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Sulla categoria di Totalitarismo

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Esposto
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1994-95
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Magistero
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Domenico Losurdo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 126

Questa tesi riguarda un fenomeno come il totalitarismo, visto con gli occhi di H. Arendt. Esso risulta essere un sistema di governo molto particolare, fondato, al suo interno, sulla sorveglianza di ogni dirigente da parte delle alte sfere (Hitler, Stalin, Mussolini) e sul terrore.

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Sulla categoria di totalitarismo. Capitolo I NEGAZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E TOTALITARISMO Di Stato "totalitario" si incominciò a parlare in Italia verso la metà degli anni '2O per denotare, in funzione apprezzativa, le caratteristiche dello Stato fascista come contrapposto allo Stato liberale.(1) Jens Petersen ha trovato per la prima volta l'attributo "totalitarismo" in un articolo di Giovanni Amendola ne "il Mondo" del 12 maggio 1923, ove si parla del fascismo come "sistema totalitario", cioè promessa del dominio assoluto e dello spadroneggiamento completo ed incontrollato nel campo della vita politica ed amministrativa. Quando al sostantivo "totalitarismo", emerge che il suo primo uso risale ad un articolo di Lelio Basso ne "La Rivoluzione Liberale" del 2 gennaio del 1925 in riferimento al fascismo: "tutti gli organi statuali, la corona, il parlamento, la magistratura, che nella teoria tradizionale incarnano i tre poteri e la forza armata che ne attua la volontà, diventano strumenti di un solo partito che si fa interprete dell'unanime volere, del totalitarismo indistinto".(2) L'espressione è presente nella voce "Fascismo" dell'ENCICLOPEDIA ITALIANA (1932), sia dalla parte scritta da Gentile, sia in quella redatta da Mussolini, dove si afferma la novità storica di un " partito che governa totalitariamente una nazione". L'espressione incomincia ad essere usata per designare tutte le dittature monopartitiche, sia quelle fasciste sia quelle comuniste: così George H. SABINE nella voce " Stato" della ENCYCLOPEDIA OF THE SOCIAL SCIENCES (1934) , definisce totalitari i sistemi politici a partito unico, inclusa l'Unione Sovietica(3). Nel 1940, in un simposio sopra lo "Stato totalitario" pubblicato nei Proceeding of American Philosophical Society, Carlton H. HAYES descrive alcuni caratteri originali del governo totalitario, e specialmente la monopolizzazione di tutti i poteri nel seno della società, il bisogno di generare un sostegno di massa, il ricorso alle tecniche moderne di propaganda. Nel 1942, in THE PERMANENT REVOLUTION, Sigmund NEUMANN mise l'accento sul movimento permanente che viene sprigionato dai regimi totalitari, e che coinvolge in una mutuazione senza fine le stesse

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