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La crisi del modello assimilazionista in Francia

Assumendo di trovarsi in Europa di fronte a un difficile momento in merito all’integrazione degli stranieri all’interno delle società dei diversi Paesi, questa tesi vuole essere una riflessione sul caso specifico della Francia e sulla crisi del suo modello assimilazionista.
L’obbiettivo è stato quello di voler evidenziare il disagio di una porzione della popolazione immigrata in Francia e del malessere che questa vive in relazione al resto dei cittadini, anche alla luce degli episodi dell’autunno del 2015, e dunque quello di considerare questi fattori come sintomi delle debolezze del centenario modello assimilazionista e quindi della sua conseguente crisi.
I numerosi studi recentemente pubblicati su questo tema, insieme all’ampia disponibilità di articoli comparsi sulla stampa francese e internazionale dimostrano l’attualità del tema. In questo panorama ricco, ma anche dispersivo, si è scelto di stringere il campo di studio intorno ad un insieme di volumi francesi e italiani di carattere storico e sociologico.
Al fine di integrare la bibliografia e per dotare quindi di una maggiore attualità la riflessione proposta, relativamente al lavoro di ricerca delle fonti, vorrei infine ricordare che è stato molto utile consultare siti istituzionali francesi come il web della Direction de l’information légale et administrative (DILA) e articoli tratti dal periodico francese Le Monde.
Proseguendo nell’analisi del lavoro qui presentata vorrei illustrare la struttura di questa tesi e i motivi che mi hanno portato a disporla in questa maniera.
Questo lavoro, oltre all’introduzione e alla conclusione, è quindi articolato in tre capitoli.
Nel primo capitolo vengono ripercorse alcune delle tappe fondamentali della storia dell’immigrazione in Francia e dell’evoluzione delle politiche adottate dalla stessa al fine di regolare il fenomeno; viene dunque spiegato come nasce e come si sviluppa il modello assimilazionista, prima nelle colonie e poi all’interno dei confini nazionali.
Si parte dalla storia, perché si considera che sono gli avvenimenti storici che concorrono alla determinazione dei fattori dai quali scaturisce una crisi del sistema d’integrazione. Per condurre un’analisi soddisfacente, è doveroso inoltre spiegare i principi a cui si ispira il modello assimilazionista, quali sono le sue principali caratteristiche, nonché conoscere le ragioni storiche e politiche che hanno determinato una così massiccia presenza di immigrati in Francia.
Il secondo capitolo si sofferma sulle politiche d’integrazione, evidenziando le leggi più importanti che vengono adottate dal Governo francese e viene quindi soprattutto sottolineato il processo d’inclusione politica, religiosa, scolastica ed infine professionale degli immigrati.
Questo punto è importante per sottolineare il funzionamento delle politiche per regolare il fenomeno dell’immigrazione; sono proprio queste che caratterizzano infatti il modello assimilazionista.
Nel terzo capitolo si propone una riflessione su alcune manifestazioni del disagio della popolazione immigrata, tale da poter assumere di trovarsi di fronte ad un’importante crisi.
Accanto al malessere di una gran parte della popolazione di origine immigrata, bisogna ricordare che esiste però una realtà che mostra al contrario alcuni percorsi di successo: si parlerà quindi del percorso professionale di alcune figure del panorama politico e culturale francese quali Rachida Dati e Azouz Begag.
Ci si sofferma quindi prima sulla percezione che l’immigrato ha di se stesso in relazione alla società francese e la percezione che ha di quest’ultima, e poi sull’impressione che ha la società francese in relazione all’immigrazione e quindi all’immigrato, e se dunque esso possa essere considerato una minaccia per l’integrità della Francia o se invece lo scambio tra culture possa essere ancora considerato un fattore di arricchimento culturale. Queste ultime riflessioni sono state basate sull’analisi di alcuni testi già citati nel discorso relativo alla bibliografia; ad esempio Robert Castel nella sua opera La discrimination négative. Citoyenes ou Indigènes? si concentra proprio sulla figura dell’immigrato come discriminato dalla società, analizzando i vari settori della vita quotidiana in cui viene appunto discriminato. Viene delineata quindi un’immagine di un immigrato ai margini della società ma non escluso da essa.
La conclusione non si vuole porre come un possibile strumento di risoluzione della crisi, ma come una riflessione sul suo significato; essa consiste infatti nel riscontro dell’esistenza di una crisi dell’integrazione non solo francese ma internazionale. L’instabilità è globale e lo dimostra anche il caso della Gran Bretagna con il suo modello multiculturalista.

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8 12 Conversation entre Charles de Gaulle et Alain Peyrefitte le 5 mars 1959 suite aux événements d’Algérie, (www.lemonde.fr/les-decodeurs/article/2015/10/01/les-races-morano-et-de-gaulle-pour-clore- la-polemique_4780347_4355770.html), consultato nel dicembre 2015. 13 Con il termine immigrato si fa riferimento ad una persona straniera nata all’estero e residente in Francia. 14 INSEE, Institut national de la statistique et des études économiques. 15 INSEE, “France, Portrait social” , éditions 2015, (www.insee.fr/fr/ffc/docs_ffc/FPORSOC15j_FTLo2pop.pdf), consultato nel gennaio 2016. Capi tol o I L ’i mmi gr az i one i n F r anc i a “C 'est très bien qu'il y ait des Français jaunes, des Français noirs, des Français bruns. Ils montrent que la France est ouverte à toutes les races et qu'elle a une vocation universelle. Mais à condition qu'ils restent une petite minorité. Sinon, la France ne serait plus la France.” 12 L ’immigra z ione in Fra nc ia è un fe nome no c he trova le sue origini ne l pa ssa to. All’iniz io de l XX se c olo già risie de va no in Fra nc ia 1,1 milioni d’immigra ti 13 c he ne l c orso de l te mpo sono a nda ti a ume nta ndo ta nto c he ne l 1990 già se ne pote va no c onta re 4,2 milioni; se c ondo le stime de ll’ultima inda gine sta tistic a de ll’ INSE E 14 fa tta ne l 2012 si stima c he gli immigra ti c ostituire bbe ro l’8,7% de lla popola z ione tota le , ossia be n 5,7 milioni. Va le la pe na quindi osse rva re un gra fic o 15 me sso a punto da ll’INSE E c he e splic a ne i minimi de tta gli l’inc re me nto de lla popola z ione immigra ta ne lla Fra nc ia me tropolita na da l 1911 a l 1982 e poi in Fra nc ia da l 1982 a l 2012.

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Informazioni tesi

  Autore: Benedetta Candelise
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Francesco Spandri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

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