I Sistemi di Rating Interni: Il caso UBI Banca

Il testo si sviluppa partendo dalla definizione del rischio di credito e dall’illustrazione delle principali metodologie per il calcolo dei parametri che concorrono alla misurazione dello stesso, cui è dedicato il primo capitolo. Nel secondo capitolo si descrive come, a partire dall’istituzione del Comitato di Basilea del 1974, si sia cercato, con alterne fortune, di salvaguardare la stabilità finanziaria, attraverso una regolamentazione via via più complessa e sofisticata, al fine di rafforzare la solidità e la solvibilità del sistema bancario internazionale e al tempo stesso ridurre le differenze competitive tra banche operative in paesi diversi. Il terzo capitolo si occupa di sistemi di rating, ovvero i processi di valutazione utilizzati sia dalle agenzie di rating che dalle banche per stimare il rischio di credito. Infine nell’ultimo capitolo si espone come è stato approcciato il processo di progettazione e predisposizione di un sistema di rating nel Gruppo UBI Banca.

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1 Introduzione La peggior recessione dei paesi avanzati dalla seconda guerra mondiale ha avuto inizio negli Stati Uniti nel 2006, anche se i presupposti risalgono all’aumento significativo dal 2003 dell’erogazione di mutui ad alto rischio, incoraggiato dalla politica accomodante della Federal Reserve, dall’aumento costante e significativo dei prezzi delle abitazioni e dallo sviluppo delle operazioni di cartolarizzazione. I bassi tassi di interesse favorirono la sottoscrizione di titoli cartolarizzati da molti investitori sia negli Stati Uniti che in Europa, creando i presupposti per la trasmissione della crisi alle economie europee. Inoltre grazie a tali operazioni le istituzioni finanziarie poterono espandere enormemente le attività in rapporto al capitale proprio, realizzando profitti molto elevati a fronte dell’incremento del rischio di perdite ingenti. Lo scoppio della bolla immobiliare causò ingenti perdite tra le banche più coinvolte nell’erogazione dei mutui subprime e tra quelle che possedevano titoli strutturati generati dalle cartolarizzazioni per motivi di investimento. Il mercato interbancario, in un contesto di scarsa chiarezza circa la distribuzione di tali titoli tossici nel sistema finanziario, fu contraddistinto da un forte aumento dei tassi e da una significativa contrazione delle disponibilità delle banche a concedere credito ad altri istituti finanziari. L’insolvenza della banca d’affari americana Lehman Brothers scosse profondamente la fiducia degli operatori, alimentando un clima di fortissima tensione e incertezza sui mercati finanziari e contribuendo a una nuova drastica riduzione della liquidità sul mercato dei depositi interbancari e un aumento dei tassi a breve termine. La crisi divenne sistemica estendendosi dal mercato dei prodotti strutturati all’intero sistema finanziario, evidenziando un elevato grado di interconnessione. In breve tempo la crisi dei mutui subprime si trasferì all’economia reale statunitense ed europea, sia per la restrizione del credito bancario a famiglie e imprese, sia per il crollo dei mercati azionari e dei prezzi delle abitazioni. Vi furono ripercussioni su consumi e

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Oscar Quarti Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.