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Analisi epistemologica dei fondamenti teorico-metodologici della psichiatria. Dal costrutto senza episteme della ''medicina della mente'' alla fondazione della configurazione discorsiva esemplificata nello studio della Disforia di Genere

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Pisano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Gian Piero Turchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 209

L'epistemologia permette di fondare asserti scientifici distinguendo tra livelli di realismo rispetto agli oggetti di conoscenza. In ambito clinico si distinguono teorie che si pongono su questi livelli e dunque interventi operativi adeguati all'oggetto di riferimento. La disforia di genere rappresenta l'esempio tipico di discrasie epistemologiche rispetto alla patologia mentale.
La mente (o la psiche) non può essere individuata, tantomeno descritta, attraverso l’uso di un sistema paradigmatico di riferimento di matrice induttivista, al fine di operarvi alla stregua di un ente ontologicamente dato, esistente in sé e per sé, indipendentemente dalla categorie utilizzate per conoscerlo. L’infondatezza epistemologica è dimostrata dagli scivolamenti compiuti con il ricorso al modello medico.
La prassi psichiatrica deve essere un logos e in forza di questo presupposto dovrebbe ricercare i fondamenti epistemologici, i propri criteri di demarcazione adeguati, identificati nel rigore dell’argomentazione e nell’adeguatezza al piano epistemologico, consentendo quello scarto paradigmatico che la divincoli dal tentativo di operare entro paradigmi che godono del requisito di adeguatezza solo per le scienze “ica”, ovvero inadeguati all’oggetto di riferimento.
La riflessione epistemologica ha consentito così di effettuare un’analisi critica dei costrutti di riferimento della psichiatria, permettendo di evidenziarne l’infondatezza epistemologica, e lo spostamento ad un piano epistemologico che consente la demarcazione tra senso comune e senso scientifico per tali costrutti. In particolare, come questa prassi possa affrancarsi dagli errori generati dal considerala una “specializzazione della medicina” solo riconoscendo i propri ambiti di riferimento quali “astrazioni categoriali” per uno psico-logos volto ad operare a livello epistemologico concettuale dove i fondamenti teorico-metodologici del modello medico risultano inadeguati...
La strada potrebbe essere individuata per falsificazione (come avviene per altri contesti scientifici, nonostante non affermata se non in modo marginale nel contesto scientifico dei nostri giorni). Falsificando, appunto, quanto prodotto dalla psichiatria manualistica di matrice descrittivista intorno all’assunto fondativo stesso, ma non come avviene per le scienza “ica”, laddove la falsificazione opera alla ricerca di riscontri empirico-fattuali. A livello epistemologico concettuale (ed anche ipotetico) la falsificazione opera per una fondazione scientifica, attraverso la falsificazione dell’assunto fondativo. Bisogna, dunque, partire dal presupposto “non esiste la mente”. Contribuendo, così e finalmente a perseguire un obiettivo inscrivibile a livello epistemologico del logos, operando adeguatamente, e non con l’intervento sul corpo, su costrutti inerenti quanto concerne la psiche, cioè modificare i processi discorsivi che generano e mantengono costruzioni su presupposti malesseri soggettivi che condizionano la vita personale e familiare delle persone.
In altri termini, riprendendo Federspil, uccidere la diagnosi, per salvare il paziente.
Congiuntamente a questo, in riferimento ai presupposti teorico-metodologici illustrati nel capitolo 1, il discorso sulla scientificità in base alla regola d’uso del linguaggio scientifico è assolta solo nel momento in cui a muovere la prassi psichiatrica siano processi discorsivi maggiormente capaci “di generare continuamente una configurazione discorsiva “differente da sé stessa”, apportando così variabilità al processo dialogico”, necessaria, come rilevato nell’analisi del costrutto Disforia di Genere.

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9 PR E ME SSA Il pre se nte e la bora to risponde a ll’obie ttivo di e ffe ttua re un’a na lisi e piste mologic a de lla “ psic hia tria ” e de lle sue pra ssi, a l fine di e vide nz ia re gli e rrori te oric o-me todologic i, c on re la tivi e ffe tti pra gma tic i, ne i qua li è inc orsa , porta ndola a d ope ra re a pa rtire da pre supposti non a de gua ti e non pe rtine nti a l proprio ogge tto di inda gine . Ovve ro c onse nte ndole di qua lific a rsi c ome pra ssi me dic a pe r la c ura de lla “ psic he ” , a ssume ndo il lingua ggio me dic o, nonc hé il mode llo di rife rime nto pe r ope ra re su un ogge tto c omple ta me nte dive rso da l c orpo (ogge tto di rife rime nto de lla me dic ina ). L ’a rgome nta z ione pre nde le mosse , a pa rtire da l primo c a pitolo, pre se nta ndo una pa nora mic a storic a sullo sviluppo de ll’e piste mologia , qua le rifle ssione sulla de ma rc a z ione tra a sse rz ioni sc ie ntific he e a ffe rma z ioni di se nso c omune . Si e sporra nno le que stioni princ ipa li sul c ome si sia sviluppa ta (la rifle ssione e piste mologic a ) ne l progre sso de lle sc ie nz e e mpiric he , ope ra nti su ogge tti c he e sistono in sé e pe r sé , ma si è , in se guito a ll’a vve nto de l pe nsie ro fa lsific a z ionista , a pe rta a nc he ve rso “ re a ltà ” me ra me nte ipote tic he , dunque non fa lsific a bili e mpiric a me nte . Que sta a pe rtura (c he ha se gna to il pa ssa ggio da ll’induz ione a lla de duz ione ne l ra giona me nto logic o-sc ie ntific o pe r la formula z ione di a sse rz ioni) a d e ntità ipote tic he , dunque pre tta me nte te oric he , ha implic a to il ric orso a c rite ri di de ma rc a z ione diffe re nti rispe tto a que lli utiliz z a ti pe r un e nte individua bile a live llo e mpiric o-fa ttua le , c rite ri non a ssolti, c osì c ome , de l re sto, que lli pre visti a fonda me nto de l ric orso a l pa ra digma di rife rime nto de lla me dic ina e , dunque a l mode llo ope ra tivo me dic o. Se dunque un ogge tto di studio non è fa lsific a bile a live llo e mpiric o-fa ttua le , in qua nto te oric o, a pplic a re la fa lsific a z ione implic a se guire la stra da se guita da lle te orie ma te ma tic he non e uc lide e , dove , c ome si ve drà , si ha a vuto a c c e sso a “ nuovi disc orsi forma li” e a nuove re a ltà de lla fisic a de lla re la tività . Pa rtire c ioè da lla fa lsific a z ione de ll’a ssunto fonda nte . L a ric e rc a di “ nuovi disc orsi forma li” è ne c e ssa ria pe r la formula z ione di te orie a de gua te a l live llo ontologic o di rife rime nto de lle va rie sc ie nz a e c onse nte di rispe tta re la re gola d’uso de l lingua ggio sc ie ntific o ne lle a sse rz ioni prodotte de lle dive rse tipologie di sc ie nz e (qua lora sia no rispe tta ti i c rite ri di de ma rc a z ione a de gua ti a l live llo e piste mologic o de ll’ogge tto di studio.

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Parole chiave

disturbo
falsificazionismo
biopsicosociale
configurazione discorsiva
disforia di genere
scienza dialogica
dsm 5
epistemologia clinica
patologia mentale
metodo clinico

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