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Evoluzione delle metodologie di protezione dei luoghi fisici

Informazioni tesi

  Autore: Deborah Galbo
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Security Manager
Anno: 2017
Docente/Relatore: Daniele Giugliarelli
Istituito da: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 37

A chi non è capitato di incorrere almeno una volta nella vita nel sentimento angoscioso della paura. Ma che cos’è la paura? Tale vocabolo deriva dal latino pàvere (aver paura), che a sua volta nasce da pàvire, che vuol dire “battere il terreno per livellarlo”. È vero che la paura è uno stato d’animo soggettivo conseguente ad una situazione che ciascuno di noi rileva come stato di pericolo ma è anche vero che può derivare da un ambiente circostante che può incutere non solo paura ma anche insicurezza.
Partendo da un’emozione soggettiva si perviene ad un elemento esterno a noi, incontrovertibile, che è la sicurezza.
L’obiettivo del presente lavoro è quello di inquadrare più in dettaglio che cosa si debba intendere per “Sicurezza” e la terminologia ad esso associata per poi affrontare quali sono stati nel corso della storia gli strumenti di protezione dello Stato, con particolare riferimento all’intelligence, e l’evoluzione della sicurezza delle città e dei cittadini. Al termine dei cenni storici si giunge alla parte dedicata alle tematiche più attuali come il “Target Hardening” e l’”Hardened Target”. In chiusura, si è voluto dare spazio alla tematica più recente della sicurezza aeroportuale e ad alcune delle problematiche ad essa associate tramite la testimonianza diretta di chi si occupa di Security.

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2 Introduzione A chi non è capitato di incorrere almeno una volta nella vita nel sentimento angoscioso della paura. Ma che cos’è la paura? Tale vocabolo deriva dal latino pàvere (aver paura), che a sua volta nasce da pàvire, che vuol dire “battere il terreno per livellarlo”. È vero che la paura è uno stato d’animo soggettivo conseguente ad una situazione che ciascuno di noi rileva come stato di pericolo ma è anche vero che può derivare da un ambiente circostante che può incutere non solo paura ma anche insicurezza. Partendo da un’emozione soggettiva si perviene ad un elemento esterno a noi, incontrovertibile, che è la sicurezza. L’obiettivo del presente lavoro è quello di inquadrare più in dettaglio che cosa si debba intendere per “Sicurezza” e la terminologia ad esso associata per poi affrontare quali sono stati nel corso della storia gli strumenti di protezione dello Stato, con particolare riferimento all’intelligence, e l’evoluzione della sicurezza delle città e dei cittadini. Al termine dei cenni storici si giunge alla parte dedicata alle tematiche più attuali come il “Target Hardening” e l’”Hardened Target”. In chiusura, si è voluto dare spazio alla tematica più recente della sicurezza aeroportuale e ad alcune delle problematiche ad essa associate tramite la testimonianza diretta di chi si occupa di Security. Il concetto di sicurezza La parola Sicurezza deriva dal latino “sine cura” ossia senza preoccupazioni e rimanda ad un elemento soggettivo e ad uno oggettivo: la tranquillità e l’assenza di pericolo. Nel primo caso si fa riferimento alla percezione personale della realtà esterna al di là dell’effettiva presenza di rischi mentre nel secondo caso è l’effettività stessa della presenza di rischi ad essere di primaria importanza. Nella lingua anglosassone troviamo due terminologie distinte nell’ambito della sicurezza: safety e security. Safety riguarda, principalmente, la salvaguardia o la protezione da eventi o circostanze accidentali mentre security si riferisce, in un’unica accezione, alla salvaguardia o alla

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