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L'estetica del demoniaco. Dalla rivolta metafisica al paradosso dell'alterità

La protesta come punto di partenza del filosofare: questa è la tesi sostenuta. Dall'analisi dei miti arcaici alle filosofie contemporanee passando per un'analisi dettagliata delle Scritture, il tutto per chiarire il senso della ribellione intellettuale e religiosa.

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5 INTRODUZIONE IL BIVIO DELLA DISPERAZIONE E LA RIVOLTA METAFISICA: ALLA RICERCA DELL’AUTENTICITA’ La domanda fondamentale della filosofia, variamente formulata in diverse epoche, può essere sintetizzata così: perché l’essere e non il nulla? E’ questo un interrogativo che cerca la sua risposta al di là del senso della domanda, e che solo oltre il limite del domandare può acquistare valore reale di comprensione. Chiedere il fondamento dell’essere significa innanzitutto indagare il valore della relazione tra i due termini in gioco: l’essere e il nulla. Che l’essere fosse, e che fosse necessariamente era già chiaro ai filosofi presocratici, che interpretavano tale necessità come forza del destino, capace di attuare ogni possibilità “kat� to chre�n”, secondo il dovuto; ma non solo ad essi risultava evidente l’inesorabilità dell’esistere. Tutte le principali religioni arcaiche vedono nella necessità il fondamento stesso del divino e delle divinità. I babilonesi immaginavano un mondo la cui esistenza era dovuta, come quella degli dèi, al passaggio da una realtà caotica e indistinta ad una fissata dalla necessità: “Quando in alto i cieli non erano ancora nominati n� la terra, in basso, aveva ancora un nome (�) Quando gli d�i non rilucevano ancora, neppure uno, Essi non avevano nome, n� destino fissato! Allora furono creati gli d�i in seno ad essi�” 1 In modo del tutto analogo gli zervaniti dell’odierno Iran pensavano che i princìpi del bene e del male, Ahriman e Ormazd, nascessero dal Tempo, Zurvan, ma fuori dal tempo, e che quindi essi fossero in fondo destinati dalla loro natura divina a divenire ed emanciparsi in un modo già-da-sempre stabilito dalla necessità. Nell’orizzonte ebraico, invece, il Dio che decide per il fiat della creazione assume su di sé ogni responsabilità di ciò che accade agli esseri creati e, a maggior ragione, di ciò che accade di indesiderato. Il Dio deve rispondere alla domanda “perché il male e non il nulla?”, il che significa: qual è la ragione che sottende alla 1 Enuma Elish, cit. in J. BOTTÉRO, La religione babilonese, trad.it di S. Picchioni, Sansoni, Firenze 1961, p.41.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Massimo Santamicone Contatta »

Composta da 176 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3043 click dal 20/03/2004.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.