Le neuroscienze applicate alle funzioni musicali

Lo scopo dell'elaborato è fornire una visione d'insieme degli studi compiuti sul fenomeno musicale nel campo delle neuroscienze, proponendo una differente ottica riguardo a quegli argomenti già trattati dalla semiologia musicale e dalla psicoacustica, contribuendo così alla ricerca in quello che è il nuovo campo della neuromusicologia.

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INTRODUZIONE Il seguente lavoro ha lo scopo di illustrare le ricerche condotte nel campo delle scienze cognitive, e in particolare delle neuroscienze, in riferimento al fenomeno musicale. Questi studi indagano, forti dell’interdisciplinarità con altri campi speculativi come la psicologia, la filosofia e la biologia, il funzionamento della mente, rivolgendo una particolare attenzione a funzioni come la percezione, l’emozione, la cognizione, l’immaginazione e la creatività. Di tali aspetti, il mondo della musica è intriso e permeato. Non solo perché riesce a rivolgersi a ciascun aspetto della sensibilità grazie alle sue caratteristiche comunicative, ma anche perché coinvolge le funzioni mentali nella loro interezza con il sistema essere umano; non si possono analizzare oggettivamente e in modo totalmente individuale le funzioni musicali, isolandole dalle altre e dal contesto in cui sono espresse, così come non si può avere una visione completa della biologia del comportamento musicale in toto, essendo quest’ultimo causato non solo da un’attività registrabile a livello sensitivo, emotivo e cognitivo, ma anche caratterizzato da fattori sociali e soprattutto da fattori inconsci, che influiscono sull’attività cerebrale rimanendo ancora avvolti nel mistero. Sebbene l’elaborato sia organizzato sulla base di una distinzione tra musica emotiva e musica cognitiva, essa è puramente causale di un bisogno di cernere tra i processi che avvengono e le relative aree di pertinenza, ma che in realtà non sono scindibili l’uno dall’altro. Nella trattazione verranno descritti fenomeni che vanno inevitabilmente a toccare argomenti già apprezzati non solo da antropologi e musicologi, ma anche da analisti e teorici della musica; in tal contesto, le neuroscienze si rivelano come una chiave di volta che, se in alcuni casi dà valore a teorie e speculazioni del passato, in taluni mette in risalto l’incompletezza e la vaghezza di studi limitati dallo stampo chiaramente empirico dei metodi di ricerca. D’altra parte, essendo la musica una delle attività più complesse dell’essere umano, un’ottica neuroscientifica presuppone una forte coscienza epistemologica: nonostante gli eleganti studi di neuroimaging e risonanze magnetiche funzionali siano stati fondamentali nel conoscere e nel tracciare quei circuiti e quegli organi cerebrali fondamentali per la vita e la cognizione, i modelli neuroscientifici che 2

Tesi di Master

Autore: Michele Liaci Contatta »

Composta da 42 pagine.

 

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