, la Commissione si dedico’ a rappresentare e a commemorare i luoghi che videro lo sbarco, l’incontro con Ethelbert e quindi i primi passi in Kent di Agostino e della sua pacifica truppa 1 . Tuttavia e’ proprio in quel secolo che la missione di Agostino inizio’ ad essere vista sempre piu’ come un tassello essenziale nella costruzione del futuro mosaico della nazione britannica. L’acuto reverendo Stanley, oramai quasi centocinquanta anni fa, in una lezione tenuta a Canterbury il 28 Aprile 1854, notava come nella storia inglese vi fossero cinque grandi sbarchi, i quali realmente fecero quella storia, nel senso che ciascuno di essi fu latore di conseguenze dalla portata vastissima per il futuro 1 In effetti La Commissione di Lord Granville non produsse risultati scientifici sulla questione, ma commemoro’, non senza un sentimento fieramente nazionalistico, quello che era inteso ormai come uno degli avvenimenti fondanti la stessa, futura, identita’ inglese: lo sbarco di Agostino. Ancora oggi si puo’ ammirare, ad esempio, la grande croce – alta quasi sette metri - che Lord Granville fece erigere ad Ebbsfleet, sull’isola di Thanet, nel luogo dove la Commissione giudico’ fosse sbarcato Agostino.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabrizio Conti Contatta »

Composta da 224 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3047 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.