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L'evoluzione del lavoro femminile e il ruolo delle iniziative di pari opportunità

Si tratta di uno studio della situazione femminile nel mercato del lavoro, seguito dall'analisi degli aspetti legislativi e dei progetti rilevanti in Italia, nell'Unione Europea e negli Stati Uniti. Breve disamina anche su casi concreti.

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INTRODUZIONE GENERALE Una delle dinamiche più rilevanti dell’offerta di lavoro in questi ultimi trent’anni, nei Paesi dell’Unione Europea come negli Stati Uniti, è sicuramente l’aumentata partecipazione delle forze femminili. Il numero di donne che offrono lavoro è cresciuto (e continua a crescere) sia in termini assoluti, passando dai quasi sessantasette milioni di unità del 1960 agli oltre centodiciassette milioni di unità del 1990 (dati dei Paesi Ocse), sia in termini relativi. Infatti, le variazioni percentuali dell’offerta femminile si attestano, a partire dalla fine degli anni Sessanta, a livelli superiori rispetto a quelle dell’offerta maschile. Inoltre, la parte più consistente di tale offerta è costituita da donne di età compresa tra i 25 e i 50 anni, la maggior parte delle quali sono sposate, quindi con un carico familiare da sopportare. Sono molte le spiegazioni a cui si è ricorsi per giustificare un simile fenomeno, non riconducibile certamente solo a fattori economici. Fra le cause più significative e più volte considerate, ricordiamo: l’accresciuta coscienza di sé stessi dei movimenti femministi, la diminuzione dei tassi di natalità, i livelli di istruzione via via più elevati delle donne, lo sviluppo dei servizi sociali per bambini e anziani, la diffusione dei beni di consumo durevoli ad uso domestico, il coinvolgimento dei giovani maschi in talune funzioni tradizionalmente affidate alla casalinga, e il declino della stabilità della famiglia. Oltre che per la rilevanza dei trends, però, l’occupazione femminile merita studi specifici ed approfonditi perché essa subisce almeno due grosse ingiustizie: la segregazione occupazionale e le paghe basse. Nel primo caso, ci si riferisce al fatto che le donne sono sovrarappresentate in alcuni settori e, invece, sottorappresentate in altri, secondo una distribuzione che non può di certo essere attribuita al caso. In realtà, è socialmente condiviso pensare che alle donne spettino, siano più “adatte”, alcune professioni e agli uomini altre.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Sandra Braga Contatta »

Composta da 171 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 34182 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.