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I prezzi del future sui Btp decennali e la verifica dell’ipotesi di efficienza debole del mercato

Lo studio ha inteso verificare empiricamente l’efficienza del mercato dei financial future sul BTp quotato al LIFFE di Londra.
Il lavoro lo si può suddividere in due parti: la prima teorica che cerca di spiegare i presupposti dai quali nasce e si evolve il concetto di efficienza di mercato, mentre la seconda contiene la verifica econometrica utilizzando un modello autoregressivo (ARIMA) utile per tentare di confermare, o smentire quanto enunciato nella prima parte.
La formulazione del concetto di efficienza del mercato tuttora ritenuta più valida è dovuta a Eugene Fama (1976) che lo ha definito nel seguente modo: un mercato è efficiente quando in ogni momento i prezzi dei titoli riflettono pienamente e in modo corretto tutte le informazioni disponibili. Questa definizione riflette l’impostazione di quella scuola di pensiero economico conosciuta come Scuola di Chicago, che ipotizza un comportamento razionale, informato e massimizzante da parte degli operatori di un mercato.
L’impostazione teorica descritta è coerente con un modello matematico chiamato Random Walk.
Per testare questa ipotesi (di martingala) che implica prezzi non autocorrelati, si è utilizzato un modello autoregressivo. La procedura seguita è quella suggerita da Box e Jenkins per lo studio di serie temporali e il software utilizzato è il Microfit 3.0.
Si sono utilizzate le quotazioni giornaliere nell’anno 1996 del prezzo del future sul BTp quotato al LIFFE per un totale di 254 osservazioni.
Dallo studio delle funzioni di autocorrelazione e autocorrelazione parziale è emerso che non esiste nessun legame tra la variabile nel tempo. I test di Box-Pierce, Ljung-Box e la ''rule of thumb'' hanno dimostrato che i valori di autocorrelazione sono tutti statisticamente uguali a zero.
Alla luce di quanto emerso, l’ipotesi di inefficienza non può essere provata. Infatti il processo di sub-martingala riscontrato nella serie storica dei prezzi future non evidenzia autocorrelazione (come confermato dai test) ed è coerente con il modello random walk con drift, cioè con media degli incrementi diversa da zero.
Il premio per il rischio che emerge dalla verifica empirica non determina in alcun modo inefficienza, pur essendo di discreta entità (18% annuo), riconducibile anche al fatto che nello studio svolto non si sono prese in considerazione commissioni e tasse varie che di fatto venendo pagate dagli operatori, determinano una riduzione del premio per il rischio.
La presenza di questo premio per il rischio può essere coerente con il ribasso dei tassi che si è verificato nel 1996 e lo si può verosimilmente ricondurre alle aspettative al rialzo degli operatori del mercato dei futures.

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Pag. 3 di 89 INTRODUZIONE Il comportamento dei prezzi dei titoli è sempre stato un argomento di estremo interesse sia in ambienti accademici, come anche in quelli finanziari. Nonostante il numero incredibile di lavori empirici, le risposte emerse sono tuttora contrastanti. Le varie verifiche empiriche non solo hanno utilizzato diverse tipologie di analisi, diversi titoli e diversi periodi, ma come verrà illustrato più avanti sono anche discordanti dal punto di vista teorico dal quale muovono. Nello studio dell’efficienza di un mercato, c’è una stretta interrelazione tra teoria e pratica, sia perché le recenti evoluzioni della realtà hanno stimolato nuove riflessioni teoriche, sia per l’introduzione di nuovi prodotti finanziari a disposizione degli operatori. Inoltre lo studio del comportamento dei mercati finanziari nell’allocazione delle risorse e nella crescita dimensionale sono d’estremo interesse in considerazione del fatto che tra le condizioni necessarie da perseguire ci sono proprio quelle di stabilità ed efficienza. * * * In questo lavoro si è analizzato il comportamento di un tipo di contratto ormai popolarissimo anche in Italia: il future sul Btp a 10 anni. I financial futures sono di recente introduzione nel nostro mercato. Infatti, il Mercato Italiano dei Futures (MIF), ha iniziato le contrattazioni l’11 settembre 1992 con un ritardo significativo rispetto ai paesi più evoluti, durante un processo di generale riassetto e ammodernamento dei mercati mobiliari nel nostro paese. L’avvio delle negoziazioni future in Italia è stato riservato, non a caso, ad un contratto su titoli di Stato. Il nostro paese dispone, infatti, di un ventaglio ampio di titoli del debito pubblico, di un mercato a pronti molto liquido, nonché di un numero elevato di soggetti italiani ed esteri che intervengono nel mercato, diversi dei quali già attivi over the counter o sui mercati future internazionali. Inoltre, secondo l’esperienza delle realtà estere e anche negli auspici delle Autorità, l’istituzione di un mercato domestico dovrebbe corrispondere alla necessità del Tesoro di incentivare l’investimento in titoli

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze economiche e bancarie di Siena

Autore: Arturo Busca Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2679 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.