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Caratterizzazione istopatologica del miocardio e determinazione dei prostanoidi plasmatici in criceti geneticamente portatori di cardiomiopatia dilatativa e ipertrofica

L'individuazione di idonei modelli animali per lo studio di patologie umane e per lo sviluppo di potenziali agenti terapeutici è da sempre stato un importante obiettivo in campo farmaco-tossicologico.
Questa tesi, svolta in parte presso il Laboratorio di Morfologia ed Istologia della Sigma-Tau S.p.A., si ha avuto come principale obiettivo quello di convalidare l'impiego di un particolare ceppo di criceto siriano, geneticamente portatore di cardiomiopatia dilatativa e denominato Bio TO2, come modello animale per lo studio della cardiomiopatia umana di tipo dilatativo.
In particolare argomento della presente tesi è stato lo studio delle modificazioni istologiche che caratterizzano la patologia del miocardio in questo particolare ceppo di criceti siriani. Questo tipo di cardiomiopatia, infatti, a differenza della cardiomiopatia ipertrofica presentata da un altro ceppo di criceti, il Bio 14.6, è stata scarsamente studiata e caratterizzata in termini e di insorgenza e di evoluzione. Conoscere il tempo di insorgenza e l’evoluzione temporale a livello strutturale-anatomico delle lesioni è, in realtà, di fondamentale importanza per l'identificazione dei tempi ottimali di intervento farmacologico al fine di garantire la massima efficacia della terapia. Questo è particolarmente vero per questa patologia in cui la sintomatologia - grazie ai processi compensativi messi in atto dall'organismo - compare in una fase molto avanzata rispetto all'insorgenza delle lesioni miocardiche.
A tal fine in criceti del ceppo Bio TO2 e del ceppo Bio 14.6 di due differenti età, e precisamente di 3 e di 7 mesi, venivano esaminati i vari tipi di lesione che si manifestavano nel miocardio utilizzando, oltre alla colorazione di base ematossilina-eosina, colorazioni istochimiche specifiche per le calcificazioni (colorazione Von Kossa), per la presenza fibrosi (colorazione Rosso Sirio, microscopio ottico con luce normale) e per la presenza del collagene di I tipo e del III tipo (colorazione Rosso Sirio, microscopio ottico con luce polarizzata,). L'incidenza delle lesioni riscontrate veniva determinata con un metodo semiquantitativo.
Inoltre, essendo stata avanzata da alcuni autori l'ipotesi di un possibile coinvolgimento delle prostaglandine nella genesi di tali patologie per il ruolo svolto da questi prostanoidi nella regolazione della risposta immune, nella biosintesi del collagene e del tessuto fibroso ed essendo presenti in letteratura pochi e contrastanti dati relativi ad una alterazione, in individui cardiomiopatici, della produzione e liberazione di alcuni prostanoidi, quali prostaciclina e trombossano, lo studio ha anche compreso la determinazione dei livelli plasmatici di prostaciclina e trombossano nei criceti delle due differenti età, oggetti del nostro studio.
I risultati ottenuti hanno dimostrato che la forma di cardiomiopatia sviluppata dai criceti di ceppo Bio TO2 è sovrapponibile per molti aspetti alla cardiomiopatia umana di tipo dilatativo, permettendo così di considerare questo ceppo come valido modello sperimentale per lo studio della cardiomiopatia dilatativa umana e per l'individuazione di nuovi interventi terapeutici.

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Criceti e cardiomiopatie 5 1. INTRODUZIONE 1.1 - Cenni sull'anatomia e fisiologia del cuore Il cuore è un organo prevalentemente a tessuto muscolare con peculiari caratteristiche istologiche. Infatti, pur essendo dotato di movimento tipicamente involontario, le miofibrille di cui sono composti i suoi miociti, sono molto simili a quelle delle fibre striate dei muscoli scheletrici. Il tessuto connettivale, costituito da cellule mesenchimali deputate alla sintesi della matrice extracellulare, rappresenta un supporto inerte per la contrazione cellulare e per il sistema vascolare e svolge un importante ruolo di integrazione e sincronizzazione dei movimenti specifici a cui la massa muscolare va costantemente incontro. L'organo è situato al centro della cavità toracica nel setto, detto mediastino, che separa i due polmoni ed è contenuto in un sacchetto sieroso, il pericardio, la cui parete più interna, il pericardio viscerale, aderisce perfettamente al cuore stesso formandone lo strato esterno, l'epicardio. La parete esterna del pericardio, il pericardio parietale, è fissato alla parete toracica, in modo non rigido, e al mediastino e, caudalmente, al tendine centrale del diaframma. Tra il pericardio viscerale ed il pericardio parietale vi è un sottile film liquido che li fa scivolare più facilmente l'uno sull'altro durante i movimenti cardiaci. All'interno uno strato endoteliale, l'endocardio, riveste le cavità e le strutture in esse contenute al fine di ridurre al minimo l'attrito delle pareti con il sangue che vi passa ad elevata velocità.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Luca Rotondi Contatta »

Composta da 112 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.