Sonic Branding: percezione sonora nell'era emozionale

Durante il mio percorso di studi ho avuto l’opportunità di trattare in modo particolare materie scientifiche ed economiche e per questo motivo ho deciso di approfondire un argomento che unisce il marketing, la chimica, la fisiologia e gli studi relativi ai creative media affrontati durante il percorso di studi.
Oggi assistiamo a continui e molteplici cambiamenti che costringono le aziende ad attuare nuove strategie di mercato per raggiungere i consumatori in modo più diretto ed efficace. Molte multinazionali infatti stanno sfruttando delle tecniche di ricerca che uniscono la neurologia al marketing tradizionale, reinventando completamente il concetto di traditional marketing: il neuromarketing. Tale disciplina risulta essere in fase di crescita e diffusione a livello internazionale e viene impiegata dai top brand per lo studio dei prodotti e del mercato. È quindi questo un settore di studio in cui c’è ancora molto da sperimentare e scoprire e nel quale è ancora possibile apportare un proprio contributo.
Si è scelto di approfondire tali studi attraverso un elaborato che sia in grado di trattare approfonditamente l’argomento con il fine di dimostrare come queste nuove tecniche possano fornire un aiuto rilevante nella comprensione di prodotti emozionalmente coinvolgenti da parte delle industrie creative operanti nel settore del sonic branding. Il concetto emozionale risulta essere infatti alla base dei processi decisionali riuscendo pertanto a influenzare le vendite e determinando il successo o l’insuccesso di un brand, per il quale tale componente è necessaria per spiccare nel groviglio delle informazioni di cui sono quotidianamente bersagliati i consumatori.
L’intera ricerca aiuterà a comprendere se questo nuovo approccio può effettivamente aiutare gli addetti del settore a migliorare i propri prodotti testandone l’efficacia o l’inefficacia ancor prima del lancio. Si ritiene infatti di particolare importanza per un sound engineer o sound designer comprendere come con queste nuove tecniche di analisi possano dare una visione più approfondita sia del prodotto che del consumatore. In questo modo si offre la possibilità al professionista di operare con delle linee guida strutturali ed artistiche, creando un prodotto su misura per il brand cliente.
La ricerca bibliografica sul tema non ha prodotto risultati notevoli: gli studi specifici legati al settore neuromarketing applicati al sonic branding risultano pressoché nulli. Si è però rilevato che ad oggi molteplici aziende non utilizzano un sonic branding, in quanto lo
ritengono ancora inutile e poco determinante all’interno del piano di marketing, vista la scarsa possibilità di verificarne il funzionamento e l’effettivo ROI (Return on investment).
Partendo da un caso studio che non utilizza un sonic branding si tenterà di comprendere, se effettivamente il suono migliora la percezione della brand identity, studiando grazie a test neuroscentifici come la presenza del suono stimoli particolari risposte emozionali che il solo logo aziendale non sviluppa nell’intervistato.
Il focus principale è quello di dimostrare, comprendendo le effettive differenze, se il logo non sonoro sia migliore o peggiore di quello con sonic branding, differenziando questa scelta anche in base alla tonalità e comprendendo come una modifica della stessa possa alterare la percezione emozionale della brand identity. Oltre a questo sarà possibile confrontare le risposte consce ed inconsce degli intervistati verificando se esse risultano discordanti tra loro e dimostrando se effettivamente gli intervistati siano consapevoli della scelta anche a livello inconscio. Un ulteriore approfondimento volto principalmente a verificare le risposte consce avrà il fine di comprendere come il coinvolgimento emozionale si differenzi anche in base all’età e al sesso.
Per realizzare l’intera ricerca si dovranno produrre due versioni del sound differenziandolo nella tonalità usufruendo di una struttura esterna per realizzare il test di neuromarketing, presso il centro di ricerca della fondazione GTechnology di Milano accreditata a livello nazionale. Si è scelto di utilizzare la metodologia di ricerca utilizzata nei test di neuromarketing condotti dalla Oxford University (Lindstrom, 2013).

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Michele Miconi - 17-11426 - AU7T5 17T5 Introduzione Durante il mio percorso di studi ho avuto l’opportunità di trattare in modo particolare materie scientifiche ed economiche e per questo motivo ho deciso di approfondire un argomento che unisce il marketing, la chimica, la fisiologia e gli studi relativi ai creative media affrontati durante il percorso di studi in Sae Institute Milano. Oggi assistiamo a continui e molteplici cambiamenti che costringono le aziende ad attuare nuove strategie di mercato per raggiungere i consumatori in modo più diretto ed efficace. Molte multinazionali infatti stanno sfruttando delle tecniche di ricerca che uniscono la neurologia al marketing tradizionale, reinventando completamente il concetto di traditional marketing: il neuromarketing. Tale disciplina risulta essere in fase di crescita e diffusione a livello internazionale e viene impiegata dai top brand per lo studio dei prodotti e del mercato. È quindi questo un settore di studio in cui c’è ancora molto da sperimentare e scoprire e nel quale è ancora possibile apportare un proprio contributo. Si è scelto di approfondire tali studi attraverso un elaborato che sia in grado di trattare approfonditamente l’argomento con il fine di dimostrare come queste nuove tecniche possano fornire un aiuto rilevante nella comprensione di prodotti emozionalmente coinvolgenti da parte delle industrie creative operanti nel settore del sonic branding. Il concetto emozionale risulta essere infatti alla base dei processi decisionali riuscendo pertanto a influenzare le vendite e determinando il successo o l’insuccesso di un brand, per il quale tale componente è necessaria per spiccare nel groviglio delle informazioni di cui sono quotidianamente bersagliati i consumatori. L’intera ricerca aiuterà a comprendere se questo nuovo approccio può effettivamente aiutare gli addetti del settore a migliorare i propri prodotti testandone l’efficacia o l’inefficacia ancor prima del lancio. Si ritiene infatti di particolare importanza per un sound engineer o sound designer comprendere come con queste nuove tecniche di analisi possano dare una visione più approfondita sia del prodotto che del consumatore. In questo modo si offre la possibilità al professionista di operare con delle linee guida strutturali ed artistiche, creando un prodotto su misura per il brand cliente. La ricerca bibliografica sul tema non ha prodotto risultati notevoli: gli studi specifici legati al settore neuromarketing applicati al sonic branding risultano pressoché nulli. Si è però rilevato che ad oggi molteplici aziende non utilizzano un sonic branding, in quanto lo CMN6301 - BA Major Project 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze e Tecnologie

Autore: Michele Miconi Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.