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Cambiare marcia al turismo - sostenibilità, cicloturismo e il caso francese della Scandiberique

Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Zorgno
  Tipo: Tesi di Master
Master in Promozione e Organizzazione turistico-culturale del Territorio
Anno: 2018
Docente/Relatore: Patricia Kottelat
Istituito da: Università degli Studi di Torino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 40

Lo sviluppo sostenibile applicato al mondo turistico. Il turismo è il settore commerciale più esteso e più in espansione del pianeta e per questo ha una forte responsabilità per quanto riguarda la conservazione e il rispetto dei patrimoni culturali e ambientali e il supporto delle economie locali. Lo sviluppo sostenibile si pone come la consapevolezza che le risorse del nostro pianeta, materiali e immateriali, non sono illimitate e il loro sfruttamento intensivo e incontrollato porterà a danni irrimediabili. Promuovere un rinnovamento del settore turistico in chiave responsabile e sostenibile porterà ad ottenere una mobilità internazionale più conscia dell'impatto che ognuno di noi ha sul nostro pianeta e i suoi ecosistemi. Il portabandiera delle nuove forme di turismo inserite nel contesto sostenibile è il cicloturismo. Ai suoi indubbi benefici per il singolo fruitore e per la conservazione delle aree naturali, vanno aggiunti i meno scontati risvolti economici, in grado di rilanciare le economie di tutto il mondo. Il cicloturismo non va confuso con il ciclismo sportivo; la sua non è un'offerta turistica di nicchia pensata per il ciclista, ma al contrario è un'offerta di fruizione di massa che si rivolge al turista medio. Il 2018 è l'anno della Francia, e il progetto della Scandiberique, spiegato nel dettaglio, ne è la dimostrazione. Alle varie forme di turismo sostenibile, vanno aggiunti i nuovi prodotti turistici dei cosiddetti "nomadi digitali", strettamente legati al mondo dell'interconnessione istantanea. Il turismo 2.0 raccoglie tutte le nuove pratiche turistiche che promuovono un ritorno alla condivisione e predicano la decrescita economica in un contesto generale di incontro con l'altro. Il futuro del turismo ha una sola direzione possibile, ed è quella indicata dai principi dello sviluppo sostenibile.

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18 Capitolo II Turismo 2.0 «Je hais le tourisme parce que j’adore le voyageur» 28 2.1 Il progresso sta nella decrescita Lo sviluppo tecnologico e la straordinaria abilità tecnica che l’uomo ha raggiunto con la cosiddetta era digitale hanno cambiato totalmente il modo in cui ci rapportiamo con il mondo che conosciamo e ancora di più con quello che non conosciamo. Tempo e spazio sono diventati concetti del tutto relativi: non esistono più luoghi o persone irraggiungibili, idee lontane o esperienze impossibili. Il turismo ovviamente è uno dei settori commerciali che più ci guadagna da tutto questo: si può andare ovunque, molto velocemente e, soprattutto, con comodità e leggerezza. La tecnologia ci permette di trasmettere informazioni all’istante in ogni parte del mondo, scovando e mettendo in contatto ideologie e pratiche che senza di essa mai si sarebbero incontrate. Ci si trova dunque ad avere idee in comune e a organizzarsi anche tra perfetti sconosciuti. Grazie a queste possibilità anche movimenti apparentemente estremi e di difficile attuazione come quello della decrescita trovano spazio e si espandono. La décroissance sereine, come la definisce Latouche, è il semplice abbandono di tutte quelle comodità superflue e talvolta dannose al nostro benessere. Ricordarsi di avere un grande potenziale tecnico, immaginativo e creativo è la base per capire che a volte troppa tecnologia ci toglie il gusto del provare, del creare e del fare. Come tutti i concetti inerenti al tema della sostenibilità, l’impatto da considerare non è solo quello sull’ambiente, ma anche quello su noi stessi. La decrescita pone un quesito a ognuno di noi: il progresso sta davvero andando di pari passo con la nostra qualità della vita? La risposta è ovviamente no, o quantomeno non sempre. Se il progresso non migliora effettivamente la nostra vita e non ci rende più felici, forse è allora il caso di riconsiderare un cambiamento di direzione. Un esempio significativo è 28 Nicole Heissler, «Voyage et/ou tourisme, du rêve à la consommation», Tourisme et société, L’Harmattan, Parigi, 1992.

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