Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Aspetti metodologici dei sistemi di rating interni

Negli ultimi quattro anni l'industria bancaria ha mostrato un crescente interesse per le tecniche avanzate di misurazione e gestione del rischio di credito. L'attività creditizia delle banche, infatti, nonostante il processo di disintermediazione che ha interessato il settore, è ancora una attività molto importante, fonte di profitti ma anche di rischi.
Un sistema di rating è un processo di classificazione di un prenditore di fondi o di una specifica operazione creditizia in una tra più classi di rischio predefinite in modo contiguo ed ordinale, normalmente indicate con lettere o numeri. L'attribuzione del rating a livello di emissione o di controparte è da tempo effettuata da agenzie specializzate ma solo recentemente questa metodologia è utilizzata da banche ed istituzioni finanziarie per la valutazione del merito creditizio della propria clientela (ratings interni). Tali sistemi, calibrati sulle esigenze e sulle caratteristiche delle banche che li hanno realizzati, sono eterogenei sia dal punto di vista metodologico sia dal punto di vista applicativo.
I motivi che spingono una banca ad adottare un proprio sistema di rating interno derivano sia dal recente orientamento della regolamentazione di vigilanza, intenzionata a consentire la determinazione del livello di dotazione patrimoniale in funzione dei sistemi interni di misurazione del rischio, sia dalle opportunità che tali metodologie offrono nella gestione dell'attività creditizia: miglioramento dell'efficienza delle fasi di istruttoria e di monitoraggio degli affidamenti, maggiore flessibilità nel rapporto con il cliente affidato, aumento della qualità del portafoglio crediti, maggiore efficacia delle strategie di direzione.
I sistemi di determinazione del rating possono essere basati esclusivamente su valutazioni analitiche soggettive o, all'estremo opposto, su sistemi completamente automatici di scoring, passando per tutta una serie di architetture ibride che cercano di raggiungere un compromesso fra oggettività e completezza della valutazione del merito creditizio, tenendo conto anche della dimensione e delle caratteristiche della controparte.
Nell'implementazione di un sistema di rating interno, prima ancora della tecnica di valutazione, è importante la qualità delle informazioni di cui la banca dispone, in termini di affidabilità, completezza, profondità storica.
L'analisi preliminare di fattibilità di un sistema di rating basato sull'osservazione delle insolvenze è stata effettuata presso una banca marchigiana di piccole dimensioni (Banca Alfa). Implementare un sistema di rating alla Banca Alfa in modo da sfruttarne tutti i potenziali vantaggi significa seguire le indicazioni fornite dal mondo accademico e dalle autorità di vigilanza, valutandole alla luce delle caratteristiche di una banca locale, impegnata in attività creditizie di tipo tradizionale principalmente nei confronti di privati consumatori ed imprese di piccola e media dimensione.
Un progetto di realizzazione di un sistema di rating interno veramente efficace richiede tempi lunghi ed investimenti notevoli in risorse umane e finanziarie. La vera innovazione, tuttavia, non è costituita dall'introduzione dello strumento ma dal cambiamento della cultura aziendale nei confronti della gestione del rischio.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 INTRODUZIONE L'attivit� creditizia � una delle aree pi� tradizionali e consolidate dell'attivit� bancaria. Nonostante il processo di disintermediazione che ha interessato il sistema bancario e finanziario e il recente sviluppo di nuovi strumenti finanziari, essa continua ad essere, per le banche, una delle attivit� pi� importanti, principale fonte di profitto ma anche di rischio; le recenti crisi bancarie che si sono verificate nei paesi sviluppati sono quasi sempre riconducibili alle perdite generate dall'insolvenza degli affidati. In tale ambito, il problema della misurazione e della gestione del rischio di credito � sentito dalle banche e dagli intermediari finanziari come particolarmente importante. Mentre per decenni il sistema bancario � stato ancorato ad un approccio piuttosto "artigianale" nei confronti dei rischi bancari, dagli anni Novanta si � diffusa tra gli operatori del settore la coscienza di nuovi strumenti teorici e pratici in grado di offrire una risposta alle nuove esigenze. I motivi che hanno portato ad un progressivo risveglio dell'interesse verso una gestione analitica del rischio di credito sono diversi. In primo luogo il processo di apertura del mercato del credito ha fatto perdere al sistema bancario, in special modo quello italiano, l'elevato grado di protezione di cui aveva goduto per decenni, esponendo le banche ad un consistente aumento della concorrenza; in un contesto maggiormente competitivo i margini di interesse si sono notevolmente ridotti, in modo particolare per le banche meno efficienti, e i rischi si sono concentrati in quelle banche con minori capacit� di valutazione del merito creditizio della clientela. Anche l'atteggiamento delle autorit� di vigilanza ha rappresentato uno stimolo molto forte per il sistema bancario verso l'adozione di schemi analitici di misurazione e di gestione del rischio di credito; lo schema di adeguatezza patrimoniale introdotto dal Comitato di Basilea nel 1988 � il risultato della convinzione profonda delle autorit� che la stabilit� del sistema bancario debba poggiare su un equilibrato rapporto fra grado di patrimonializzazione e livello di rischio assunto dalla banca. Le recenti proposte di modifica dell'Accordo sul Capitale fornite dal Comitato di Basilea ribadiscono tale concetto, spingendo, inoltre, verso criteri pi� precisi di misurazione del rischio di credito e cercando di sostituire i requisiti patrimoniali standard oggi in vigore con sistemi di valutazione interni che le banche sono o saranno in grado di sviluppare. Il mondo accademico ha avuto un ruolo fondamentale nell'evoluzione in corso, proponendo un quadro teorico di riferimento ed una serie di modelli per la previsione delle insolvenze e per la valutazione dell'esposizione al rischio dell'intero portafoglio della banca. Negli ultimi dieci anni molte grandi banche, soprattutto a livello internazionale, hanno effettuato notevoli investimenti in strumenti in grado di misurare e di gestire il rischio di credito, rivoluzionando, tra l'altro, le tradizionali tecniche di valutazione del merito creditizio delle controparti. Il Credit Risk Management costituisce indubbiamente una attivit� complessa, che richiede tempo, esperienza e competenza per mostrare concreti risultati nella gestione della banca. L'affinamento metodologico e la diffusione delle best

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luigino Minnucci Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7658 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 49 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.